Saputo:

Saputo: “È il momento del salto di qualità, la parte sinistra sarà l’obiettivo di base. Su Mihajlovic sono molto ottimista, condividiamo la stessa linea”

Questa mattina, presso la sala stampa dello stadio Renato Dall’Ara, si è svolta la consueta conferenza stampa di fine stagione del presidente del Bologna Joey Saputo, affiancato dall’amministratore delegato Claudio Fenucci. Ecco le sue principali dichiarazioni (rilasciate tutte in italiano), suddivise per argomenti principali:

Introduzione e riflessione generale – «Come ogni anno ci ritroviamo qui per fare un bilancio del campionato appena concluso, e mai come stavolta è difficile fare una valutazione complessiva della stagione, visto che abbiamo giocato due campionati: il primo, che si è concluso a fine gennaio, molto negativo, con 14 punti in 21 partite e il terzultimo posto, frutto di 2 vittorie, 8 pari e ben 11 sconfitte; il secondo, iniziato a febbraio con il successo contro l’Inter, davvero ottimo, con 30 punti in 17 partite e una media da qualificazione in Champions, grazie a 9 vittorie, 3 pareggi e 5 sconfitte, 32 gol fatti, una salvezza conquistata con una giornata d’anticipo e il decimo posto finale. Ricordo molto bene quei giorni di gennaio, la tensione e la preoccupazione che si respiravano, unite al desiderio di riscattare una situazione allarmante. Allora dissi che erano stati commessi errori ma che bisognava guardare avanti, che alla retrocessione non volevo neanche pensare, e che avrei fatto tutto il possibile per rinforzare la squadra. L’arrivo in panchina di Sinisa Mihajlovic e l’inserimento in rosa di elementi di valore, oltre a quelli che c’erano già, ci hanno permesso di raggiungere l’obiettivo, conseguire risultati straordinari e divertire i tifosi. Ecco perché, dopo averlo fatto in privato, ci tengo a ringraziare anche pubblicamente a tutti i protagonisti di questa impresa. Oltre a sottolineare gli errori, adesso bisogna riconoscere che la società è riuscita a rimediare nel modo migliore: basta confrontare il nostro cammino che quello degli altri club che hanno cambiato allenatore e sono intervenuti sul mercato di riparazione per capire che niente era scontato. Comunque, la soddisfazione degli ultimi mesi non deve farci dimenticare la sofferenza della prima parte e il rischio corso, quello che ci ha fatto ragionare a lungo e aprire gli occhi: mai più. Questo è proprio il concetto di base da trasmettere a tutti voi e ai tifosi: mai più. Fin qui l’obiettivo è stato il mantenimento della categoria, provando a fare sempre meglio, adesso è il momento per un salto di qualità: l’obiettivo del Bologna sarà restare stabilmente nella parte sinistra della classifica, senza rischiare mai più di cadere nella lotta per non retrocedere, senza trovarsi mai più con l’acqua alla gola, quindi gli investimenti saranno adeguati. Anticipo già una possibile domanda sul budget: non vi dirò cifre, ma solo che per il riscatto di alcuni giocatori serviranno decine di milioni, a cui aggiungeremo risorse per altri nuovi acquisti. Di tale progetto più ambizioso ho parlato ieri a lungo con Sinisa, che nel giro di dieci-dodici giorni ci farà sapere se accetterà o meno di affrontare con noi questa nuova avventura. Ai tifosi ribadisco la mia ferma intenzione di mantenere vivo l’entusiasmo degli ultimi quattro mesi, mettendo in pista un Bologna divertente che non li faccia soffrire. Ripartiamo da qui e facciamo tesoro di questa stagione. Grazie e forza Bologna».

Un nuovo capitolo – «Si guarda indietro solo per migliorare il futuro. Negli ultimi anni abbiamo messo in piedi una struttura abbastanza forte, per me era importante imparare a conoscere il campionato italiano prima di investire ancora. Ho capito che gli investimenti portano entusiasmo, e adesso è arrivato il momento di crescere».

