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Inzaghi: “Non partiamo battuti, speriamo sia il match della svolta. Mai pensato di mollare, c’è sintonia con la società”

Due giorni dopo la sconfitta casalinga arrivata per mano della Lazio di suo fratello Simone, che ha nuovamente alimentato le voci su un suo possibile esonero, nel primo pomeriggio di oggi Filippo Inzaghi ha tenuto la consueta conferenza stampa della vigilia a Casteldebole. E non è una vigilia qualsiasi, perché domani alle 18 si gioca al San Paolo, contro il Napoli secondo in classifica guidato da un certo Carlo Ancelotti. Ecco le parole del tecnico rossoblù, suddivise per argomenti principali:

In cerca della svolta – «Nel calcio non si parte mai battuti, il Napoli è una squadra molto forte ma noi cercheremo di fare una buona gara e portare a casa dei punti. Le ultime partite che il Napoli ha giocato in casa, contro Chievo e Spal, sono state apertissime. La squadra si è allenata bene, speriamo che quello di domani possa essere il match della svolta».

Napoli più forte delle assenze – «Il Napoli dispone di 25 giocatori uno più bravo dell’altro. Anche se hanno assenze pesanti, per caratteristiche l’unico insostituibile è forse Koulibaly. Noi comunque dobbiamo guardare in casa nostra e non sbagliare niente, nemmeno le palle inattive, che contro la Lazio ci hanno condannato».

Tutti a disposizione – «Ad oggi non ho deciso ancora nulla, ma posso disporre della rosa al completo e certamente domani schiererò i migliori. Palacio non poteva giocare con la Lazio per ragioni anagrafiche e fisiche, ma se starà bene sarà sicuramente della partita. Santander non ha più trovato brillantezza dopo la partita in Coppa Italia, ma faccio fatica a tenerlo fuori perché ce la mette sempre tutta. Falcinelli si è ripreso oggi dalla febbre, mentre Krejci e Nagy sono molto stanchi. Orsolini come seconda punta potrebbe anche giocare, ma in quel ruolo ho già Falcinelli e Okwonkwo e quindi preferisco loro. Quest’ultimo contro la Lazio avrebbe potuto garantirmi più corsa e maggiore profondità, per questo l’ho schierato. È stato aspramente criticato, ma nessuno dovrebbe dimenticarsi che è un classe ’98: ai giovani bisogna dare fiducia».

Segnali di crescita – «Nelle ultime tre partite la squadra ha dato buone risposte, siamo mancati solo nell’ultima mezzora con la Lazio, merito della forza dell’avversaria che ci ha impedito di fare meglio. Saremmo dovuti essere più cinici nelle ripartenze, ma più di questo non posso rimproverare a dei ragazzi che ce la stanno mettendo davvero tutta».

Massima intesa con la società – «Non mi interesso molto di ciò che viene scritto sui giornali, non ho mai pensato di mollare e ho un ottimo rapporto con la società e il presidente. Sono convinto che ci riprenderemo presto, conosco le idee societarie e mi ci trovo in perfetta sintonia. Nelle prossime settimane la cosa più giusta sarà fare un passo indietro per capire tutti quanti cosa avremmo potuto fare meglio. A maggio il Bologna sarà salvo, ma ci riusciremo solo iniziando a giocare meglio».

Luci spente a San Siro – «Mi dispiace molto per tutto quello che è successo mercoledì sera, i buu razzisti allo stadio non devono esistere. Se hanno deciso di non sospendere il campionato rispetto la scelta, ed esprimo la mia vicinanza alla famiglia del tifoso scomparso. Concordo con tutto quello che ha detto Ancelotti nel post partita di Milano, da lui c’è solo da imparare e difficilmente riuscirei a spiegare cosa significa lui per me.

Sfida al maestro – «Carletto sa gestire un gruppo in maniera perfetta, e le parole che utilizza non sono mai casuali. Sarà strano ritrovarlo come avversario in panchina dopo aver vinto tanto insieme, il nostro rapporto rimarrà sempre bellissimo. Riabbracciarlo è ogni volta un piacere, sono felice di ciò che sta facendo a Napoli ma domani spero di dargli un dispiacere, dopo tutte le soddisfazioni che gli ho dato da calciatore (sorride, ndr)».