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Alessio Cerci lascia Casteldebole dopo il mancato superamento delle visite mediche

Adesso è chiaro, per ritornare grandi servirà più tempo del previsto

Delusione. È solo uno dei tanti sfoghi che da ieri circolano sul Web, tra i vari social e forum dei tifosi. Spiccano altresì esternazioni ben più roboanti che per ovvi motivi non possiamo riportare. Quello del Bologna è stato un mercato molto al di sotto delle aspettative e terminato con il teatrino legato ad Alessio Cerci, vero e proprio esempio di ciò che mai e poi mai dovrebbe accadere in una società professionistica. Tutti sapevano che l’esterno dell’Atletico Madrid avesse qualche problema al ginocchio destro ancora da risolvere, e il modo in cui è rimasto spiazzato il Bologna è un particolare che deve far riflettere. Situazione gestita male, nei tempi e nei modi. Tante le critiche all’amministratore delegato Claudio Fenucci, dai più invitato a togliere il disturbo, diverse le perplessità sull’operato in prima persona del club manager Marco Di Vaio che comunque va ricordato avere il patentino da direttore sportivo, eloquenti quelli che ormai non sono più dubbi ma vere e proprie sciabolate su Riccardo Bigon.
Non mantenuta poi la promessa di reinvestire il ricavato dalla cessione di Amadou Diawara, ma ciò che è ancor peggio è non aver colmato quella che è stata la lacuna più evidente dello scorso campionato, il gol. Ci penserà Sadiq? Sadiq, appunto. La parola d’ordine della nuova proprietà era non crescere i giovani degli altri. Ma tant’è. Si è svegliata così la Bologna rossoblù, con una squadra che oggi è una grande scommessa, con una rosa almeno sulla carta peggiorata rispetto alla passata stagione ma alla quale ora sarà fondamentale stringersi attorno. Non accontentato Roberto Donadoni, che aveva chiesto giocatori con più esperienza nella nostra Serie A. Lascia inoltre molto perplessi come nell’ultimo mese di trattative, eccezion fatta per Blerim Dzemaili, si siano chiuse operazioni solo con i club ‘amici’ Roma e Verona, e ironicamente c’è chi ha storpiato il nome del club in Hellas Bologna o Boloroma. Presi uno a uno, innesti come Adam Nagy, Ladislav Krejci e Federico Viviani sono certamente interessanti, ma in una cornice globale potrebbero rivelarsi un azzardo. Non c’è un big che possa fungere da trascinatore, e non c’è stato quello che tutti si aspettavano: il colpo capace di riscaldare la piazza.
In tutto questo pessimismo (che ribadiamo, non è solo giornalistico ma di buona parte della tifoseria), non ci sentiamo in nessuna misura di colpevolizzare Joey Saputo, il quale si è probabilmente affidato a professionisti che lo hanno consigliato male, ma che va portato su un palmo di mano per l’enorme sacrificio economico profuso per questa città e per questo club, peraltro senza mai illudere nessuno. Resta lui il più grande acquisto del Bologna, l’unica e indissolubile base per riportare i colori rossoblù agli antichi fasti. E pazienza se occorrerà più tempo del previsto. Certo è che ancora una volta, sul campo, la salvezza bisognerà sudarsela.

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Foto: Schicchi