Clima rovente in casa Genoa, la Gradinata Nord contesta Preziosi e invita a disertare Marassi

Clima rovente in casa Genoa, la Gradinata Nord contesta Preziosi e invita a disertare Marassi

Se Atene (ovvero il Bologna, reduce da quattro sconfitte consecutive) piange, Sparta (in questo caso il Genoa, tre pareggi e otto k.o. negli ultimi undici incontri) di certo non ride. Anzi, il clima in Liguria è decisamente caldo, e in queste ore sta andando in scena un braccio di ferro tra tifosi e proprietà. Già l’altro giorno, il primo per Andrea Mandorlini sotto la Lanterna, durante l’allenamento della squadra era stato esposto uno striscione in favore di Gian Piero Gasperini. È invece di ieri una nota firmata dalla Gradinata Nord in cui si fa innanzitutto riferimento ad un incontro avvenuto la scorsa estate con Enrico Preziosi. Nel comunicato si rileva che il presidente «aveva pubblicamente detto determinate cose e purtroppo ne ha fatte altre, tradendo in primis la sua parola oltreché i genoani. Domenica è stato superato il limite. E anche chi scende in campo, che da noi ha sempre avuto il sostegno incondizionato, ci ha tradito, disonorando nel modo più subdolo la nostra maglia. Questo non lo possiamo accettare».
Da qui l’invito: «Chiediamo a tutti quelli che hanno il Genoa nel cuore un sacrificio grande, forte e forse doloroso. Ma che deve essere il nostro modo di dire basta. Chiediamo a tutti i tifosi genoani di non andare allo stadio, di non entrare, di non appendere striscioni. Non dare un segnale ci renderebbe complici di questa vergogna. Al momento questa è una scelta limitata all’incontro di domenica, ma è il nostro modo civile di ‘urlare’ che pretendiamo rispetto. Vorremmo che questo messaggio fosse chiaro a tutti, dal presidente, primo responsabile della situazione attuale, all’ultimo dei giocatori in rosa». I tifosi genoani hanno anche una richiesta per lo stesso patron ligure, ovvero quella di cedere il club: «Contestualmente alla salvezza del Genoa, annunci il nome dell’advisor che sarà incaricato di trattare la cessione del Genoa 1893 insieme con le sue dimissioni da presidente, con un gesto che verrebbe apprezzato perché simbolico di una volontà di liberare il volo del Grifone verso traguardi meno umilianti degli ultimi prospettati».
Questa mattina è arrivata la risposta dello stesso Preziosi, in partenza per l’Oriente per motivi di lavoro: «Rispetto le opinioni ma non le condivido. In questo momento così difficile dovrebbero stare vicini alla squadra, perché quello che conta è tirarci fuori da questa situazione. Comunque meglio così piuttosto che una contestazione durante la partita. Ora conta la salvezza, poi verrà il momento dei processi. Di certo non mi dimetterò, perché sarebbe solo un inutile atto formale e poi non è mia abitudine abbandonare la barca in difficoltà. Anzi, stiamo già lavorando per la prossima stagione». La conclusione è riservata all’ipotesi di cedere il club: «Finora si sono presentati solo mendicanti, gente che chiedeva a noi invece di mettere sul tavolo le risorse necessarie per prendersi il Genoa. Aspetto qualche genovese genoano, gli farò anche un bello sconto. Chissà perché, però, qui i presidenti arrivano sempre da fuori…».