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Assurdo anche solo pensare di mettere in discussione Corvino

Pantaleo Corvino è prima di tutto un signore, oltre che il più grande direttore sportivo in circolazione, ma per questo parla la storia, è un dato di fatto e non ci sono dubbi a riguardo. Chi vuole mettere in forse questa verità è in cattiva fede. Dicevamo, Pantaleo è un signore, un dirigente vecchio stampo come modi e maniere ma sempre pronto e disponibile a scambiare due chiacchiere, educazione e cordialità vanno a braccetto se si ha modo di conoscerlo a fondo. Già sotto questo punto di vista, umanamente, sarebbe un errore metterlo in discussione. Ancora più grave se si guarda anche, per l’appunto, il lato professionale.
Non ce ne vogliano altri addetti ai lavori ma il buon Corvino è una spanna sopra tutti loro: Miccoli, Bojinov, Chevanton, Giacomazzi, Ingesson, Ledesma, Lima, Lucarelli, Pellè, Vucinic, Vugrinec, Babacar, Behrami, Boruc, Felipe Melo, Jovetic, Kroldrup, Kuzmanovic, Ljajic, Lobonț, Osvaldo, Romulo, Seferovic, Diawara. Sono solo alcuni dei tanti nomi scoperti dall’uomo mercato salentino, sono quelli che gli valgono il gradino più alto sul podio. Eppure a Bologna non è stato facile per Pantaleo. No, non stiamo parlando dei tifosi, che fatte piccole eccezioni (quelli appunto in cattiva fede) lo considerano insostituibile. Non è stato facile perché ancor prima di arrivare c’era già chi storceva il naso, c’era da difendere l’operato del pur bravo Fusco. Che peraltro ora è senza una collocazione nel calcio italiano.
Non sono bastati Mbaye, Gastaldello, Da Costa e Sansone, non è bastata la promozione in Serie A. C’è sempre stato chi ha fatto la punta alle matite e creato zizzania contro una figura importante e ‘ingombrante’ come quella di Pantaleo. Perché Pantaleo lavora dalla mattina alla sera a Casteldebole, perché Pantaleo mette anima e corpo in quello che fa, perché Pantaleo è molto sul pezzo. Lo vogliamo ricordare, ancora una volta: Pantaleo è il numero 10 per eccellenza, il fuoriclasse, ha accettato di rimettersi in gioco ripartendo dalla Serie B pur di costruire qualcosa di importante sotto le Due Torri.
Un massacro nei suoi confronti dopo le prime dieci giornate di campionato, quando con un minimo di conoscenza e ragionamento era evidente che bisognava solo aspettare, perché una squadra totalmente rinnovata e molto giovane doveva amalgamarsi. Qualcuno gli imputa le scelte Crisetig (sempre in panchina perché davanti si è ritrovato un Diawara fenomenale), Mancosu e Krafth. Se ci si aspetta la perfezione, beh, non è di questo mondo. Quando porti a casa un solo giocatore in grado di darti una plusvalenza importante è già oro che cola.
Siamo certi che a sistemare tutto ci penserà Joey Saputo, che tanto lo ha voluto in prima persona. Imprenditore serio e persona perbene, si soffermerà ai risultati e capirà da sé quanto importante sia per il Bologna questo affabile personaggio di Vernole. Mettere in discussione Corvino è da folli, mettere al suo posto chiunque altro sarebbe un errore clamoroso, due passi indietro per la società. Dall’alto arrivino presto certezze nei suoi confronti, in fondo basta davvero poco.
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