Palacio:

Palacio: “Non sono uno che parla tanto, preferisco dare l’esempio sul campo. Ora pensiamo a battere il Torino”

231 gol in 541 presenze fra Primera División, Copa Libertadores, Copa Sudamericana, Recopa, Mondiale per Club, Serie A, Coppa Italia, Champions League ed Europa League. 28 partite e 3 reti con la gloriosa camiseta albiceleste dell’Argentina, sfiorando una Copa America nel 2007 e addirittura il tetto del mondo del 2014. Una treccina sottile e leggiadra che riassume perfettamente le sue caratteristiche di attaccante estroso, agile e sgusciante. Rodrigo Sebastián Palacio da Bahía Blanca, 35 anni compiuti lo scorso 5 febbraio, non ha bisogno di molte presentazioni, forte di un passato che racconta le gesta di un vero e proprio campione. Ma quel che conta, per il Bologna e i suoi tifosi, è soprattutto il presente, la condizione fisica e le motivazioni di un ragazzo chiamato ad aiutare una squadra in difficoltà. Il suo sorriso e le sue prime parole da giocatore rossoblù (maglia numero 24 per lui), pronunciate oggi pomeriggio in conferenza stampa a Casteldebole e intrise di umiltà mista a determinazione, fanno davvero ben sperare.

Condizione fisica e ruolo – «Mi sono allenato da solo ma sto bene, per arrivare al top mi ci vorrà un po’ di tempo ma sono già a disposizione. Ho parlato con Donadoni, mi ha chiesto di aiutare la squadra e io sono pronto a giocare in qualunque posizione dell’attacco, decide lui».

Scelta felice – «Quando è arrivata la proposta del Bologna ho dato subito la mia disponibilità, mi piaceva la destinazione. Ho visitato tutto il centro sportivo ed è bellissimo, i nuovi compagni mi hanno accolto bene e posso dire di essere molto contento della scelta che ho fatto».

Basta pensare al Cittadella – «Quando si gioca contro squadre di categoria inferiore ci si aspetta sempre di vincere, ma le partite di inizio stagione nascondono molte insidie. Adesso è meglio guardare avanti e pensare al match contro il Torino, è importante vincere per partire bene in campionato».

Rodrigo & Mattia – «Io e Destro possiamo giocare insieme, a me piace partire come seconda punta. Conosco bene Mattia e la sua forza, abbiamo giocato insieme nel Genoa quando lui era giovanissimo, voglio aiutarlo a fare tanti gol».

Destro, rendimento altalenante – «È normale, non si può segnare sempre, ci sono momenti di calo che vanno affrontati con calma, serenità e tanto lavoro quotidiano. Certo, per una punta il gol è fondamentale, ecco perché sia io che tutti i ragazzi vogliamo aiutare Mattia a segnare sempre di più».

Fine carriera in Argentina? – «Non è così, non ho alcun accordo con l’Olimpo de Bahía Blanca, la squadra della mia città natale in cui ha militato anche mio padre (José Ramón Palacio, ala destra negli anni Ottanta, ndr)».

Dall’Inter al Bologna – «I miei obiettivi personali non cambiano, io vado sempre in campo per vincere. A livello globale è chiaro che nell’Inter devi pensare a vincere lo scudetto, qui ci sono altri traguardi».

Ricordi nerazzurri – «Sono stati cinque anni bellissimi, penso che per ogni giocatore sia un sogno arrivare in un club prestigioso come l’Inter, mi ritengo fortunato ad aver giocato lì».

Al servizio della squadra – «L’obiettivo del Bologna è quello di salvarsi il prima possibile e poi andare avanti a fare punti. Il mio è quello di segnare tanto, ma prima del singolo viene il gruppo».

Conterraneo di Ginobili – «Conosco bene Manu e so che qui alla Virtus ha vinto praticamente tutto. Non sarà facile emularlo ma ci proverò».

Fatti, non parole – «Non sono uno che parla troppo dentro lo spogliatoio, mi piace parlare sul campo, lavorando duramente e dando il giusto esempio sia in partita che in allenamento. Solo così si dimostra di essere grandi calciatori e si può trovare la giusta armonia anche con i compagni di squadra più giovani».