Mihajlovic:

Mihajlovic: “Farò qualche cambio ma senza calcoli. Conosciamo il valore dell’Atalanta, siamo pronti”

Per la trentesima gara del campionato, il Bologna dovrà far visita ai ragazzi terribili dell’Atalanta, squadra seconda solo a Juventus e Napoli per punti ottenuti in trasferta ma che in casa ha finora raccolto meno di quanto previsto. Nonostante questo, gli orobici sono attualmente la sesta forza della Serie A, e Sinisa Mihajlovic è ben consapevole delle insidie che i rossoblù dovranno affrontare ma anche delle armi a sua disposizione. Di seguito, suddivise per argomenti principali, tutte le dichiarazioni rilasciate dal tecnico serbo in tarda mattinata a Casteldebole durante la consueta conferenza stampa della vigilia.

Turnover ponderato – «Sicuramente farò qualche cambio, ma non sarà dovuto a diffide o a calcoli di altro tipo. Cercherò di mettere in campo la miglior squadra possibile dal punto di vista mentale e fisico, come sempre. Su Palacio e Danilo devo ancora decidere, anche se quest’ultimo ha buone probabilità di giocare. Falcinelli? Anche lui può essere utilizzato, e sono sicuro che quando verrà chiamato in causa non farà rimpiangere nessuno».

In cerca di equilibrio – «Meglio essere euforici che abbattuti, ovvio, ma va comunque ricercato un equilibrio. I ragazzi devono tenere a mente che quello che hanno ottenuto se lo sono meritato, che quella che abbiamo imboccato è la strada giusta e che nelle ultime nove partite dovremo fare quanti più punti possibile per salvarci».

Pronti alla battaglia – «Domani affronteremo una squadra simile per gioco al Torino, ma con ancora più qualità. Sono fisici, corrono tanto e hanno elementi di assoluto valore come Ilicic e Gomez, ma in campo saremo undici contro undici e i miei ragazzi hanno già dimostrato di poter essere superiori a qualsiasi avversario: siamo pronti».

Niente alibi dal calendario – «Non mi fa né caldo né freddo sapere che scenderemo in campo quasi sempre conoscendo già i risultati delle nostre dirette concorrenti, dobbiamo pensare solo a noi stessi e cercare di vincere».

Destro, non ci voleva – «La circostanza in cui si è fatto male Destro è un po’ ‘comica’, è stato davvero sfortunato e gli dispiace molto. Il suo problema è la continuità, spesso si fa male poco dopo essere rientrato da un infortunio, evidentemente in passato non si è allenato come avrebbe dovuto».

Teniamo duro – «Non siamo dei robot, so che potrebbe arrivare la partita in cui non saremo capaci di dimostrare quello che sappiamo fare, spero solo che arrivi il più tardi possibile o comunque non negli appuntamenti cruciali. A Udine, per esempio, abbiamo sofferto molto i lanci lunghi e la pressione che ci hanno messo. Sul piano fisico e mentale finiamo per spendere sempre tanto, ma ad oggi sono molto contento di come la squadra interpreta le gare».