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Stiramento al collaterale per Helander, tre settimane di stop

Bologna vittima anche di se stesso, ora bisogna tornare alla vittoria

Passettino dopo passettino, di partita in partita, il Bologna scende in classifica e si ritrova ora tredicesimo. Nessun dramma, certo, ma il rammarico resta tanto, tantissimo. Perché nelle ultime tre giornate i rossoblù avrebbero potuto mettere insieme almeno cinque punti in più, quelli che oggi vorrebbero dire quarto posto in coabitazione col Napoli. Bologna che di bel calcio ne dispensa, Bologna capace di mettere in difficoltà chiunque, ma prima di tutto se stesso. Sì, perché si può accettare il pareggio contro la Lazio, seppur il rigore assegnato ai biancocelesti sia stato un’autentica invenzione, ma in quell’occasione i rossoblù avevano giocato solo per non prenderle, quantomeno nella ripresa. Diversa la faccenda con il Sassuolo, che, soprattutto nella prima frazione, è uscito dal ring come un pugile suonato, graziato da una ‘lecca’ di Torosidis da tre metri che ha impattato la traversa e da altre circostanze favorevoli. Un po’ meglio i neroverdi nella ripresa ma sempre molto timidi e sterili, dinnanzi ad un Bologna che a più riprese è andato vicinissimo al raddoppio. Due volte con Floccari, poi un paio di chance per i centrocampisti e alla fine un grossolano errore di Krejci (sfavorito anche da un rimbalzo irregolare del pallone proprio sul più bello) che grida ancora vendetta. D’un tratto il Sassuolo si trasforma da sterile a cinico e nell’unica occasione vera e propria realizza il gol del pari: immeritatamente, ingiustamente, beffardamente. Così fa male.
E allora si torna al solito discorso: Di Francesco ha un attaccante capace di fare gol e di cambiarti la partita con una sola giocata, lo ha messo in campo apposta. Il Bologna, ora come ora, no. Ne abbiamo parlato e riparlato per tutta l’estate e anche oltre, se manca Destro là davanti nessuno la mette dentro, e ringraziare che c’è un Verdi sopraffino capace di magie e pennellate d’autore. Dispiace, perché con una punta subito pronta a sostituire il bomber di Ascoli in caso di bisogno (posto che Sadiq è un ottimo prospetto), molto probabilmente a questo punto la classifica dei rossoblù sarebbe ancora più bella, nonostante non sia affatto male neanche adesso. A patto però che mercoledì si torni da Verona con un punto o magari tre, perché se si vuole iniziare la scalata verso un decimo posto o quello che è, qualche partita bisognerà tornare a vincerla. Subito. Prima di scendere ancora un gradino più in basso, in attesa della Fiorentina. Sarebbe bello, infatti, poter sognare qualcosa di meglio di un punto in più rispetto alla passata stagione, ne saremmo tutti molto felici.

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