Bologna a due punte, un ritorno al passato per far tornare i gol

Bologna a due punte, un ritorno al passato per far tornare i gol

Correva l’annata 2014-2015, il Bologna era appena precipitato in Serie B e puntava alla risalita in Serie A affidandosi, sia in società che sul campo, a due coppie durate poco ma alle quali i rossoblù di oggi devono tanto: Tacopina-Saputo e Cacia-Acquafresca. Fu l’ultima stagione in cui il gioco delle coppie funzionò, di lì a qualche mese Joey liquidò Joe e nella fase finale del campionato il binomio tra il cecchino Daniele e la sua fedele spalla Robert si sfaldò. Il tandem offensivo, tuttavia, non scomparve completamente, ma nel girone di ritorno Diego Lopez iniziò progressivamente a preferire al centravanti calabrese Gianluca Sansone, arrivato nel mercato di gennaio e divenuto in seguito uomo-simbolo della promozione.
Fu comunque una delle ultime coppie di attaccanti che il Bologna schierò contemporaneamente, perché Delio Rossi sostituì Lopez senza stravolgere l’impostazione data dall’uruguaiano e mantenne le due punte giusto per la durata dei playoff, ma una volta arrivato in A il mister romagnolo passò alla punta unica, schierandole attorno una serie di esterni o rifinitori come Giaccherini, Mounier e Brienza. Il bomber in questione era naturalmente Mattia Destro, sul quale l’intera piazza nutriva grandi aspettative. In tanti avevano in mente il giocatore messosi in luce a Siena nel 2011-2012, quello in grado di segnare 12 gol in 30 presenze, o il rapace d’area visto a Roma nei tre anni successivi, con 24 reti in 57 presenze.
Sotto le Due Torri Mattia non ha confermato la media gol tenuta fino a quel momento, è sembrato spesso troppo isolato e impossibilitato a reggere da solo il peso dell’attacco rossoblù. E così, in varie occasioni, una parte della tifoseria gli ha mosso critiche pesanti, nate dalla delusione e dal risentimento per quella che hanno considerato una sorta di promessa non mantenuta. Il Destro ammirato in Toscana, però, non aveva mai dovuto fare reparto da solo, era sempre affiancato da giocatori capaci di attrarre su di sé i difensori avversari e aprire varchi, su tutti Bogdani, Calaiò e Larrondo. Un paragone con il Destro giallorosso, invece, rischia di essere ingeneroso, considerando che la grande qualità dei suoi compagni di reparto gli consentivano di battere a rete molto più facilmente di quanto gli sia mai stato possibile a Bologna.
Il ragazzo di Ascoli, per caratteristiche, fatica a costruirsi da solo le occasioni da gol, non è un attaccante alla Signori o alla Di Vaio, per intenderci. Sa essere letale in area di rigore ma ha bisogno di una squadra che giochi per lui e di un partner pronto a fare il lavoro sporco. Quello di Bruno Petkovic, in questo senso, potrebbe essere l’identikit ideale. Alto e fisicamente prestante, piedi buoni, utilissimo per catalizzare le attenzioni dei difensori e concedere quindi a Destro spazi potenzialmente decisivi. Simone Verdi, novello Laribi, potrebbe svariare dietro di loro, ora creandosi ghiotte chance grazie alla sua tecnica sopraffina, ora servendo alle due punte assist preziosi. Riversare ulteriori aspettative su Mattia Destro, dunque, non sembra essere la chiave giusta per accendere il quartultimo attacco della Serie A, meglio aiutarlo a scrollarsi di dosso avversari e pesi superflui. Un ritorno al passato, con la speranza che a tornare siano innanzitutto i gol.

