Petković:

Petković: “Il Bologna ha scommesso su di me, qui avverto una grande fiducia”

Grintoso e concentrato, con tanta voglia di lasciarsi alle spalle le difficoltà del passato e ripartire dalle proprie qualità, per ripagare la fiducia che il Bologna ha riposto in lui. Eccolo qui il biglietto da visita di Bruno Petković, presentato questo pomeriggio a Casteldebole dopo aver firmato nei giorni scorsi un contratto di quattro anni e mezzo con il club rossoblù. Di seguito, suddivise per argomenti principali, tutte le dichiarazioni rilasciate alla stampa dall’attaccante croato classe 1994, che ha scelto la maglia numero 21.

Grande chance – «Per me è una grandissima occasione, la Serie A l’ho toccata quattro anni fa ma allora più che giocare partecipavo. Bologna può farmi fare un salto di qualità importante».

In cerca di spazio – «Sono consapevole di avere davanti tanti ragazzi molto forti, come ad esempio Destro e Verdi, da cui posso imparare tanto, ma ovviamente l’obiettivo di tutti noi calciatori è quello di giocare il più possibile».

Ruolo – «Ho quasi sempre fatto la prima punta, poi dipende molto dal modulo e dalle idee tattiche del mister, però sul fronte d’attacco posso giocare in varie posizioni, da prima o seconda punta e anche da esterno».

Punti di forza – «Una delle mie migliori caratteristiche è la visione di gioco, se attorno ho dei compagni che fanno molto movimento e si inseriscono con i tempi giusti li posso servire bene. Martedì in Coppa Italia ho visto una squadra che corre e si muove tanto, quindi cercherò di dare il mio contributo anche sul piano degli assist».

Compatibilità con Destro – «Mattia è un attaccante molto forte, senza dubbio possiamo giocare insieme se ci sarà l’occasione».

Di corsa verso il Torino – «Sto lavorando sodo per essere a disposizione già questa domenica, sono comunque valutazioni che farà il mister osservandomi all’opera ogni giorno».

Trapani, stagione nera – «A Trapani sono successe tante cose, sono rimasto fermo a lungo dopo l’intervento al ginocchio di giugno, e alla fine sono rientrato prima del tempo perché la squadra stava andando male. Ho sempre cercato di dare il massimo, perché tutti si aspettavano molto da me, ma sono consapevole che negli ultimi tre mesi non ho fatto bene perché non riuscivo a dare il 100%».

Difficoltà a Catania – «Sono arrivato in Italia, al Catania, quattro anni fa, e in breve tempo mi sono ritrovato in mezzo ad un casino con la società, ci sono stati un sacco di problemi. Era un periodo delicato perché stavo cercando me stesso, stavo provando a capire quali fossero le mie reali qualità e le mie possibilità, chiaramente però se le cose non sono andate per il verso giusto non posso incolpare solo gli altri, la principale responsabilità è mia».

Nazionale, solo un gettone con l’Under 21 – «Per poter ambire alla Nazionale serve continuità di minutaggio e di prestazioni nel proprio club, e io non l’ho quasi mai avuta. Con l’Under 21 ho giocato una sola volta, peraltro facendo anche bene, poi giustamente il mister mi ha preferito altri giocatori. Ovviamente noi giovani puntiamo ad arrivare il più in alto possibile, nessuno vorrebbe fermarsi alla Serie B, prima si punta alla A e poi magari anche alla Champions League, ora il mio obiettivo è affermarmi nel Bologna e magari un passo alla volta tornare a indossare la maglia della Croazia».

Aspetti da migliorare – «Mi ritroverò a giocare in un campionato con difensori molto più forti e di qualità rispetto alla B, credo che la prima cosa da migliorare siano i movimenti, devo muovermi di più e nel modo giusto».

Idoli – «Ho sempre guardato con grande ammirazione Ronaldo il Fenomeno, uno degli attaccanti più forti di sempre, e Ronaldinho. Loro due giocavano a calcio in un modo diverso da tutti gli altri».

Umiltà e voglia di stupire – «Avvertire la fiducia di un ambiente è fondamentale, in caso contrario sei portato a non sceglierlo. Possiamo tranquillamente dire che la dirigenza del Bologna ha fatto una scommessa su di me e sulle mie potenzialità, perché di recente non ho fatto bene, e questo mi spinge a lavorare con ancora più grinta ma anche con serenità, perché avverto il sostegno di tutti».