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Paz: “Credo di potermi adattare velocemente al calcio italiano, la personalità non mi manca”

Nel ritiro di Pinzolo proseguono senza sosta le presentazioni dei nuovi acquisti rossoblù, e questo pomeriggio è stato il turno del difensore Nehuén Mario Paz. Il colosso argentino, prelevato lo scorso gennaio dal Newell’s Old Boys e poi girato in prestito al Lanús, si appresta a vivere la sua prima esperienza lontano da casa, con tanta voglia di imporsi sul prestigioso palcoscenico della Serie A italiana. Di seguito, suddivise per argomenti principali, tutte le dichiarazioni rilasciate alla stampa dal centrale classe 1993.

Caratteristiche – «Sono un difensore ordinato e tra i miei punti di forza c’è il gioco aereo. Ho una mentalità vincente e non difetto sul piano della personalità, tendo a parlare molto con i compagni di reparto. In carriera ho giocato sia a quattro che a tre, qui ho trovato un allenatore che conosce benissimo quest’ultimo modulo e sa come insegnarci a farlo, le sue indicazioni mi saranno molto utili».

Ultimi mesi – «Mi sarebbe piaciuto entrare in squadra già a gennaio, ma per problemi legati alla lista non è stato possibile. Purtroppo in seguito mi sono fatto male e non ho trovato la continuità che speravo, ma adesso ho recuperato e non vedo l’ora di iniziare a giocare».

Ambientamento – «Il calcio italiano mi piace molto, l’ho sempre seguito. Per le caratteristiche che ho credo di potermi adattare velocemente, tanti argentini si sono costruiti una bella carriera in Serie A. Gli allenamenti sono intensi ma piuttosto simili a quelli che facevo prima, per quanto riguarda la lingua posso dire che capisco già quello che mi dicono l’allenatore e i compagni, ma sto comunque studiando per comprendere e parlare meglio. Spero di poter dare un contributo importante e aiutare il club a raggiungere i suoi obiettivi».

Modelli di riferimento – «I miei idoli sono Lugano e Chiellini. Quando in televisione vedo all’opera i grandi difensori cerco sempre di apprendere qualcosa, e ovviamente penso sia fondamentale osservare bene i compagni di squadra più esperti e imparare da loro».

Doppia nazionalità – «Mia nonna è italiana, il suo cognome è siciliano. Eventualmente a livello di Nazionale avrei la possibilità di scegliere, ho il doppio passaporto e dal prossimo gennaio diventerò comunitario».

Santander – «Non ci avevo mai giocato contro, ma mi sembra un attaccante davvero forte di testa e bravo a difendere il pallone facendo salire la squadra. In Sudamerica si parla molto bene di lui».

Lanús, città natale di Maradona – «Lì non si parla chissà quanto di Diego, non c’è nulla di particolare su di lui, la mia generazione è più propensa a parlare di Messi. Non riesco a fare un confronto, sono semplicemente due calciatori fuori dal comune».

Fuori dal campo – «Mi piace allenarmi anche da solo, altrimenti sto con la mia famiglia e con la mia ragazza, che presto mi raggiungerà a Bologna».

Numero di maglia – «Nel Newell’s avevo il 30, quindi credo che vestirò il 2».