Sempre e Comunque
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Cos’è cambiato in poco più di un anno? Qualcosa è stato sbagliato

«Presto il Bologna lotterà per vincere lo scudetto». Parole e convinzioni di Giuseppe Marotta non più di un anno fa, sposate in seguito da altri personaggi illustri del calcio italiano come la famiglia Della Valle. Tutti erano certi del potere acquisito dal club felsineo con l’arrivo di un personaggio illustre e importante come Joey Saputo, fra i trecento uomini più ricchi al mondo. Era opinione diffusa quella di un Bologna pronto a riprendersi il posto tra le grandi lasciato vacante da anni. Cos’è successo in questo anno e mezzo? Un organigramma di indiscusso valore è andato via via diradandosi, le luci dei riflettori si sono dirette altrove e l’anonimato è tornato nuovamente di casa nostra.
Lo abbiamo scritto giorni fa, un po’ dell’entusiasmo iniziale è venuto a mancare, con i tifosi che proprio in queste ore stanno rendendo noto via Web il loro malcontento. Diverse cose sono state sbagliate se per fare mercato si è costretti a doversi privare immediatamente di un giovane talento appena diciottenne, e se molto probabilmente non verrà acquistato Giaccherini, il giocatore più forte e rappresentativo della squadra. Questi sono segnali negativi che la piazza percepisce immediatamente. È vero che lo scorso mercato allestito da Pantaleo Corvino è stato dispendioso economicamente, e anche per questo motivo Saputo ha stretto i cordoni della borsa, ma gli errori commessi non sono stati solo degli allenatori o della squadra, gli errori commessi partono dalla società e scendono giù a cascata.
Non vogliamo ancora una volta elencare i fatti, ormai risaputi e sotto gli occhi di tutti, sarebbe tanto noioso quanto antipatico. Siamo anche consapevoli che il nostro pensiero possa non far piacere, pur non essendo un atto di irriconoscenza verso chi ha salvato un club che si stava incamminando verso il secondo fallimento della sua centenaria storia, ma siamo altresì convinti che sia doveroso esporre la verità, specialmente se diversa da quella che ci si poteva aspettare.
Saputo ha promesso una crescita graduale, un po’ come era nelle idee di Renato Dall’Ara. Mai una cessione dei pezzi da novanta, ma solo l’innesto, anno dopo anno, di ulteriori tasselli capaci di migliorare il livello della rosa. Lasciando partire Diawara e Giaccherini non si invia il giusto messaggio alla tifoseria, a meno che non si proponga un nome nuovo capace di riaccendere la fiamma della passione. Il popolo rossoblù risponderà comunque presente, ne siamo certi, perché il Bologna è una fede che va seguita sempre e comunque (è stato così nei campetti di periferia, con la neve, con la pioggia, con il solleone, con grandi sacrifici economici e con spostamenti in lunghe trasferte), ma in questo momento sarebbe sciocco nascondere un ridimensionamento del progetto. Starà al nuovo d.s. Bigon e al suo staff rispondere alle richieste di Fenucci, ovvero migliorare la classifica della passata stagione. Impresa complicata quando hai a disposizione un budget limitato e, per effettuare operazioni di una certa consistenza, sei costretto a privarti dei giocatori più importanti.

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