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34 Responses

    1. Nico Gamma

      No, non li ha dati, hai ragione. Ma cosa d’altro ci possiamo aspettare, da, che so, un 442, un 343, oppure un 555 di Oronziano conio? i “Cinni” ormai sono assuefatti al 433 (purtroppo, troppo insistito e mai alternato… di solito un “piano B” esiste sempre)… che fare dunque con ‘sto 433 fasullo come l’oro di Bologna? Perchè, ricordiamolo, il 433, uno dei veri 433, era quello di Ulivieri… E non solo il suo! Cioè 3 punte vere!
      Dai su, coraggio! Il bello deve ancora arrivare, da domenica in poi!
      FORZA, FORZISSIMA BOLOGNA SEMPER!!!

      1. ale 1969

        Nico tu che tsi vec par cumpagna a me, ti ricordi che Ulivieri ha avuto 2 433, quello all’inizio era bell’offensivo, il secondo soccia, eravamo bassi e chiusi dietro e con quel cazzo di lancio lungo sperando che Andersson la pigliasse e con Nervo che doveva fare delle corse sulla fascia che arrivava alla fine sfiatato peggio di Krejci. Un calcio orrendo.

        1. Nico Gamma

          Ricordo ale, ricordo bene. Bello il primo 433. Orrendo, monotono, ripetitivo il secondo. Quel lancio lungo per Kennet (per quanto spesso funzionasse) aveva stracciato i maricones… :-))) Perfettamente d’accordo!

          1. solobfc

            C’è una linea sottile tra credere in un modulo e insistere vanamente, e non tutti gli allenatori la capiscono immediatamente. Ulivieri si era arreso. Donadoni è sulla soglia, secondo me non aveva tutti i torti a insistere ma non è un idiota e inizia a prepararsi ad altro.

  1. Roberz

    Speriamo che i due allenamenti a porte chiuse decisi da Donadoni possano riservarci qualche sorpresa.

  2. rimineserossoblu

    “…Simone Verdi, novello Laribi, …”
    Io se fossi Verdi e mi paragonassero a Laribi mi incazzerei parecchio

      1. Nico Gamma

        D’accordo Simone! Ma le qualità dei singoli le buttiamo giù per la latrina? Dai…

        1. Ma è un modo di dire, nel senso che ora nel posto che fu di Laribi ci sarebbe Verdi, e davanti al posto di Cacia-Acquafresca ci sarebbe la coppia Destro-Petkovic, è solo un modo per ricollegarsi all’ultima volta in cui giocammo con le due punte.

          1. marcello65

            Ragazzi, ma bisogna sempre accapigliarsi per tutto? Era un paragone sul modulo, e Laribi quell’anno in B è stato Verdi e forse anche di più dai, sempre in proporzione eh

    1. MarkusB

      Beh dai anche a Baresi è stato detto di studiare i movimenti di Signorini…

  3. Gaston

    A due punte proprio con la Lazio mi sembra un po’ esagerato.
    Magari due falsi 9…

  4. Arghetto100

    Speriamo venga schierato Destro Petkovic e Verdi dietro di loro, chi sa che Destro non si svegli e capisce come si fa a segnare, ma sono sicuro che l’allenatore farà di tutto per ripresentare il 4-3-3!
    Se poi capisse qualcosa, avrebbe allenato altre squadre invece che solo Parma e Bologna, che differenza fra lui e Gasperini, o con Giampaolo

      1. notturno

        no, ma quelle non contano………..bisogna essere piu’ bravi a fare 57 punti in un annata straordinaria con l’atalanta……..a.ltro che nazionale…….

      2. danteRB

        Forse,l’esperienza di Napoli ,la vorrebbe dimenticare ,anche Donadoni,non credi?

        1. salisbury1951

          Senza dubbio, in ogni modo ls categoria si divide in due categorie, quelli già esonerati e quelli che saranno esonerati?

    1. Piercoln

      Certo che parlare di un giocatore come Donadoni e dire “se capisse qualcosa” ci vuole un coraggio incredibile, oppure una faccia come quello che preferisci. Ma immagino che tu avrai calcato gli stessi campi e vinto anche di più.

      1. Jaques Reveiller

        Donadoni giocatore lo ricordo bene. La piu’ forte ala italiana , con Bruno Conti. Ma non e’ detto che un grande giocatore possa essere un grande allenatore. Guardate Maradona (in negativo) e Sarri (in positivo). Io mi affiderei sempre ad allenatori che non sono stati grandissimi giocatori…penserei possano avere piu’ fame.

