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Svanberg:

Svanberg: “A centrocampo posso giocare dappertutto, il Bologna è la squadra giusta per la mia crescita”

Nel primo pomeriggio di oggi, al centro sportivo Pineta di Pinzolo, è stato presentato ufficialmente alla stampa Mattias Svanberg, talentuoso centrocampista che il Bologna ha acquistato dal Malmö per circa 5 milioni di euro. Nono giocatore svedese nella storia del club, il ragazzo classe 1999 di cui si dice un gran bene punta a ritagliarsi uno spazio importante nel nutrito centrocampo rossoblù, per mettersi in luce sul prestigioso palcoscenico della Serie A e conquistarsi un posto in Nazionale maggiore. Ecco le sue prime dichiarazioni, in perfetto inglese e con una buona dose di sana umiltà:

Cognome – «La pronuncia corretta è Svanberg».

Rientro in gruppo – «Nei giorni scorsi ho preso una leggera botta ma ora sto bene, oggi pomeriggio conto di allenarmi con il resto della squadra».

Trattativa lampo – «Circa un mese fa il mio agente mi ha parlato dell’interesse del Bologna, poi i contatti sono proseguiti in maniera positiva ed eccomi qua».

Interviene il club manager Marco Di Vaio, che sorridendo aggiunge: «In realtà la strada è stata un po’ più lunga, su Mattias ci stavamo lavorando da quattro mesi a questa parte e la concorrenza era tanta. Il suo agente (l’ex attaccante Martin Dahlin, ndr) è lo stesso di Helander, con cui stavamo trattando il rinnovo, e ogni volta ne approfittavamo per chiedere informazioni anche su di lui. Poi nell’ultimo mese abbiamo accelerato e siamo riusciti a prenderlo»

Benvenuto in Italia – «Direi di essere pronto per la Serie A, anche se non mi aspetto di giocare tanto fin da subito. Credo comunque che Bologna sia la squadra giusta per la mia crescita come calciatore, spero di fare buone cose».

Nuovi compagni – «Sono diventato amico con Kingsley, che ha la mia stessa età, ho legato molto anche con Krejci e il mio compagno di camera è Poli».

Qualità e duttilità – «Ho giocato praticamente in tutte le posizioni di un centrocampo a quattro, anche ala, ora mi sto abituando ai movimenti di una linea a cinque. Ho una buona tecnica e mi piace portarmi in avanti palla al piede, per supportare gli attaccanti e creare occasioni da gol».

Papà Bo, ex campione di hockey su ghiaccio – «Da piccolo ho provato entrambi gli sport e alla fine ho scelto il calcio: è andata bene (sorride, ndr)».

Do you know Kennet? – «No, non ho mai avuto il piacere di parlare con Andersson».

Dall’Allsvenskan alla Serie A – «La differenza principale penso sia legata alla maggiore qualità dei singoli, nel campionato italiano ci sono grandi giocatori che sanno trattare sicuramente meglio il pallone».

Campionato svedese già iniziato, condizione fisica differente – «Anche io come gli altri ho fatto due-tre settimane di vacanza prima di iniziare la preparazione, mi trovo a mio agio con il ritmo degli allenamenti. E poi sono giovane, devo correre senza lamentarmi (sorride, ndr)».

Ibrahimovic e il presunto consiglio a Mourinho – «Non so se questa storia sia vera, quando mi è capitato di incontrare Zlatan non abbiamo affrontato l’argomento. Abbiamo parlato di calcio, mi ha dato qualche buon consiglio».

Mister Inzaghi – «Mi trovo davvero bene sotto la sua guida, mi piace come allena e come ci spiega le cose. Si fa fatica ma mi diverto anche molto».

Numero di maglia – «Penso che giocherò con il 32, quello che avevo anche al Malmö».

Nazionale maggiore – «Ovviamente spero di arrivarci ma adesso sono concentrato sull’Under 21, ci stiamo giocando la qualificazione agli Europei del prossimo anno in Italia: quello è il mio obiettivo».