Ciao Giorgia

Adam, buona la seconda

Ritorno nel mio tempio rossoblù in questa domenica dal cielo grigio e minaccioso insieme ad Irene, Francesca e Adam. Per chi non lo sapesse, ad agosto diventerò nonna e il piccolino porterà il nome di Adam Masina, colui che spero diventi presto la nostra bandiera.
Pomeriggio grigio sì, ma subito colorato e ravvivato dalla meravigliosa coreografia per il trentennale dei Freak Boys: giallo, verde e rosso per una fede che dura e li accompagna in viaggio da trent’anni.
“Mi ricordo che da bambino allo stadio ci andavo già, e gridavo forza Bologna e sognavo di far l’ultrà”.
È proprio il caso di dire che lo stadio ti strega, ti appassiona fin da piccolo e poi ti cresce. Con grandi gioie, alle volte immense e incontenibili, o con tristezze e momenti bui che solo chi ha la tua stessa passione può capire.
I ragazzi oggi sono chiamati a dare il 100.000%, per Joey Saputo, per la salvezza, per i colori che portano e per noi tifosi.
Entrano in campo e già si vede una garra diversa, hanno fame. La stessa fame che manca ormai da un mesetto o più. Diamo inizio alla battaglia!
Lo stadio non è così pieno come contro il Torino, probabilmente il meteo e il ponte del 25 aprile rivelano un triste scenario fatto di molti sostenitori occasionali che alla prima goccia di pioggia si affrettano ad estrarre la copertina di pile e sedersi in poltrona.
Noi invece quando siamo a casa soffriamo, è una tortura vedere la partita dalla tv, non poter cantare e sfogarci.
Donadoni ha recuperato Gastaldello e si vede, eccome se si vede. E Giaccherini sembra essere tornato, sia con la testa che con i piedi.
L’adrenalina cresce e noi ci crediamo. E proprio Giack, dopo appena undici minuti di gioco, apre le danze: goooooll!!
Adesso bisogna rimanere concentrati, a oggi sembriamo rinati: Floccari porta avanti la squadra, Brienza riparte senza sosta e Rizzo si propone in continuazione.
Ci vuole ordine, anche se il Genoa non dà l’impressione di voler vincere questa gara. Mirante nel primo tempo non ha molto lavoro, tranne al 40’, quando si trova faccia a faccia con Pavoletti e sventa il suo tentativo con una mossa fulminea di piede.
Si va negli spogliatoi sull’1-0 per i rossoblù di casa.
Lo stadio non è solo calcio, è amore: uno striscione enorme per chiedere all’amata di sposarlo, quale miglior occasione?
I ragazzi tornano in campo e la grinta non li ha abbandonati.
Trovo particolarmente in forma Floccari, solo contro il Sassuolo era stato così decisivo. È proprio lui, infatti, a siglare il 2-0 attorno alla metà del secondo tempo di gara, assicurandoci i tanto agognati 40 punti e con essi la salvezza.
Chi adesso fa storie e parla di numeri, per i quali mancherebbe ancora un pareggio, temendo la remuntada del Palermo, per me si preoccupa senza motivo.
Il Bologna è tornato, la luce riprende a brillare.
“Dai Bologna olé, non ci posso far niente… Il mio cuore lo sai, batte solo per te”.