Fenucci:

Fenucci: “Sul mercato seguiamo le idee di Inzaghi, non possiamo permetterci giocatori da 20-25 milioni. Per lo stadio rispetteremo le scadenze”

Questo pomeriggio a Casteldebole, subito dopo la presentazione delle nuove maglie e di Liu Jo come nuovo main sponsor, l’amministratore delegato del Bologna Claudio Fenucci ha fatto il punto della situazione in casa rossoblù, rispondendo alle tante domande dei giornalisti presenti in sala stampa:

Un sogno chiamato Coppa Italia – «Ne parlavo proprio in questi giorni con Inzaghi, è l’unico vero trofeo a cui un club come il nostro può ambire in questo momento. Mi sono anche battuto in Lega per far sì che i turni secchi non si giochino più sul campo della meglio piazzata nella stagione precedente, era una regola ingiusta. Pagherei di tasca mia per arrivare in finale (ride, ndr)».

Rivoluzione inizialmente non prevista – «L’arrivo di un nuovo allenatore e di un nuovo staff può comportare una revisione del percorso tecnico intrapreso. Ogni allenatore ha le sue idee e le sue preferenze sul modulo, il d.s. Bigon ha recepito quelle di Inzaghi e su di esse ha impostato la nostra campagna trasferimenti. Si va verso una difesa a tre e un centrocampo a cinque, quindi le scelte vengono di conseguenza, ora è necessario qualche esterno d’attacco in meno ed è importante trovare una seconda punta. Per quanto riguarda invece i difensori, sarà lo stesso Pippo a valutarli in ritiro, anche se già quelli presenti in rosa mi sembrano adatti per giocare a tre».

Scambio Falcinelli-Di Francesco – «Ci serve un attaccante capace di giocare sia da prima che da seconda punta e Falcinelli ha queste caratteristiche. Per arrivare a lui potremmo anche decidere di ‘sacrificare’ un buon calciatore come Di Francesco, che però in un modulo diverso dal 4-3-3 rischierebbe di trovare meno spazio. Con Giovanni Carnevali del Sassuolo il rapporto è ottimo, ne stiamo discutendo e presumo non sarà difficile arrivare ad un accordo. Scambio alla pari? Il club può stabilire un valore ma poi il prezzo lo fa il mercato, e in questo momento la differenza tra i due ragazzi è minima».

Massima fiducia in Inzaghi – «Non abbiamo portato qui Inzaghi solo per il suo entusiasmo, non vorrei che passasse questo messaggio, Pippo è qui perché è un buonissimo allenatore con uno staff di alto livello. Da lui ci aspettiamo ulteriori indicazioni sulla rosa, faremo ancora qualcosa prima di Pinzolo ma il ritiro sarà utile proprio per consentire al tecnico di toccare con mano la situazione e intervenire al meglio sul mercato. Bisogna sempre tenere conto anche dei paletti imposti dalla Lega, non avendo i quattro giocatori cresciuti nel nostro vivaio dovremo fermarci a 21 elementi over più i vari under 22, inclusi quindi i classe 1996».

Destro ‘emarginato’ d’oro – «Sapevamo fin dall’inizio che Destro aveva uno stipendio da top club, questo però non ha mai causato alcun tipo di tensione né dentro né fuori dallo spogliatoio. Per me Mattia rimane un giocatore importante, andrà in ritiro con gli altri e penso farà di tutto per dimostrare il suo valore al nuovo mister. Poi Inzaghi prenderà le sue decisioni senza fare sconti a nessuno, come ha dichiarato lui stesso in conferenza stampa, giocherà chi si dimostrerà maggiormente affidabile».

Tesoretto da gestire – «Come e quando i soldi delle cessioni verranno reinvestiti è qualcosa che si valuterà man mano osservando il mercato, ma come già detto resteranno nel club e serviranno per rinforzare la rosa, si tratti di cartellini o di ingaggi più alti».

Pulgar e il suo contratto – «Erick andrà in scadenza tra due anni, oggi è un nostro tesserato e la sua situazione non mi preoccupa particolarmente, a fine mercato ci siederemo con il suo entourage per trovare un accordo sul prolungamento. La mia idea è quindi di trattenerlo, poi è chiaro che nel calcio gli incedibili non esistono più, né al Bologna né al Real Madrid».

