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Fenucci:

Fenucci: “Chiediamo scusa ai tifosi. Saputo è molto rammaricato”

Il day after la pesante bastonata del San Paolo è iniziato, a Casteldebole, come era prevedibile con un lungo faccia a faccia tra Donadoni e la squadra nel chiuso degli spogliatoi. Quarantacinque minuti utili, verosimilmente, per analizzare il crollo di ieri sera e il momento della squadra, e nel contempo per trovare soluzioni utili ad invertire la tendenza in queste ultime quattro gare. Tecnico e giocatori si sono poi trasferiti sul campo per l’allenamento, il classico defaticante post partita. Donadoni ha seguito la seduta dalla panchina insieme al club manager Marco Di Vaio ma i due non si sarebbero parlati, alimentando quindi l’ipotesi che i rapporti tra Donadoni e la società si siano raffreddati, proprio nelle ore in cui si torna a parlare dell’interesse mai sopito della Nazionale nei confronti del tecnico. Dopo l’allenamento l’amministratore delegato rossoblù Claudio Fenucci si è intrattenuto con la stampa per alcune considerazioni.

Le scuse «Ci scusiamo con i tifosi per quello che è successo a Napoli, certe prestazioni non dovrebbero mai capitare. Sappiamo che una prestazione del genere non è in linea con l’immagine del club. Ho sentito il chairman Joey Saputo, è dispiaciuto più per la prestazione che per il risultato. Anche lui sa che queste cose possono succedere».

Il momento della squadra e Donadoni «Il momento di flessione ci poteva stare e purtroppo lo stiamo pagando. Ma con Donadoniquesta squadra ha raccolto 31 punti in 24 partite, ed è un rendimento che ci fa essere in linea con il nostro obiettivo stagionale. Adesso l’importante è fare i punti che servono per arrivare alla salvezza aritmetica. Il nostro futuro con Donadoni non è in discussione. La società apprezza il modo di lavorare del tecnico e del suo staff, ma adesso dobbiamo pensare soltanto ai punti che mancano alla salvezza».

Le ultime partite «Noi dobbiamo prendere in esame segmenti un po’ più lunghi, per analizzare i motivi e capire come fare per aiutare i ragazzi a uscire dalla crisi di risultati. Le motivazioni possono essere tante, la rincorsa è stata dispendiosa, abbiamo tanti giovani e può darsi che alcune situazioni esterne, mediatiche, abbiano allentato inconsciamente gli stimoli dei ragazzi. Si tratta di cose che possono starci, soprattutto in un gruppo formato di recente. Ora ripartiamo da ciò che sappiamo fare, la nostra organizzazione di gioco, l’intensità delle giocate: facciamo i punti che ci mancano. Mi dispiace che si attribuisca la responsabilità dei risultati negativi della squadra a dinamiche societarie che nel calcio italiano avvengono in tutti i club».

L’potesi ritiro «Sono sempre stato contrario ai ritiri punitivi, perché potrebbero aumentare l’ansia alle gare. In ogni caso, è una decisione che valuteremo nei prossimi giorni insieme all’allenatore».

L’infortunio di Destro «All’inizio abbiamo assecondato la volontà di Mattia, l’intervento aveva dato ottimi risultati, in fase di post intervento c’era grande volontà di recuperarlo il prima possibile e lui stesso ha fatto di tutto per recuperare in fretta.  A quel punto ha prevalso una terapia di tipo conservativo, e questo ci ha creato dei problemi. Si è deciso di seguire un determinato percorso che non ha dato i risultati sperati. Il problema non è dipeso dal ragazzo ma del nostro staff medico».

Foto: bolognafc.it