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Medel: “Felice di essere a Bologna, io e Mihajlovic pensiamo il calcio allo stesso modo. L’Europa è difficile ma ci dobbiamo provare”

Nella tarda mattinata di oggi, presso la sede del partner commerciale Illumia, si è tenuta la presentazione ufficiale alla stampa felsinea di Gary Medel. Il centrocampista cileno, prelevato a titolo definitivo dal Besiktas, ha raccontato le sue prime emozioni da giocatore del Bologna, parlando ovviamente del tecnico Sinisa Mihajlovic ma citando anche Rodrigo Palacio, Erick Pulgar e Adem Ljajic, con cui si è confrontato prima di partire alla volta del capoluogo emiliano. Il nuovo numero 5, prezioso tuttofare della fase difensiva, non ha poi nascosto la sua voglia di combattere e trascinare il gruppo verso obiettivi di prestigio. Ecco le sue dichiarazioni, precedute da quelle dell’amministratore delegato rossoblù Claudio Fenucci e del presidente di Illumia S.p.A. Marco Bernardi:

Fenucci: Medel innesto di spessore – «Siamo felici di essere qui, nella casa di Illumia, per presentare alla stampa Medel e annunciare il proseguimento dell’accordo con questa realtà. Gary ha esperienza, temperamento e ottime qualità tecniche, oltre ad una carriera di tutto rispetto che lo ha portato ad affrontare avversari importanti. È stato voluto fortemente per riempire il vuoto lasciato dalla partenza di Pulgar, seppur con caratteristiche diverse».

Bernardi: Gary incarna lo spirito di Illumia – «Ci piace pensarci come una ‘succursale’ di Casteldebole, quindi oggi siamo entusiasti che nella nostra sede vada in scena la presentazione di Gary Medel, un giocatore in cui ci riconosciamo per la sua capacità di lottare senza mollare mai».

A Bologna col sorriso – «Sono davvero felice di essere qui, in una grande squadra con un’ottima società. Volevo tornare in Serie A, un campionato che attrae sempre molto noi calciatori stranieri, e la chiamata di Sinisa Mihajlovic è stata importante. Al Besiktas ne ho parlato anche con Ljajic, e lui ha speso bellissime parole sul mister. La prima partita non è stata semplice, soprattutto per me che non avevo tanti allenamenti nelle gambe, ma l’unica cosa che conta è averla vinta».

Jolly prezioso – «Il mio ruolo non è assolutamente un problema, posso giocare mediano ma anche difensore. Nel Cile ho quasi sempre fatto il centrale dietro, perché in Sudamerica non ci sono molti attaccanti alti e strutturati da marcare, però ho ricoperto questa posizione anche ai tempi dell’Inter e non mi sono trovato male».

Da un cileno all’altro – «Pulgar mi ha parlato benissimo sia della squadra che della città, mi ha descritto l’ambiente rossoblù e mi ha raccontato il grande finale della scorsa stagione. Erick è un ottimo giocatore e una bella persona, spero possa fare una carriera importante».

Obiettivo stagionale – «Innanzitutto vogliamo iniziare bene trovando continuità, e poi arrivare il più in alto possibile. Non ci precludiamo nulla, entrare in Europa League è difficile ma ci dobbiamo provare. Siamo un gruppo abbastanza giovane e voglio mettere a disposizione la mia esperienza per far crescere tutti».

Rodrigo, amico mio – «Palacio è una persona straordinaria e un grande amico, prima del mio arrivo mi ha chiamato e sono veramente contento di ritrovarlo come compagno di squadra».

Abbraccio rossoblù – «Bologna è una città meravigliosa e la sua gente mi sembra molto rispettosa, i tifosi hanno un cuore enorme e mi hanno accolto benissimo, anche la mia famiglia è molto felice».

Mancini dixit: “Vorrei 24 Medel” – «Vero, ma di Medel ce n’è uno solo (ride, ndr)».

Focalizzato sulla nuova avventura – «Ho chiesto io al c.t. Rueda di poter rimanere qui per allenarmi e stare insieme alla squadra, così da velocizzare il mio inserimento dentro e fuori dal campo».

Un ‘Pitbull’ più saggio – «Ho accumulato ulteriore esperienza e quindi credo di aver aumentato la mia leadership, e poi il modo di pensare di mister Mihajlovic è uguale al mio: in campo bisogna metterci l’anima. Sono carico e sento di poter dare una grande mano al Bologna».