Sempre e Comunque
shopping-bag 0
Items : 0
Subtotal : 0,00
View Cart Check Out

Falletti:

Falletti: “Non ho avuto dubbi a scegliere il Bologna, voglio dimostrare di essere all’altezza della Serie A”

Presentazione ufficiale nel ritiro di Castelrotto per l’uruguaiano classe 1992 Cesar Falletti, ex Cerro e Ternana, uno degli acquisti più interessanti del nuovo Bologna che sta prendendo forma qui in Alto Adige. A fare gli onori di casa, come di consueto, il club manager Marco Di Vaio, che ha speso parole importanti per il ragazzo di Artigas: «La nostra intenzione era quella di presentare insieme Falletti e Avenatti, purtroppo non è stato possibile ma sono comunque felice di essere qui insieme a Cesar. Un ragazzo che si è imposto in Serie B alla Ternana in un ruolo non semplice come quello del trequartista, facendo sempre la differenza. Lo seguivamo già da un paio d’anni, quella per lui e Avenatti è stata una trattativa lunga iniziata a fine maggio, abbiamo illustrato ad entrambi il nostro progetto e loro hanno capito che questo è una società seria, ambiziosa e con ampi margini di crescita. Cesar ha caratteristiche diverse rispetto agli altri ‘piccoletti’ del reparto offensivo, crediamo possa rappresentare una valida alternativa per l’allenatore e per tutta la squadra, sia dall’inizio che a partita in corso. È un po’ timido ma lo sto osservando e devo dire che si sta inserendo alla grande». E allora eccole le prime dichiarazioni da giocatore rossoblù di Falletti, effettivamente abbastanza timido quando si tratta di parlare ma molto meno sul campo con il pallone fra i piedi:

Bologna prima scelta – «Ringrazio Marco per le belle parole, e ringrazio tutti quelli che hanno reso possibile il mio arrivo qui, in primis il presidente Saputo e il direttore Bigon. Ho sempre sentito parlare bene della piazza di Bologna e quando ho toccato con mano il progetto della società non ho avuto dubbi, ho ricevuto una proposta anche dal Napoli ma avevo già fatto la mia scelta».

Grande occasione – «C’è una bella differenza tra la Serie B e la Serie A, ne sono consapevole, devo lavorare tanto per guadagnarmi il posto e giocare il più possibile. Non sarà facile, perché qui ci sono tanti giocatori importanti, ma voglio dimostrare alla società che non ha sbagliato ad acquistarmi».

Posizione e caratteristiche – «In Uruguay ho giocato prima da mezzala di centrocampo, poi come esterno di sinistra in un 4-4-2, infine come esterno d’attacco in un 4-3-3. Alla Ternana ho iniziato a fare il trequartista, e dopo un periodo di adattamento iniziale mi sono abituato a questo ruolo, iniziando sia a segnare che a far segnare i miei compagni».

Ternana: primi due anni difficili, poi l’esplosione – «Nelle ultime due stagioni ho messo a frutto l’esperienza acquisita, ho trovato maggiore fiducia, ho iniziato a parlare meglio l’italiano e a farmi sentire di più dentro allo spogliatoio, mi sono sentito sempre più a mio agio e l’ho dimostrato sul campo. Con Tesser non giocavo molto ma grazie ai suoi insegnamenti sono cresciuto tantissimo, poi Breda mi ha dato subito fiducia e da lì non mi sono più fermato».

Lungo periodo in Umbria – «Io e Avenatti, Insieme al nostro procuratore, abbiamo deciso di restare quattro anni a Terni e completare lì il nostro adattamento al calcio italiano. Di offerte ce ne sono arrivate diverse, anche la scorsa estate, ma abbiamo preferito portare a termine il nostro percorso di crescita e maturazione in maglia rossoverde».

La ‘finta Falletti’ – «Sì, è una finta che faccio spesso ma è un po’ difficile da spiegare, preferisco farvela vedere in campo (sorride, ndr)».

Idoli e fonti d’ispirazione – «Mi è sempre piaciuto Riquelme, un trequartista puro. Lui correva solo in avanti ma nel frattempo il calcio è cambiato, adesso anche i giocatori d’attacco fare la fase difensiva. Messi, da questo punto di vista, è un esempio, vedere il miglior giocatore al mondo rientrare nella propria metà campo per aiutare i compagni è uno stimolo a sacrificarsi e dare sempre di più».

Feeling tra fantasisti – «Mi piacciono tanto Verdi e Di Francesco, due giocatori abbastanza simili a me. Con loro e con Falco ho già fatto amicizia, un po’ alla volta cercherò di conoscere meglio anche tutti gli altri».

Primo impatto con Donadoni – «Lo conoscevo come giocatore, è stato un grandissimo centrocampista. Come tecnico e come uomo lo conosco ancora poco ma apprezzo già la sua mentalità, la sua voglia di migliorare sempre. Le prime sensazioni sono buone, ora sta a me dare tutto per fargli vedere che sono all’altezza della situazione e posso giocare».

Il morale di Avenatti – «L’ho sentito spesso, aveva tanta voglia di partire con noi per il ritiro e iniziare subito ad allenarsi, ma purtroppo le cose sono andate diversamente. Felipe è un grande giocatore e un ottimo ragazzo, posso dirlo perché lo conosco ormai da tempo e ho imparato ad apprezzarlo, gli voglio molto bene».

Qualche curiosità – «La pronuncia corretta del mio cognome è Falletti, così come si scrive. Mio nonno era di Genova, quindi ho anche passaporto italiano. Sono un ragazzo piuttosto timido e riservato, il tempo libero lo trascorro soprattutto con la mia famiglia, ho un figlio di tre anni. Uno sport che mi piace molto, oltre al calcio, è il tennis».