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Fenucci: “Saputo è sempre innamorato di Bologna. Torneremo a parlare di rinnovo con Masina, in Lega segnali positivi”

Questo pomeriggio a Casteldebole, a margine della presentazione del nuovo acquisto Cheick Keita, Claudio Fenucci ha fatto il punto della situazione in casa rossoblù, toccando vari argomenti. Ecco tutte le dichiarazioni rilasciate dall’amministratore delegato del Bologna:

Novità positive in Lega – «Noi abbiamo sempre puntato a riformare la governance, mentre alcuni club avevano pensato di eleggere organi provvisori e in un secondo momento di uniformare lo statuto, così in Lega ha preso il via un processo che ha portato al commissariamento. Noi vogliamo un presidente e un amministratore delegato indipendenti, in modo tale che si abbia un interlocutore funzionale per quanto riguarda le riforme. La Lega deve fungere da imprenditore del sistema, deve diventare il motore del sistema, che detta le regole del gioco e costruisce il prodotto calcio. Questa nostra visione è stata motivo di confronto e ha fatto sì che la proposta di eleggere gli organi prima dello statuto non sia passata: ci sarà un governo più autonomo ed efficiente».

Chiusura anticipata del mercato – «Siamo in tanti d’accordo su questa linea, l’Inghilterra ha fatto un passo avanti ma adesso serve un’armonizzazione a livello europeo».

Questione Masina – «Abbiamo ricevuto varie richieste per i nostri tesserati. Su Masina il ragionamento era diverso, non legato al livello del calciatore ma al rinnovo contrattuale. Andrà in scadenza tra due anni e così abbiamo accelerato il processo di rinnovo: quando la trattativa sembrava in salita, nonostante gli ottimi rapporti, è sopraggiunta un’offerta che abbiamo deciso di valutare. Ma i nostri giocatori vanno via al prezzo che noi riteniamo giusto, quindi tutto si è concluso con una semplice chiacchierata. Nelle prossime settimane ci siederemo al tavolo e parleremo nuovamente di rinnovo».

Saputo c’è – «Il suo rapporto con Bologna non è cambiato, è sempre innamorato della città e del progetto, ma essendo un grande imprenditore ha impegni diversificati: è un problema di accettazione di un modo diverso di governare un club. Con Joey non parliamo solo al telefono ma facciamo spesso riunioni in videoconferenza, poi l’azionista fa l’azionista e i manager si occupano della gestione dell’azienda. La voglia che ha nel continuare in questo percorso è la stessa che aveva all’inizio».

Restyling Dall’Ara: a che punto siamo? – «Ristrutturare uno stadio non è certo come ristrutturare un appartamento. Ad esempio, io arrivai alla Roma nel 2011 e individuai subito le aree per il nuovo stadio, ora siamo nel 2017 e ancora sono in fase di autorizzazione. Ci sono tempi molto lunghi che la legge sugli stadi sta cercando di accorciare, ma purtroppo nella riscrittura ci sta creando dei problemi il vincolo di adiacenza. Ci incontreremo presto con Comune e Ministero per una modifica che tuteli gli stadi vincolati, oppure dovremo scegliere sempre insieme al Comune e alla Regione un processo amministrativo diverso. In generale, gli stadi inseriti in contesti urbani sono sfavoriti».

Progetto in divenire – «La prima fase è ancora in corso, gli obiettivi erano chiari fin dall’inizio. Essere competitivi non è semplice, alcune nostre avversarie hanno incassato tanto con le cessioni e quindi siamo partiti rincorrendo gli altri. Abbiamo scelto la strada della continuità, perché in un mercato dalle cifre quintuplicate anche i nostri giocatori avrebbero potuto ricevere offerte di un certo tipo. Oggi l’asset più importante sono le risorse televisive, distribuite sulla base dei bacini di utenza e non dei risultati sportivi: nello statuto di Lega si potranno rivedere alcuni aspetti della Legge Melandri, credo che alla fine il governo possa riformare tale legge perché gli effetti della disparità sono evidenti. Prima del 1994 otto squadre avevano vinto un titolo, dopo decisamente meno, c’è un gap competitivo enorme. Se questo dovesse cambiare sarebbe possibile aprire un ciclo di investimenti con ricavi non solo derivanti dalla cessioni dei calciatori, ma anche dalla gestione ordinaria».

Migliorare, sempre – «La scorsa stagione è stata sufficiente, ma è ovvio che certe partite come quelle contro Napoli e Milan non vogliamo più vederle. La lezione l’abbiamo imparata e penso che domenica sera faremo una buona prestazione, si parte sempre da zero a zero».