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Poli: “Sono rimasto sorpreso da quello che ho trovato, il Bologna non ha nulla da invidiare al Milan”

Dopo Sebastien De Maio, oggi è toccato ad Andrea Poli presentarsi ufficialmente alla tifoseria rossoblù. Come di consueto, ad introdurre la conferenza stampa nel ritiro di Castelrotto è stato il club manager Marco Di Vaio: «Andrea ha scelto noi tra le varie opportunità che aveva e di questo siamo molto contenti. Per noi rappresenta un giocatore oltre che tecnicamente, anche umanamente, un tassello importante per la nostra squadra, per il nostro gruppo, per la crescita dei nostri ragazzi perché comunque ha un’esperienza importante. Il fatto che lui abbia scelto noi e venire qua ci rende orgogliosi perché vuol dire che Bologna viene vista anche dai giocatori importanti ed è una piazza che sta tornando grande. Poli va a sostituire Dzemaili non come caratteristiche ma come esperienza. Montreal? Ha firmato per quattro anni con noi e basta». Di seguito, suddivise per argomenti principali, le dichiarazioni rilasciate dal nuovo acquisto del Bologna.

Ambiente speciale – «Innanzitutto volevo ringraziare Marco per queste parole, ringraziare la società, il presidente, Bigon e Fenucci. Mi hanno fatto sentire da subito importante. Sono rimasto sorpreso dal potenziale di questo club, la mia scelta è stata condizionata anche da questo. Penso che Bologna abbia grandi margini di miglioramento, ho visitato i primi giorni Casteldebole che non ha nulla da invidiare ai centri sportivi in cui sono stato. Tutto nuovo, tutto all’avanguardia. Ho avuto modo anche di conoscere il settore sanitario che mi ha piacevolmente stupito. Il modo in cui lavorano le persone è eccellente».

Trequartista ma non solo – «Nel Milan ho giocato buone partite sulla trequarti ma mi piace anche stare al centro dell’azione, sono un giocatore duttile e pronto a mettermi a disposizione di tecnico e squadra. Il 4-2-3-1 è un modulo che richiede grande sacrificio, tutti devono fare la propria parte».

Impazienza da campionato – «Sono contento e felice, per me è una tappa importante, ho grande voglia ma io sono una persona e un calciatore che ne ha sempre avuta, in ogni momento. In questa prima settimana di lavoro ho potuto apprezzare la volontà dei miei compagni, cosa per me molto importante. Non vedo l’ora inizi il campionato, non ve lo nascondo. C’è da fare bene».

Ambizione e fame determinanti – «E’ una squadra che può crescere e deve farlo. La crescita personale di un giocatore, almeno per come la penso io, deve passare dall’ambizione, dalla fame e dal voler migliorare i propri difetti, che tutti abbiamo, me compreso».

Addio al Milan – «Due anni fa ho disputato un’annata importante in rossonero, sentendomi sempre parte del gruppo che ha raggiunto la finale di Coppa Italia, poi sono stato messo in disparte per scelte tecniche che ho sempre rispettato, cercando di dare il mio contributo quando ho giocato. Ad esempio proprio contro il Bologna, quando con una vittoria in doppia inferiorità numerica abbiamo cambiato la nostra stagione».

Solo il Bologna – «Ora non penso alla Nazionale ma solo a giocare, non vedo l’ora di iniziare il campionato. Sono cinque anni che non svolgo un ritiro normale, per me è fondamentale riuscire ad allenarmi bene con questi carichi di lavoro. Futuro? Non penso al Montreal, ho parlato soltanto con il Bologna».

Come ai vecchi tempi – «Anche il ritiro sarà importante perché vengo da cinque anni in cui, montagna e carichi di lavoro, al Milan non li facevamo. Restavamo a Milanello poi andavamo in tournée. Dovrò adattarmi ai carichi nuovi, però sono veramente contento perché posso cominciare bene risentendo i dolori dei vecchi ritiri a cui negli ultimi anni non ero più abituato».