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Orsolini:

Orsolini: “Donadoni può aiutarmi a crescere, con Destro c’è feeling. Bologna è un nuovo punto di partenza”

Tempo di presentazioni ufficiali in casa Bologna, partendo questo pomeriggio da Riccardo Orsolini. L’esterno offensivo classe 1997, scuola Ascoli e cartellino di proprietà della Juventus, si affaccia a questa nuova avventura con tanta voglia di riscatto dopo la parentesi non proprio esaltante in prestito all’Atalanta, dove ha collezionato appena 8 presenze nel massimo campionato. Il talento e la personalità, però, non si discutono, e il popolo di fede rossoblù non vede l’ora di ammirare le sue giocate sul prato del Dall’Ara. Di seguito, suddivise per argomenti principali, tutte le dichiarazioni rilasciate oggi in conferenza stampa a Casteldebole dalla Scarpa d’Oro dei Mondiali Under 20 del 2017.

Non penso alla Juve – «Il fatto di essere Juventus non mi pesa, sono tranquillo e determinato, fiducioso nel lavoro quotidiano e in quello che so fare. Fisicamente sto bene, sono pronto per giocare».

Atalanta, grazie comunque – «All’Atalanta sono stato bene anche se non ho trovato molto spazio, quello di Bergamo è un ambiente ideale per fare calcio. Nel momento in cui ho chiesto la cessione, tutti si sono dimostrati molto disponibili nei miei confronti, quindi li ringrazio di cuore».

Poche chance in nerazzurro – «Era una questione di modulo ma non solo, se non giocavo un motivo c’era e la colpa è stata anche mia, pur avendo davanti un giocatore fortissimo come Ilicic. Sono comunque felice perché grazie all’Atalanta ho avuto la possibilità di esordire in Serie A».

Bologna, eccomi! – «Sapevo che il Bologna mi seguiva da tempo, gradivo la destinazione e ho iniziato a seguire le partite dei rossoblù: sono davvero una bella squadra, con ottime individualità».

L’erede di Verdi? – «Non farei paragoni con Simone, anche perché ognuno ha suoi punti di forza. Io sono un esterno d’attacco che parte da destra, si accentra sul sinistro e prova la giocata, ho tanta corsa e mi piace andare in profondità».

Aspetti da migliorare – «Senza dubbio devo perfezionare la fase difensiva e alcuni lati del mio carattere, devo diventare più maturo».

Salto di categoria – «Ora come ora tra Serie A e B c’è una differenza enorme, la differenza di ritmi e fisicità si avverte. Ad Ascoli giocavo praticamente sempre, a Bergamo ho fatto più fatica, specialmente all’inizio».

Un altro po’ di Ascoli – «Destro non lo conoscevo di persona, ma appena ci siamo presentati è scattato subito il feeling tra conterranei».

Nelle mani di Donadoni – «Credo che il mister mi possa insegnare tanto, lo reputo l’uomo giusto per farmi crescere e migliorare, di sicuro io ho tanta voglia di dimostrare qualcosa nel massimo campionato. Bologna per me non significa solo riscatto, è un nuovo punto di partenza».

8, numero pesante – «L’ho scelto perché era libero e mi piaceva, non ho pensato ad altro».

Modelli di riferimento – «Non ho un idolo in particolare, sono cresciuto guardando soprattutto la Champions League e ammirando le giocate di Messi e Cristiano Ronaldo. Vista anche la posizione in campo, mi ispiro un po’ a Robben, un giocatore eccezionale».