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Tomiyasu:

Tomiyasu: “L’interesse del Bologna mi ha emozionato, spero di restare qui a lungo e non vedo l’ora di confrontarmi con la Serie A”

Introdotto dalle parole dell’a.d. Claudio Fenucci, che ne ha lodato la serietà, la dedizione e la simpatia, auspicando per lui e per la società «un lungo percorso insieme, perché le premesse tecniche e le qualità umane del ragazzo sono davvero importanti», quest’oggi a Casteldebole si è presentato a Bologna e al calcio italiano Takehiro Tomiyasu, difensore giapponese classe 1998 acquistato dai belgi del Sint-Truiden. Numerosi i giornalisti nipponici presenti al centro tecnico Niccolò Galli di Casteldebole, con la conferenza stampa che è stata trasmessa in diretta sulla pagina Facebook del club per consentire anche ai connazionali del ragazzo di ascoltare le sue prime dichiarazioni da giocatore rossoblù. ‘Tomi’, come ama farsi chiamare, ha esordito con un paio di frasi in perfetto italiano, prima di affidarsi all’aiuto di un traduttore. Ecco tutte le sue dichiarazioni:

Ciao Bologna! – «Buongiorno, mi chiamo Takehiro Tomiyasu, per favore chiamatemi Tomi. Sono felice di giocare a calcio nel Bologna Football Club e spero di rimanere tanti anni qui con voi. Vi ringrazio».

Nessun dubbio – «Il Bologna ha dimostrato un forte interesse nei miei confronti e mi ha fatto un’offerta importante, la cosa mi ha emozionato molto e quindi ho deciso di accettare e venire qui».

Serie A, sono pronto – «Nel calcio italiano le difese sono molto organizzate e ci sono tanti grandi attaccanti, non vedo l’ora di confrontarmi con questo campionato».

Ruolo e obiettivi – «In passato ho giocato sia da centrale che da terzino, e ovviamente sono due ruoli molto diversi, ma per me la cosa più importante è riuscire a guadagnarmi un posto in squadra, indipendentemente dalla posizione. Voglio conoscere il calcio italiano nei minimi particolari, imparare e prendermi delle responsabilità, trasmettendo sicurezza ai miei compagni e diventando gradualmente un leader».

Idolo del gruppo – «Per me era importante fare una buona impressione ai compagni, ecco perché mi sono messo a ballare e a cantare (sorride, ndr). Scherzi a parte, il mio primo obiettivo è imparare bene l’italiano per comunicare meglio con loro».

Spirito guerriero, come Sinisa – «Col mister ho parlato al telefono, poi ho ascoltato le parole dei miei compagni su di lui, tutti mi dicono che ha tanta passione ed è uno che non molla mai. Anche io, come loro, voglio combattere per lui e dare il massimo per questa maglia, giocando sempre con grande agonismo».

Cura dei dettagli – «In questi primi giorni ho cercato di ascoltare con grande attenzione le direttive dello staff tecnico, in particolare sulla postura da tenere con palla coperta o scoperta, quello è un aspetto sul quale devo migliorare».

Nazionale, già 15 presenze – «La cosa più importante, come detto, è conoscere bene il calcio italiano, specialmente a livello tattico. Se riuscirò a migliorare e a conquistare un posto da titolare nel Bologna, allora sicuramente ne trarranno giovamento anche le mie prestazioni in Nazionale. Alle Olimpiadi di Tokyo 2020 ci penso, è normale, ma devo rimanere concentrato sul presente e sul campionato che mi aspetta».

Avventura in Coppa America – «Quando abbiamo giocato contro il Cile sapevo che avrei affrontato un calciatore del Bologna (Erick Pulgar, ndr), ma in quel momento non avevo ancora preso una decisione sul mio futuro. Non essere riusciti a passare il turno a causa del pareggio nell’ultima partita del girone è stato un vero peccato, siamo un gruppo giovane e ci manca ancora qualcosina sia come collettivo che soprattutto come personalità».

Due chiacchiere con Nagatomo – «Yuto mi ha detto che in Italia c’è molta più pressione e che le tifoserie sono davvero calde. Me ne sono accorto fin dai primi giorni qui, mentre facevo una passeggiata in centro e la gente mi salutava e mi incitava».

Primo approccio con la cucina italiana – «Io amo il riso e qui ho già mangiato diversi tipi di risotto, sono davvero felice di aver già potuto assaggiare dei piatti così gustosi».