        1. Piercoln

          Ma uno ha tutto il diritto di pensare che Donadoni non sia il suo allenatore ideale, ma scrivere che “se capisse qualcosa di calcio” mi pare un azzardo fuori misura. Qui dentro siamo tutti fenomeni: a volte un po’ di senso della misura non guasterebbe.

      2. Arghetto100

        Non bisogna avere calcato gli stessi scenari o vinto come lui per dire che Donadoni non ha fantasia, lui avrà allenato anche la nazionale, a parte che i giocatori erano di livello superiore, ma è un’allenatore che non trasmette grinta, la squadra sta perdendo, vedi allenatori che urlano come dei pazzi, poi magari la propria squadra non reagisce lo stesso, ma almeno ci provano, Donadoni cosa fa per tirare su la squadra quando sta perdendo? niente , gira avanti e indietro per la panchina!
        Io non so sto parlando da giocatore, che concordo benissimo che fosse la migliore ala della serie A e lo vista anche giocare dal vivo, ed era ina gioia per gli occhi, ma sto parlando come allenatore e come tale, non trasmette ne fiducia ne grinta niente di niente!

    2. notturno

      guarda che ha anche allenato una squadretta tipo “la nazionale” italiana tra l’altro facendo bella figura contro la spagna………
      cosi’ solo come precisazione……..

      1. Daniele Guidi

        Sì ma in nazionale aveva giocatori di ben altra levatura ed esperienza rispetto a questi del Bologna

      2. danteRB

        Il problema di Donadoni,e’,che ,ovunque sia stato,anche con la nazionale,non ha pienamente convinto nessuno,da allenatore sembra un’eterna incompiuta,a differenza di quanto era calciatore.Non so ,se,questi limiti, siano dovuti al suo modo di preparare le squadre,a limiti tecnici o caratteriali,ma e’ palese che qualcosa c’e’ che non funziona nel suo modo di fare.Anche Gasperini,non ha mai entusiasmato in precedenza,eppure quest’anno ha trovato la sua dimensione,speriamo che succeda anche per il nostro Dona,speriamo…..

        1. Nico Gamma

          Pienamente d’accordo con te sul Dona. Anche a me non ha mai convinto, ancor di più proprio con la nazionale! Ciao danteRB!!!

    3. Balbo

      Sicuramente è un po testardo con questo 4 3 3 e questo e’ da capire,però va anche ricordato che ha allenato una nazionale agli europei 2008 perdendo ai quarti con la vincitrice del titolo senza subire gol nei minuti regolamentari.Gasperini e Giampaolo non hanno le stesse referenze ,al momento. A me personalmente piace Gasperini poiché al momento credo sia ancora l’unico allenatore che giochi a volte ancora a uomo, modulo tattico che prediligo.

  5. Leo: Los Angeles

    va bene, Laribi non ha il talento di verdi, pero’ quando quel Bologna funzionava, cioè’ il periodo ottobre dicembre, con Buckel in regia e laribi mezzala fantasista, si son viste diverse partite con una media di 7-8 palle goal. Poi ci siamo annoiati quando si e’ rotto l austriaco eccetera.
    Squadra molto intelligente quella fatta da Fusco che magari anche per fortuna si amalgamo’ abbastanza bene, con Caccia buon finalizzatore e quel Zuculini che non dimenticheremo.
    A me non dispiace il modulo a due punte (mobili) con il fantasista. poi pero’ c’e’ più lavoro per gli esterni di centrocampo. ci vuole un carlo nervo, o, appunto, un nuovo Zuculini

    1. Tum_Burus

      Ci siamo annoiati anche perchè arrivò Colui che prima aveva fatto un quinquennale a Vanderborre (che in questi giorni, 29 enne, si è trasferito al Mazembe, in Congo) e mise tutti sul mercato perchè stava per prendere Giovinco, Ilicic(cio) e Pjaca…