Masina al Watford – «Al ragazzo abbiamo offerto il massimo di ciò che era nelle nostre possibilità, una cifra che andava anche oltre le prestazioni sul campo, rispettando la sua storia calcistica e la sua formazione nel club. Poi Adam ha ricevuto una proposta superiore da un mercato, quello inglese, col quale al momento è difficile competere, e ha scelto di andare altrove».

Palacio verso il sì – «Con Rodrigo stiamo discutendo, la volontà di entrambe le parti è quella di proseguire insieme».

Possibilità economiche attuali – «I giocatori pesanti sono quelli affermati e moto costosi, elementi da 20-25 milioni non ce li possiamo ancora permettere, però possiamo investire su giovani classe 1999 o 2000 che mostrano doti da potenziali top player. L’idea, come testimoniano i nostri primi acquisti, è di inserire in rosa ragazzi con già delle buone esperienze alle spalle che ancora non sono riusciti ad esprimere tutto il proprio valore. La stessa cosa avvenne con Verdi, che all’inizio era da tanti considerato uno sconosciuto appena retrocesso. Poi dovrà essere bravo l’allenatore a trovare una determinata alchimia di gruppo che possa valorizzare i singoli».

Strategia sul mercato – «Finora abbiamo fatto quello che sembrava essenziale per completare l’organico, magari faremo ancora qualcosa e poi aspetteremo di vedere l’evoluzione del mercato, perché negli ultimi giorni possono nascere opportunità che oggi non ci sono. È ovvio che per quanto riguarda le figure principali nell’ambito della costruzione della squadra non puoi aspettare la fine, però è così, il colpo a sorpresa può sempre uscire all’ultimo, è un discorso che vale per tutti. Adesso partiamo per il ritiro e testiamo la stabilità dei giocatori anche rispetto a quello che sarà il modulo scelto da Inzaghi, e poi da lì ci regoliamo. La squadra c’è ed è completa in tutti i ruoli, non ci sono necessità immediate, ma sicuramente durante il ritiro arriveranno suggerimenti da parte dell’allenatore che potrebbero spingerci a ritornare sul mercato in qualche ruolo».

Benefici dai diritti TV – «C’è una parte legata ai risultati e alla presenza degli spettatori negli stadi che rende difficile stimare già oggi l’incremento. Sicuramente il fatto che la quota comune passi al 50% e l’aver cancellato alcuni parametri che non erano modificabili, come quello del numero dei tifosi che ci vedeva fortemente penalizzati, porterà un beneficio economico. Tale beneficio andrà ad assorbire, in termini di ricavi, la perdita operativa del club: io ho sempre detto che una società economicamente sana può fare degli investimenti e quindi anche sbilanciarsi, ma dovrebbe avere almeno un equilibrio operativo, cioè fra costi e ricavi di gestione. In questo caso l’aumento dei ricavi sui diritti TV ci darà una mano».

Situazione Dall’Ara – «Ultimamente dello stadio ne stanno parlando in tanti, alcuni a pieno titolo come il sindaco e altri un po’ meno, noi preferiamo andare avanti seriamente e senza troppo clamore. La decisione di restare a giocare a Bologna, così come quella di avvicinare al campo anche le tribune, ha previsto qualche variazione, ma il progetto preliminare è pronto. Manca la parte economica, legata ad alcuni accordi con gli investitori relativamente alla cittadella della moda: a tal proposito, sottolineo come il Bologna ne trarrà beneficio in quanto parte funzionale e sinergica, ma non interverrà economicamente per la sua realizzazione, l’investimento del club è solo sullo stadio. Peraltro l’Italia è il solo paese al mondo che ristruttura impianti sportivi senza alcun intervento pubblico, solo con capitali privati. Si tratta di un restyling complesso, quasi un unicum nel suo genere, a livello di tempi l’unica certezza è che se tutto andrà bene verrà rispettata la data di partenza dei lavori l’anno successivo agli Europei Under 21. La scadenza ricordata dal sindaco? Entro quei termini la nostra manifestazione di interesse arriverà».