Sempre e Comunque
shopping-bag 0
Items : 0
Subtotal : 0,00
View Cart Check Out

Mirante-Bologna fino al 2019. Il portiere: “Era quello che volevo, mai avuto altri contatti”

Conferenza stampa molto importante quella andata in scena oggi pomeriggio nel ritiro di Castelrotto. Antonio Mirante e Marco Di Vaio hanno infatti annunciato che il rapporto tra il portiere e il club felsineo proseguirà fino al 2019, un anno in più rispetto alla scadenza precedente. Prima di lasciare la parola al numero 83, l’ex capitano e bomber rossoblù ha motivato la scelta della dirigenza, scacciando in modo perentorio le presunte nubi emerse nel recente passato: «Ci tenevo molto ad essere qui oggi insieme ad Antonio per annunciare il rinnovo e il prolungamento del suo contratto per un altro anno (sarebbe scaduto nel 2018, si arriverà fino al 2019, ndr), secondo la volontà sia del giocatore che della società. Ho accolto le voci uscite un mese fa, che di solito restano interne, con dispiacere e preoccupazione, perché c’era il rischio che potesse crearsi una frattura in un rapporto che invece è sempre rimasto saldo, Mirante era solo preoccupato per la tempistica. Oltre che un grande portiere è una persona matura e intelligente, e ne approfitto per ringraziare anche il suo procuratore (Silvano Martina, ndr), che non ha mai cavalcato onde polemiche, siamo molto felici di come sono andate le cose. Se ne parlava fin dal scorso gennaio, poi c’è stato un nostro rallentamento, il cambio di direttore sportivo, e alla fine un incontro nel quale abbiamo trovato subito un accordo. Ci auguriamo tutti che in futuro Antonio possa ripetere le ottime prestazioni messe in mostra lo scorso anno, portando nel contempo il suo contributo di esperienza all’interno dello spogliatoio».
Di seguito, suddivise per argomenti principali, le dichiarazioni rilasciate da Mirante ai giornalisti presenti al Centro Sportivo Laranza.

Rinnovo e prolungamento – «Sono contento perché era quello che volevo io e che voleva il club, ne stavamo parlando da diversi mesi ed è bastato un incontro per accordarsi. In generale cambia poco, il mio ruolo impone comunque forti pressioni, ma è bello che sia così perché è stimolante, così come è stimolante la fiducia della società. L’anno scorso, dopo un’annata difficile a Parma, ho percepito una grande fiducia in me e ho accettato subito di venire qui, dove ho trovato un ambiente ideale per esprimermi al meglio. Il prolungamento di contratto è stata la naturale conseguenza».

Difesa confermata – «Il nostro reparto ha fatto bene e sono felice che sia stato confermato in blocco, perché poter lavorare con ragazzi che già conosci e con cui hai affinato determinati automatismi è molto importante».

Ritiro 2015 e 2016 – «La scorsa estate si è trattato di un ritiro strano perché la società era un po’ in ritardo sul mercato a causa dei playoff, una situazione comprensibile. L’inizio di stagione è stato difficile, poi anche grazie all’eccezionale supporto dei tifosi la squadra si è compattata ed ha saputo rialzarsi. Donadoni lo conosco da ormai cinque anni, lui e il suo staff sono tra i più preparati in circolazione, riescono sempre a proporre cose nuove. Da questo punto di vista siamo in mani sicure».

Chiudere la carriera a Bologna – «A 33 anni preferisco guardare stagione per stagione, il nostro è un mondo cinico ed è meglio focalizzarsi sul presente. In questa città però si vive benissimo e l’ambiente è quello ideale per un professionista, questi sono sicuramente stimoli importanti».

Destro, non solo gol – «La stima che ogni giorno la squadra dimostra a Mattia è qualcosa che sicuramente lo spinge a rientrare il prima possibile. I tifosi gli vogliono bene e per noi è un elemento fondamentale, ha una grandissima personalità e lo ha dimostrato spesso. Lo scorso anno si è aggregato tardi al gruppo e non è stato facile per lui integrarsi, è un centravanti che ha bisogno di rifornimenti e all’inizio tutta la squadra faceva fatica. Visto dal di fuori può sembrare solo un finalizzatore, invece è fondamentale anche in fase difensiva, è generoso e più di una volta me lo sono ritrovato nella nostra area di rigore per darci una mano».

Sei stato vicino alla Juve? – «Non lo so, dovete dirmelo voi (ride, ndr). Io non ho mai avuto contatti con nessuno, e sarebbe anche stato da sciocchi considerando che stavo chiedendo al Bologna di prolungare».

Niente Europei – «Innanzitutto va detto che tra i convocati per lo stage doveva esserci Perin, senza il suo brutto infortunio io molto probabilmente non ci sarei neanche stato. Chiaro che una volta lì inizi, però non sono rimasto troppo deluso, credo di avere l’età giusta per accettare serenamente le scelte che si fanno in quell’ambiente, comprendo le scelte di un selezionatore e non ho nessun problema. In futuro vedremo, dipende da cosa cercherà il nuovo commissario tecnico tra i portieri, nella mia fascia d’età ce ne sono tanti e bravi, starà a me metterlo in difficoltà».

Nuovi compagni, gioventù e talento – «L’anno scorso sono rimasto impressionato da Verdi quando il Carpi è venuto a giocare a Bologna, nonostante si sia poi infortunato a partita in corso, è un giocatore intraprendente che quando ha la palla tra i piedi può risultare determinante. Di Francesco è un altro molto sveglio che può mettere in difficoltà i difensori avversari, in generale mi piace questa linea giovane che la società sta portando avanti».

Continuare a migliorare – «È fuori discussione che un portiere della mia età, con una certa continuità di prestazioni alle spalle, abbia una dose di esperienza fondamentale per leggere certe situazioni di gioco. Credo inoltre che la tecnica sia determinante per arrivare là dove si fa più fatica a livello fisico. Qui comunque ho un preparatore dei portieri (Luca Bucci, ndr) che non ci risparmia niente e un secondo (Angelo Da Costa, ndr) fortissimo, due cose che non mi permettono di mollare nemmeno per un attimo. Se ad una certa età si può ancora migliorare? Dipende molto da che professionista sei, dalla tua competitività, anche a 36-37 anni un portiere può essere ancora abbastanza in forma per esprimersi ad alti livelli, per questo ho sempre pensato che chi ricopre il mio ruolo debba essere uno dei migliori atleti presenti in rosa».

Preparatori dei portieri in rossoblù – «Con Roberto Bocchino ho trovato subito un feeling speciale sul piano del lavoro, mi ha sorpreso molto l’impatto che ha avuto su di me, capiva immediatamente di cosa avevo bisogno nonostante mi conoscesse poco. Con Luca Bucci invece lavoro da ormai cinque anni, sa dove devo migliorare e riesce sempre a trovarmi nuovi difetti (ride, ndr), è davvero tosto».

Obiettivi per il prossimo campionato – «Sarà un’annata complicata perché confermarsi è sempre più difficile, la gente si aspetta tanto da noi e dovremo essere bravi a tenere alto l’entusiasmo attraverso i risultato e il bel gioco. Non parlo di un piazzamento in particolare, io vorrei semplicemente che il Bologna si consolidasse man mano come una realtà forte del calcio italiano. Già ora è bello vedere e sentire che parecchi calciatori hanno voglia di venire a giocare qui, questo è uno stimolo importante anche per noi che facciamo già parte della squadra».