Mihajlovic:

Mihajlovic: “Salvezza ma non solo, proviamo ad arrivare decimi. A fine stagione parlerò prima di tutto col Bologna”

Nel caso in cui l’Empoli non dovesse battere il Torino, il Bologna potrebbe festeggiare la salvezza matematica già oggi pomeriggio, ma nella consueta conferenza stampa della vigilia Sinisa Mihajlovic ha ribadito come non intenda fare la corsa sulle avversarie: i suo ragazzi dovranno trovare dentro se stessi nuove ambizioni. Ecco tutte le dichiarazioni rilasciate dal tecnico rossoblù, il cui futuro resta ancora incerto:

Quota 46 – «L’obiettivo primario rimane la salvezza, ma se ci concentriamo sull’idea di ottenere sei punti nelle prossime due partite possiamo anche terminare la stagione da decimi. Domani affronteremo una squadra forte ma mentalmente libera, in quanto già capace di centrare i suoi obiettivi stagionali: potranno metterci in difficoltà, ma noi abbiamo le capacità per fare altrettanto».

Orso ok – «Orsolini sta bene, ha saltato il primo allenamento settimanale ma non ha nessun problema, come evidenziato dagli esami svolti».

Il mentore Eriksson – «Il gruppo della Lazio in cui ho giocato io era pieno di uomini carismatici: non era facile controllare gente come me, Couto, Stam e Simeone, ma Eriksson ci riusciva. Tra quelli che ho avuto, è stato uno dei pochi allenatori ad essere apprezzato anche dai calciatori meno utilizzati. Non andavamo sempre tutti d’accordo, e nello spogliatoio sono successe diverse cose che non sono mai uscite, ma Eriksson era bravissimo a gestire la situazione».

Caos a Roma: l’insulto e le scuse della Digos – «Se a caldo non fosse stato accusato della vicenda un tifoso della Lazio, di quanto accaduto fuori dall’Olimpico prima della finale di Coppa Italia non ne avrei nemmeno parlato. Quella venutasi a creare era una situazione complicata da gestire, e posso capire la tensione che stava provando il poliziotto. Ho ricevuto delle scuse, mi ha telefonato anche il capo della Digos. Non voglio denunciare nessuno, ma dire «zingaro di m…a» a qualcuno è razzista tanto quanto insultare una persona di colore, solo che non se ne parla mai a sufficienza e si tende a far finta di niente».

Fragile equilibrio – «L’affetto dei tifosi è una cosa bellissima, ma nel calcio basta perdere due partite e smetti subito di essere osannato. Come diceva Berlusconi: “Quando vinci sei un bel ragazzo, quando perdi sei una testa di c…o” (ride, ndr). Io cerco di trovare un equilibrio, mantenerlo e trasmetterlo al mio staff e a chi lavora con me».

Sinisa, quale futuro? – «A fine stagione, come ho già spiegato, per una questione di rispetto parlerò prima di tutto col Bologna. Voglio sentire cosa ha da dirmi la società, a quel punto si vedrà passo dopo passo cosa ci riserverà il futuro».