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Bigon: “Il nostro mercato parte da lontano, fondamentale il lavoro di scouting. Pulgar è già in un grande club, Mihajlovic ha più forza e coraggio di tutti”

Ospite su Sky Sport 24 della rubrica dedicata al calciomercato, questa sera il direttore sportivo rossoblù Riccardo Bigon ha toccato tutti i principali temi d’attualità in casa Bologna, compreso il futuro di Erick Pulgar. Ecco le sue parole, direttamente dal ritiro austriaco di Neustift:

Lavoro di spessore sul mercato – «Posso contare su un gruppo di collaboratori molto bravi, questo ci permette non solo di fare una scelta tecnica in anticipo ma anche di conoscere meglio le persone e di farci conoscere bene. Oggi il Bologna ha dalla sua la capacità di trasmettere agli obiettivi di mercato il suo modo di lavorare e di comportarsi, la filosofia del club e la serietà della proprietà, a cui vanno aggiunti un centro tecnico di alto livello e una città bellissima. Questa estate la nostra forza è arrivata anche dai recenti risultati che ci hanno portato fino al decimo posto, e da un allenatore che ha dato alla squadra un’impronta molto bella, propositiva e aggressiva che è piaciuta tanto. È stato fondamentale il fatto di essere partiti presto con il lavoro di scouting, cosa che ci ha permesso di arrivare su certi obiettivi mesi e mesi prima, oltre come detto di conoscerli bene, perché l’uomo viene prima del calciatore».

Erick, sei già in un grande club – «Questo non lo so nemmeno io, nel senso che purtroppo non dipende da noi perché è l’unico calciatore della rosa che ha una clausola rescissoria nel suo contratto (12 milioni di dollari che diventerebbero 15 se la società che lo richiedesse fosse nei primi 25 posti del ranking UEFA, ndr). La possibilità che parta esiste, ma al momento preferisco sottolineare come sia stata una soddisfazione vedere il ragazzo tornare in anticipo dalle vacanze, salire in Austria solo per tre giorni col sorriso e venire accolto dall’abbraccio di tutti i compagni. Negli ultimi anni lui e gli altri hanno formato un gruppo che noi abbiamo cercato di migliorare e far crescere, dentro e fuori dal campo. Il talento è una componente molto importante del calciatore, ma non bisogna mai dimenticarsi che parliamo di ragazzi che devono maturare e trovarsi bene nel loro ambiente professionale: come dico spesso, la difficoltà non è prendere giocatori bravi ma metterli nelle condizioni di dare il meglio di sé. Fossi in Pulgar, dovesse arrivarmi l’offerta da parte di un top club la valuterei, altrimenti rimarrei qui perché per il livello in cui siamo il Bologna è sicuramente una grande squadra. Riguardo al rinnovo abbiamo dato la nostra disponibilità a parlarne, dovremo aspettare la chiusura del mercato e poi discuterne tutti insieme: Erick sta bene qui e noi saremmo i più felici del mondo se restasse».

No ai prestiti, anche se di qualità – «Se si ha bisogno in un determinato ruolo e si trova un esubero interessante in una big, può essere un’occasione (in studio si parlava dell’operazione Nainggolan-Cagliari, ndr). Io però non amo troppo queste operazioni, da noi non c’è neanche un prestito, meglio costruire una rosa pian piano nel corso degli anni, magari anche senza fare grandi salti come è accaduto nel recente passato ma cercando sempre di patrimonializzare con ragazzi giovani da formare, creando uno zoccolo duro. Ho sempre pensato che un calciatore dia il meglio di sé quando sa di essere di proprietà del club e può iniziare un percorso, mentre un prestito rappresenta sempre un azzardo: se le cose gli vanno bene gioca un po’ per se stesso, se non gli vanno bene è difficile che abbia grandi motivazioni a credere nel progetto, nella maglia che indossa e negli obiettivi della società sapendo che a fine anno tornerà da dove era venuto».

Sinisa, il condottiero di sempre – «Come detto, Mihajlovic per il nostro mercato è stato un valore aggiunto, ma è chiaro che in questo momento la vicenda del mister assume un tono completamente diverso. Di fronte a una situazione del genere, ci è venuto naturale schierarci al suo fianco per sostenerlo e dargli forza in questa battaglia che sta portando avanti giorno dopo giorno con straordinario impeto e carattere. Ci sentiamo quotidianamente, anche stasera abbiamo fatto una riunione in video con tutta la squadra e lo staff: quello che ha più forza e coraggio è lui, come solito Sinisa sta dimostrando di essere un grande uomo, in questo frangente ancora di più. Anche sul piano professionale è stato facile fare una scelta, in primis perché abbiamo fiducia in lui e siamo convinti che tornerà prestissimo a dare il suo supporto anche ‘fisico’ alla squadra, e poi perché sappiamo perfettamente che il suo staff è composto da persone in gamba e molto preparate. La squadra, inoltre, ha reagito con una presa di responsabilità davvero forte: con l’aiuto della società e dei tifosi, i ragazzi riusciranno a sopperire alla mancanza del mister in questo periodo iniziale della stagione. Lui comunque c’è, anche se a distanza c’è sempre».