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Skov Olsen:

Skov Olsen: “Nessuno mi ha cercato come il Bologna, qui una società seria e un progetto importante. Ho fatto una scommessa con Mihajlovic…”

Il lungo corteggiamento, le visite mediche, la pausa di riflessione e infine la firma. Nella tarda serata di ieri Andreas Skov Olsen è diventato un giocatore del Bologna, che lo ha prelevato a titolo definitivo dal Nordsjaelland, e oggi pomeriggio a Casteldebole il talento danese classe 1999 si è presentato ufficialmente alla stampa e alla piazza felsinea. Accanto a lui il direttore sportivo Riccardo Bigon e il suo agente Michael Bolvig, che insieme al responsabile scouting Marco Di Vaio (presente tra il ‘pubblico’ con il papà del ragazzo, Thomas) ha svolto un ruolo chiave per lo sbarco sotto le Due Torri del ‘piccolo Robben’. Sorriso simpatico e idee molto più chiare di quello che in tanti pensavano, il nuovo numero 17 rossoblù ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:

Lieto fine – «Ho scelto il Bologna innanzitutto perché è il club che mi ha seguito per più tempo, quasi sei mesi. Qui ho trovato una società seria, una squadra forte, un progetto importante e tante belle persone».

Scelta ponderata – «Sono un ragazzo giovane e lasciare casa non è una cosa semplice. Come detto, mi cercavano varie squadre, ma nessuna mi ha voluto come il Bologna. Mi sono preso un po’ di tempo per riflettere bene, ne ho parlato anche con i miei genitori ma è la mia vita, la mia carriera, quindi è stata principalmente una mia scelta».

La tua ala Bologna – «Ho sempre giocato esterno d’attacco ma non ho problemi, il mister decide e io mi adeguo. Ho sempre ammirato molto Robben, mi ci rivedo un po’ come caratteristiche, anche se ovviamente lui è un grande campione».

Una separazione sofferta – «Ero nel Nordsjaelland da quando avevo undici anni, per me rappresentavano una seconda famiglia. Mi ha molto toccato il fatto che anche da parte loro ci sia tanta tristezza dietro questa separazione, tutti i video che hanno postato sui social sono davvero emozionanti».

Si alza il livello – «La Serie A è un campionato molto particolare e difficile, si lavora molto tatticamente e in primis credo di dover migliorare nella fase difensiva».

Bologna, mi piaci – «Della città conosco le celebri ‘tre T’ (ride, ndr). Scherzi a parte, Bologna è bellissima, qui si respira calcio e tutti vogliono bene alla squadra, me ne sono reso conto fin dai primi momenti in aeroporto. Non penso che mi mancherà troppo la città di Farum, semmai tutto l’ambiente del Nordjaelland, perché lì dentro ci sono cresciuto. Eravamo un gruppo molto giovane, qui invece ci sono anche diversi giocatori esperti che sono certi mi insegneranno tante cose e mi aiuteranno a crescere».

Nuova vita – «In passato il mio procuratore ha vissuto per un paio d’anni a Bologna, quindi mi ha guidato alla scoperta della città. All’inizio sarò da solo, poi arriverà la mia ragazza, comunque non ho dubbi sul fatto che mi ambienterò benissimo».

Numero e obiettivi – «Ho scelto il 17, nel Nordjaelland ho sempre avuto il 21 ma qui è già occupato e allora ho optato per quello, visto che lo indosso anche in Nazionale. L’obiettivo personale è quello di inserirmi rapidamente nei meccanismi della squadra, conoscere bene i miei nuovi compagni e integrarmi con i tifosi e la città, poi ovviamente voglio realizzare tanti gol e assist».

Europeo Under 21 – «Il modo in cui stiamo stati eliminati, per un errore dell’arbitro, è stato doloroso, un vero peccato, ma nel complesso si è rivelata un’esperienza molto formativa».

Sinisa, ti sfido – «Ho incontrato il mister la prima volta che sono stato qui, abbiamo parlato un po’ e ho fatto una scommessa con lui, gli ho detto che il mio sinistro è meglio del suo (ride, ndr)».

Come Amleto – «È stata un’iniziativa davvero simpatica e mi sono divertito, però sì, non pensavo che mi sarei ritrovato con un teschio in mano nel mio primo giorno da giocatore del Bologna (ride, ndr)».

Un grande club – «Una cosa che mi ha fatto capire il valore di questa società è stato quando ho chiesto un momento per pensare e la dirigenza me lo ha concesso con grande serenità, senza mettermi pressione, questo mi ha dato l’idea di come lavora il Bologna. Chiaramente so di essere arrivato in un club glorioso, che ha vinto sette scudetti e scritto pagine importanti nella storia del calcio italiano, sono onorato di poter vestire la maglia rossoblù».