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Mihajlovic:

Mihajlovic: “Ho la leucemia. Da martedì inizierò le cure, vincerò anche questa sfida”. Sabatini: “Sinisa resta il nostro mister”

La conferenza stampa a cui nessuno avrebbe mai voluto partecipare, le parole che nessuno avrebbe mai voluto ascoltare: Sinisa Mihajlovic ha annunciato a Bologna e all’intero mondo del calcio di avere la leucemia. Sostenuto dal responsabile tecnico Walter Sabatini, dal Dr. Gianni Nanni e da tutto il club rossoblù, il tecnico serbo (confermato alla guida della squadra) ha raccontato le sue sensazioni, senza nascondere le lacrime ma lanciando un toccante messaggio pieno di grinta e speranza, come nella sua indole. Di seguito le dichiarazioni rilasciate nel pomeriggio a Casteldebole:

Walter Sabatini – «Siamo qui perché Sinisa ha voluto mandare personalmente un messaggio a tutti, gli va riconosciuto un grande coraggio, al suo posto io mi sarei nascosto in una grotta. Oggi ci siamo qui io e Marco Di Vaio a rappresentare la società, ma è come se ci fossimo tutti quanti. Claudio Fenucci e Riccardo Bigon si sono precipitati in Italia da Montreal per salire a Castelrotto e stare accanto alla squadra, e tutta la famiglia Saputo è al fianco del mister, lui e Joey si sono parlati proprio in queste ore. L’allenatore del Bologna è e rimane Sinisa, qualunque cosa succeda. E non succederà niente, perché lui sconfiggerà la malattia. Non è una scelta umanitaria, preferiamo avere lui non al 100% che chiunque altro al massimo delle sue facoltà».

Sinisa Mihajlovic – «Quando Sabatini è arrivato Sabatini a Bologna era lui quello che stava peggio, era attorniato da medici e io ero geloso di tutte quelle premure, per questo ho fatto di tutto per tornare al centro dell’attenzione (ride, ndr). Se sono qui è per parlare in prima persona di quanto mi è successo, in questi giorni ho chiesto riservatezza ai media perché volevo essere io il primo a parlarne alla squadra, ma qualcuno non ha mantenuto la promessa per vendere duecento copie in più, rovinando un’amicizia di vent’anni. Pazienza, non voglio più parlarne. Quello che voglio dire è che ho fatto alcuni esami e sono state scoperte anomalie che quattro mesi fa non c’erano. Per giustificare la mia assenza dal ritiro abbiamo detto che avevo un po’ di febbre, nella mia testa c’erano tanti pensieri e non volevo far preoccupare mia moglie: sono stato bravo a raccontare questa bugia, l’ho convinta che fosse davvero influenza anche se è vent’anni che non mi viene (ride, ndr). L’ho fatto per proteggerla. Dovevo ancora fare gli esami, dai quali è emerso che ho la leucemia. Ho passato due giorni a riflettere e piangere, mi viene da piangere pure ora ma non sono lacrime di paura (si ferma per alcuni istanti e tutta la sala stampa lo applaude, ndr): rispetto la malattia ma la sconfiggerò. Non vedo l’ora di iniziare le terapie, la malattia è in fase acuta e aggressiva ma attaccabile. Ci vorrà del tempo, ovvio, però si guarisce. Fisicamente sto bene… Oddio, veramente sono un po’ incazzato (sorride, ndr). Ho spiegato tutto via Skype ai miei ragazzi, sul campo sanno che noi dobbiamo giocare per vincere, non per non perdere. Questa stessa tattica la dovrò usare contro la malattia: vincerò per me, per mia moglie, per la mia famiglia e per tutti quelli che mi vogliono bene. Voglio approfittarne per chiedere scusa a quelli a cui non ho risposto in questi giorni ai numerosi messaggi che ho ricevuto, non me la sentivo, volevo stare solo con me stesso, disintossicarmi e affrontare con serenità e coraggio quello che mi troverò davanti. Voglio anche ringraziare tutto il Bologna perché mi sono sentito uno di famiglia, qui mi vogliono davvero bene e me ne vogliono tanto i miei giocatori. Ho bisogno del loro aiuto, della presenza della famiglia e degli amici, ma non voglio essere pianto, non voglio fare pena a nessuno. Voglio invece approfittarne per lanciare un messaggio a chi pensa che non si ammalerà mai. Anche io lo dicevo: sono grande, grosso e faccio sport da anni… Il 28 febbraio scorso non avevo ancora nessun problema, e fino a maggio mi sono allenato quasi tutti i giorni, non mi sentivo stanco, stavo bene, l’unico cosa che ho sempre continuato a fare sono alcuni controlli anti-tumorali, perché mio padre è morto di cancro e la prevenzione è fondamentale. Questo è un genere di problema che non emerge da un normale esame del sangue, bisogna anche essere ‘fortunati’ a scoprirlo per tempo e iniziare subito ad aggredirlo, senza lasciar passare troppo tempo. Nessuno pensi di essere indistruttibile, perché quando poi la botta ti arriva, è tremenda: scoprire di essere malati è come stare dentro un incubo da cui non ci si sveglia, ma state tutti sereni che vincerò anche questa battaglia e un giorno potrò raccontarlo».

Dr. Gianni Nanni – «Vi dico l’assoluta verità, il problema è emerso il giorno prima del ritiro. Il mister ha fatto delle analisi ricercando un problema comune negli sportivi, quello che avrebbe potuto essere uno strappo muscolare, un problema all’anca o una frattura da stress, ci siamo concentrati su cose del genere e abbiamo fatto anche una risonanza. Poi ulteriori esami del sangue ci hanno fatto scattare un campanello d’allarme, abbiamo approfondito la situazione e siamo arrivati alla diagnosi: è una leucemia acuta, e forse vent’anni fa non ci sarebbe stato niente da fare, mentre oggi possiamo prospettare a Sinisa e a tutti i malati come lui un futuro roseo. Il mister potrà interagire con i giocatori e gestire la squadra, anche se chiaramente ci saranno dei momenti in cui sarà lontano dal gruppo perché dovrà curarsi. Oggi disponiamo di terapie diverse rispetto a quelle di qualche anno fa, la malattia si può combattere e vincere in tempi relativamente brevi. La cosa importante è che il mister attualmente non presenta sintomi, nemmeno la febbre, il problema è insorto da pochissimo tempo. Quanto tempo sarà necessario per la terapia non lo sappiamo, perché dobbiamo individuare il tipo esatto di leucemia, chiaramente speriamo in un percorso corto dal quale sono sicuro che Sinisa tornerà mentalmente e fisicamente più forte di prima. Martedì verrà ricoverato nel reparto di Ematologia del Sant’Orsola, e questo mi fa stare sereno perché sarà in ottime mani. Verranno diramati bollettini ufficiali ogni volta che sarà necessario, per cui vi prego non disturbarlo durante il periodo di degenza in ospedale».

Foto: bolognafc.it