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Il ritorno di Antonio:

Il ritorno di Antonio: “Oggi sono felice”

La notizia più bella è arrivata nel bel mezzo dell’allenamento mattutino. Subito sono scattati i complimenti e gli abbracci, con promessa poi di dedicarsi ai festeggiamenti, con Angelo Da Costa, Alfred Gomis e Fallou Sarr, compagni di reparto e molto di più. Sono passati due mesi e mezzo da quel 31 agosto, quando Mirante ha accusato problemi cardiaci che hanno richiesto accertamenti a Roma. Quindi lo stop, le settimane vissute fuori dal campo ma comunque sempre dentro al gruppo, con il sostegno di compagni e tifosi. La paura iniziale ha, via via, lasciato spazio alla fiducia e all’ottimismo. Poi il 7 ottobre una prima buona notizia: il numero 83 aveva ottenuto il via libera per riprendere gli allenamenti. Non ancora l’attività agonistica però: sarebbe stato questione di settimane, dopo ulteriori esami. È seguita una nuova fase d’attesa ma il cerchio si è finalmente chiuso oggi, con il tanto atteso nulla osta: il certificato per riprendere l’attività agonistica è arrivato e con esso il via libera per tornare a giocare anche in campionato. È ancora presto, però, per dire che succederà già tra un paio di giorni al Dall’Ara contro il Palermo. Oggi, intanto, Mirante è intervenuto in conferenza stampa, ha parlato di «fine di un incubo» e ha avuto parole di ringraziamento per chi gli è stato vicino in questo periodo. Alla fine è stato poi proiettato un video con i messaggi di altri portieri della Serie A, capitanati da Gigi Buffon.

Il periodo fuori – «Sono arrivati messaggi che mi hanno dato forza ed è bello ricevere queste testimonianze dai colleghi, sono commosso. Non dovevo cadere nello sconforto, mi sono rifugiato nella mia famiglia, nei miei amici e nel Bologna, che fin dallo scorso anno per me è stato come una famiglia. Volevo rientrare presto e stare vicino alla squadra, non allenarmi e non aver l’adrenalina della partita è stata una sofferenza. Oggi sono felice e possiamo chiudere questo brutto capitolo della mia vita. Butterò via due mesi brutti: il primo pensiero è stato che un giorno giocavo con il Torino e il giorno dopo dopo la mia carriera poteva essere finita. Poter ricominciare mi dà gioia, sono abbastanza maturo per capire le priorità della vita. Dopo i valori della famiglia, al primo posto c’è il calcio. Ho trascorso giornate noiose ma non volevo piangermi addosso. Sicuramente questo periodo mi ha reso più forte. Ho trovato l’affetto della gente e il sostegno della società, grazie all’aiuto di tutte le persone che mi sono state vicino sono riuscito ad essere ottimista».

Il rapporto speciale con Da Costa, l’amicizia con Raffaele Palladino e l’amore della mamma – «Chi conosce me e Angelo sa che persone siamo e che rapporto abbiamo. Fin dal primo giorno mi sono reso conto che professionista esemplare sia. Con lui siamo più che coperti, siamo fortunati ad averlo. Palladino è venuto da Crotone a Roma per starmi vicino. Mia madre dormiva come un bambino delle elementari nel lettino di fianco a me».

Lo stato di forma – «Ho dovuto rifare la preparazione, non potevo fare corsette o  lavoro in palestra e quindi ho dovuto ‘resettare’ il mio fisico. Non sono ancora al 100% e non posso pensare di esserlo perché la domenica è tutta un’altra cosa. Adesso comincio ad avere la gamba piena ma mi manca un po’ di reattività. Parlerò con Donadoni e Bucci, poi insieme decideremo. Sono già a disposizione dell’allenatore, vedremo le mie e le sue sensazioni. Non c’è alcun tipo di problema, l’importante è il bene del Bologna».

Il Bologna visto da fuori – «In classifica abbiamo meno di quello che meritiamo, abbiamo qualche rimpianto e anche qualche demerito, ma in queste partite nessuno ci ha messo sotto. Adesso bisogna guardare avanti, ci sono cinque gare da qui alla sosta di Natale che possono essere decisive. Abbiamo tutte le carte in regola per migliorare rispetto allo scorso anno».