Saputo:

Saputo: “Non sono contento di questa stagione, voglio giocatori e allenatore con il fuoco dentro per riportare il Bologna ai tempi che furono”

Questa mattina, durante la consueta conferenza stampa di fine stagione che si è tenuta allo stadio Dall’Ara, il patron del Bologna Joey Saputo ha rilasciato le seguenti dichiarazioni, suddivise per argomenti principali:

Bicchiere mezzo vuoto – «L’annata era partita molto bene, la salvezza è stata ipotecata con grande anticipo, ma il girone di ritorno è stato deludente. Comprendo il disappunto dei tifosi per alcuni risultati ottenuti, come ventuno sconfitte stagionali in campionato o l’uscita dalla Coppa Italia per mano del Cittadella. Da tre anni a questa parte il nostro obiettivo era il mantenimento della categoria, nella stagione appena finita eravamo riusciti a ipotecare la salvezza grazie ai 24 punti ottenuti all’andata, e a quel punto avremmo dovuto cercare di scalare la classifica. Questo non è avvenuto, anzi, la squadra ha concluso peggio dell’anno scorso, ed è chiaro che nessuno di noi è contento, a partire da me e da tutta la società».

Tra campo e bilanci – «So che per i tifosi il cuore di un progetto come il nostro deve essere il campo, ma noi crediamo che la crescita passi anche da altri aspetti, e posso assicurare che il progetto di sviluppo in cui finora ho investito 100 milioni di euro procede come previsto. Per noi è importante avere una società solida, ovvero una struttura di un certo tipo sia dentro che fuori dal campo. È vero che in questi tre anni la squadra non ha mai raccolto tanti punti, ma la volontà è quella di riportare il Bologna ai fasti che furono».

Fuori Donadoni… – «Ci tengo a ringraziare Roberto per il lavoro svolto, lo considero un grande allenatore e con il suo lavoro ha certamente dato credibilità al club e al progetto, ma ho ritenuto che dopo tre anni il suo ciclo fosse terminato».

…dentro Inzaghi? – «Vogliamo un allenatore che consideri il Bologna un punto di arrivo e non di passaggio, e la stessa valutazione la faremo sui calciatori. Non entrerò nel dettaglio, per rispetto a chi è attualmente sotto contratto, posso solo dire che in questi giorni abbiamo fatto una lista di nomi che verrà accorciata. Ci tengo anche ad aggiungere che non è vero che la società non comprende i desideri dei tifosi, ma purtroppo capita di dover prendere decisioni impopolari. Premesso questo, prometto che faremo meglio di quanto già fatto».

Verdi, agnello sacrificale o uomo simbolo? – «Se è nostra facoltà i giocatori forti cerchiamo di tenerli e farli crescere, e Verdi sicuramente è un calciatore importante, ma ogni decisione passa anche dal piano amministrativo. Un affare poi va in porto se si trova un accordo tra tre fonti, a gennaio uno dei tre non era d’accordo ed è saltato tutto».

Bologna Primavera, un altro flop – «Ho poco tempo e tanti settori di cui occuparmi, ne prediligo alcuni e per questo non ho avuto molto tempo per guardare la Primavera, ma di certo la retrocessione in Primavera 2 disturba, perché sappiamo che l’anno prossimo sarà difficile centrare la promozione».

Un Bologna di cui essere fieri – «Voglio costruire un Bologna di cui andare orgogliosi: non significa che vincerà lo scudetto, ma che darà tutto sul campo. Alcune delle sconfitte rimediate quest’anno non hanno fatto male per il risultato, ma per come sono arrivate. Voglio dei giocatori e un tecnico che sappiano cosa significa giocare con la maglia rossoblù, voglio gente col fuoco dentro».