Mihajlovic, sensazioni positive – «Ieri abbiamo avuto l’opportunità di parlare un po’, ho capito che il mister voleva conoscere meglio i nostri piani. Io sono molto ottimista per quanto riguarda Sinisa, abbiamo avuto un bell’incontro e condividiamo la stessa linea progettuale. È emerso che ha avuto un’esperienza positiva con la squadra e con me, abbiamo quindi discusso del valore dell’organico e di cosa ci serve, e penso che nel giro di dieci-dodici avremo la sua risposta definitiva. Se ci sono dietro altri club io non lo so, so solo che le nostre filosofie sono molto simili e questo mi fa ben sperare».

Dal decimo posto in su – «Dobbiamo cominciare gradualmente, prima acquistando solidità e poi crescendo sempre di più. Ora vogliamo stabilirci nella parte sinistra della classifica senza più soffrire, quello sarà l’obiettivo di base, poi una volta lì vedremo se ci saranno i margini per arrivare ancora più in alto».

Bigon e l’area tecnica – «Sull’area tecnica non sono ancora state prese decisioni, per me è molto importante non distruggere tanto per distruggere ciò che abbiamo creato. Oggi non mi posso sbilanciare né su Bigon né su altri, posso dire che la società deve migliorare globalmente per migliorare la sua posizione, non solo dal punto di vista tecnico ma in ogni altra area, come ad esempio le sponsorizzazioni».

Incontro con Sabatini – «Sabatini lo conosco da anni, ci parlavo anche quando era alla Roma e l’ho incontrato di recente. Gli ho fatto i complimenti perché ha smesso di fumare, una cosa incredibile (ride, ndr). Al di là di tutto, Walter è una leggenda del calcio italiano, e parlare con lui è molto utile e interessante».

Investire bene – «È ovvio essere seguiti e apprezzati dal pubblico quando le cose vanno bene, ma è ancora più importante ricevere supporto quando le cose non vanno per il verso giusto. Ora sto parlando di crescita non perché voglio andare incontro ai desideri dei tifosi, io per primo sono competitivo. Allo stesso tempo, però, sono anche una persona razionale, mi è servito tempo per capire come crescere e non sprecare risorse. È stata una stagione difficile, a metà della quale è arrivato un allenatore di livello che ha valorizzato una squadra con già una buona ossatura. Un investimento importante si può fare, ma non servono centinaia di milioni».

Cambio di mentalità – «A livello di infrastrutture, un investimento è stato fatto per il centro sportivo e un altro si farà per lo stadio, ma per arrivare in alto anche in questo senso occorre che parallelamente cresca anche la squadra. A tal proposito, come dicevo, la parte sinistra della classifica è il punto di partenza, poi si vedrà quanto si può crescere. Il punto fondamentale è che la mentalità della società è cambiata, non vogliamo più solamente salvarci. Sinisa ha detto che il decimo posto non gli basta, ma anche lui sa che si tratterà di un processo di crescita graduale».

Mercato estivo – «Su alcuni giocatori abbiamo un riscatto obbligatorio, su altri le opzioni sono diverse. Parlando con lo staff attuale, abbiamo pattuito che vorremmo esercitare le opzioni a nostro favore, e oltre a questo arriveranno nuovi acquisti. Chiaramente, prima di prendere qualsiasi decisione, dovremo essere sicuri circa la guida tecnica, ma gli investimenti verranno compiuti indipendentemente dal fatto che l’allenatore per la prossima stagione sarà Sinisa, le ambizioni non cambierebbero in ogni caso».

Ipotesi Super Champions – «Non sono così informato sull’argomento, ma mi sento di dire che sviluppare un tipo di campionato del genere non farebbe bene al calcio italiano. Ne beneficerebbe solo chi partecipa, e io non sono molto favorevole».

A cura di Fabio Cassanelli e Simone Minghinelli.