Fenucci:

Fenucci: “In estate la manifestazione d’interesse per lo stadio, con Sinisa siamo a buon punto. Lyanco difficile ma ci proveremo, per Orsolini trattiamo con la Juve”

Nel corso della conferenza stampa di fine stagione tenuta questa mattina allo stadio Dall’Ara dal presidente Joey Saputo, anche l’amministratore delegato del Bologna Claudio Fenucci ha rilasciato alcune dichiarazioni, toccando diversi temi. Ecco le sue parole:

Restyling del Dall’Ara – «La situazione è chiara, si è deciso di investire ulteriori risorse per far avanzare il progetto ad una fase definitiva. Abbiamo dovuto stimare meglio i costi per la ristrutturazione, perché sono in ballo equilibri economici delicati, ma se la nostra volontà è quella di investire centinaia di migliaia di euro significa che abbiamo intenzioni serie, nonostante lo scenario dell’industria delle ricostruzioni in Italia stia cambiando e molte imprese di costruzioni siano in difficoltà. A tal proposito, la scelta del partner richiederà ancora un po’ di tempo, proprio perché vogliamo fare le cose fatte bene prima per non rischiare di trovarci in difficoltà dopo, ma una volta che avremo in mano lo schema progettuale definitivo i potenziali partner potranno farci una stima del costo finale della ristrutturazione. Stiamo cercando di limare alcune situazioni: prima si parlava solo di avvicinare le due curve e coprire l’impianto, adesso di costruire uno ‘stadio nuovo’ dentro lo stadio, lavorando sulla capienza per arrivare ai 30 mila posti che la UEFA ci richiede per ospitare le grandi manifestazioni internazionali. Con il Comune c’è massima sintonia e stiamo portando avanti insieme tutti i processi: credo che per l’estate, una volta trovato il partner industriale, saremo pronti a presentare la manifestazione d’interesse. Con le istituzioni locali e regionali resta il tema di discussione relativo a dove trasferire il Bologna durante i 15-16 mesi dei lavori, quindi per circa una stagione».

Ipotesi Sabatini e gestione del club – «Stiamo studiando gli scenari complessivi che riguardano il Bologna, ed è chiaro che per affrontare le sfide del prossimo futuro ci servirà un modello più ampio di gestione, dove questa società sia il terminale principale ma coinvolga anche i Montreal Impact. È possibile che un disegno del genere richieda l’ingresso di più persone e figure professionali nei prossimi quattro-cinque anni: per ora non c’è nulla di concreto, ma il progetto è ampio».

A buon punto con Mihajlovic – «Con Sinisa non si è parlato di contratto ma di obiettivi: siamo d’accordo sul fatto che sarebbe bello poter competere per l’Europa, ma servono risorse e progetti. Per prendere accordi concreti bisogna parlarsi ancora un po’, dopo la riunione di ieri mi sento però di dire che siamo a buon punto».

Strutture e squadra – «Non c’è contrapposizione tra investimenti strutturali e sportivi. I primi sono più complicati, ma le due tipologie non sono opposte».

Super Champions – «A prescindere dalla grandezza del club del quale si curano gli interessi, penso che la Super Champions sia una riforma inaccettabile che farebbe perdere d’interesse verso i campionati nazionali. Negli ultimi anni la Champions League ha già aumentato il gap tra le squadre, a causa dei sistemi di distribuzione economici attuali, e la Super Champions non farebbe che incrementare questa distanza. Penso che l’accesso alle competizioni europee debba passare dai tornei nazionali, ma ciò non toglie che nei prossimi anni le competizioni europee saranno soggette a delle riforme e come Bologna lavoreremo per essere pronti a queste nuove sfide».

Bigon e il ruolo del d.s. – «Sia qui che altrove sento parlare spesso di condivisione, ma condividere non significa che tutti decidono tutto. Credo sia utile precisare che in questa società, negli ultimi anni, è stato introdotto un cambiamento circa il monitoraggio e la conoscenza delle trattative in atto, ma non c’è nessun controllo sulle scelte del direttore sportivo. Il responsabile è sempre stato Riccardo, e mi pare che quest’anno abbia fatto degli errori come tutti noi, ma anche delle cose molto buone».

Sinisa e la società, due stili differenti – «Bisogna distinguere la figura privata da quella pubblica: quando lavori per un club diventi il suo primo tifoso, e durante le stagione anche noi dirigenti siamo stati agitati per la situazione che si era venuta a creare. Poi però vogliamo cercare di trasferire al di fuori una certa immagine, fatta di pacatezza, correttezza etica e trasparenza, senza imitare nessuno ma diventando noi un modello, perché siamo il Bologna. Certamente l’essere genuini è uno dei punti di forza di questa città e di questo territorio, e se restasse Sinisa ci divertiremmo di più (sorride, ndr)».

Lyanco e Orsolini – «Mi travesto da Bigon e rispondo io (sorride, ndr). Per Lyanco è difficile, perché è di proprietà del Torino e dovremo rispettare la volontà del presidente Cairo, ma un tentativo lo faremo: il ragazzo ha fatto molto bene e sarebbe contento di rimanere. Su Orsolini abbiamo un’opzione per il riscatto ma la Juve ha il contro-riscatto, quindi ci incontreremo ancora e proveremo a trovare una soluzione vantaggiosa per entrambe le società».

A cura di Fabio Cassanelli e Simone Minghinelli.