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Fenucci: “Quello che incasseremo verrà reinvestito sul mercato, per lo stadio siamo quasi pronti”

Sul finire della conferenza stampa di presentazione di Filippo Inzaghi come nuovo allenatore del Bologna, l’amministratore delegato Claudio Fenucci ha risposto alle domande dei giornalisti presenti allo stadio Dall’Ara, rilasciando le seguenti dichiarazioni:

Verdi al Napoli: perché ora e non più avanti – «Diversi club erano interessati a Simone, ma quelli che hanno manifestato le loro intenzioni in maniera chiara sono stati solo un paio. Se avessimo chiuso l’operazione non adesso ma tra qualche settimana non sarebbe cambiato molto, a meno che nel frattempo non si fosse generata un’asta, ma le premesse perché ciò avvenisse non c’erano. Quindi abbiamo preferito generare il prima possibile risorse e certezze per la campagna acquisti, così da poter programmare subito gli investimenti futuri».

Donsah e altri possibili rinnovi – «Per Donsah, così come per altri giocatori, ci sono trattative in corso, che andranno di pari passo con alcune valutazioni sulla rosa che verranno fatte nei prossimi giorni».

Tesoretto tutto sul mercato – «Abbiamo sempre dichiarato di non dover restituire risorse all’azionista (il patron Saputo, ndr), perché gli investimenti necessari per lo stadio e le altre strutture vengono realizzati attraverso altri canali, quindi reinvestiremo tali risorse nella squadra. Quando e come è un tema che riguarda anche le nostre strategie, nessuno pianifica in maniera pubblica, però tutto quello che incasseremo verrà reinvestito sul mercato. A tal proposito, si possono pagare stipendi più bassi e acquistare qualche calciatore in più, oppure pagare stipendi più alti della media e magari acquistare qualche calciatore in meno, però alla fine vengono tutti immessi per rinforzare e potenziare la squadra».

Staff di Inzaghi – «Per noi era importante che Pippo potesse lavorare con a fianco persone di fiducia, da qui la decisione di accogliere anche tutto il suo staff, formato da ottimi professionisti con esperienza anche in Serie A. Alcuni vuoti li abbiamo invece riempiti noi, come ad esempio quello relativo al preparatore dei portieri: avevamo instaurato un rapporto eccezionale con Luca Bucci, come peraltro con tutti gli altri componenti dello staff di Donadoni, e abbiamo deciso di proseguire con lui, che può darci un contributo sia in termini di Prima Squadra che di settore giovanile. Insieme a lui abbiamo scelto di trattenere anche alcune figure che si occupano della gestione dei dati atletici e fisici dei calciatori, per avere una sorta di memoria storica».

Vendita dei diritti TV – «Credo sia stato fatto un buon lavoro all’interno di un mercato televisivo che ancora non cresce e deve affrontare anche il problema della pirateria, sempre più rilevante. Aver portato i diritti TV della Serie A a 1,4 miliardi raddoppiando i diritti esteri, grazie anche ad una modalità di vendita diversa rispetto al passato. Ora le società, insieme alla Lega, dovranno pensare a come migliorare il ‘prodotto calcio’, quindi tutto ciò che sta dietro alla vendita del prodotto televisivo, come gli stadi e il format. Questo sarà l’impegno per i prossimi tre-sei anni, se davvero si vuole dare una svolta al calcio italiano in termini di strutture e crescita dei ricavi complessivi. Tutto ciò significherebbe una maggiore competitività con i campionati esteri, rispetto ai quali siamo ancora indietro, basti pensare che fatturiamo meno della metà della Premier League».

Restyling Dall’Ara – «Per quanto concerne gli aspetti strutturali noi siamo quasi pronti, il progetto è stato rivisitato per consentire la disputa delle partite al Dall’Ara durante i lavori, non volevo portare fuori da Bologna la squadra. La fase progettuale è terminata, così come la stima dei costi, che proprio per questi motivi è leggermente aumentata, di fatto costruiremo uno stadio nuovo dentro a quello vecchio. Il restyling è poi collegato anche ad un’altra operazione di portata rilevante (la cittadella della moda ai Prati di Caprara Ovest, ndr), e per quest’ultima ci sono partner che devono trovare accordi complessi e un po’ influenzati dalle tensioni economiche e politiche legate alla formazione del nuovo governo italiano, seppur in fase di superamento. Quando anche quell’aspetto verrà compiutamente definito, saremo pronti».