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Diamanti: “Bologna partita speciale, ora però guardo al Palermo”

Non è il primo incrocio da ex in assoluto: quello c’era già stato il 20 marzo scorso, con tanto di gol nel 2-0 con cui l’Atalanta, a Bergamo, aveva battuto il Bologna. Il prossimo 20 novembre, però, Alessandro Diamanti tornerà per la prima volta da ex al Dall’Ara. In rossoblù il fantasista ha giocato dal 2011 al gennaio 2014, totalizzando 19 gol in 83 presenze prima dell’addio per l’avventura in Cina.
Tra poco più di una settimana Diamanti tornerà dunque al Dall’Ara e oggi è intervenuto in conferenza stampa a Palermo. «Bologna una partita particolare? Io guardo al Palermo, per me però è sicuramente una partita speciale. Torno al Dall’Ara dopo tre anni − sono le sue parole – e sarà una gara ricca di emozioni. Si è parlato tanto del mio addio al Bologna, non ho più voglia di fare polemiche e riaprire queste cose: basta». Spazio dunque soprattutto al presente e ai rosanero: «La prima qualità che serve per non retrocedere è lottare su ogni pallone come fosse quello decisivo, la seconda è non abbattersi in caso di sconfitta, perché può capitare di perdere una, due, tre partite consecutive, ma non bisogna abbassare la testa. Ogni domenica si rigioca e c’è la possibilità di avere indietro quello che ti hanno tolto. La vittoria? Serve vincere, ma non c’è una ricetta, bisogna semplicemente dare di più».
Diretto, come sempre, anche sul gol che manca: «Io vivo tutto con estrema positività, cosa dovrei fare? Abbasso la testa perché non segno? Ovviamente dispiace. In passato è sempre arrivato, spero accada il più presto possibile, soprattutto per l’ambiente che non vede l’ora di festeggiare con me e può essere utile per far punti. Io però voglio essere utile alla squadra, il resto viene da sé. Tutti sanno qual è il mio ruolo, ma se il mister ha bisogno che io giochi da esterno non c’è problema, credo ciecamente nel nostro mister e se ha bisogno che io giochi lì lo faccio».
Il fantasista ha parlato anche dell’aspetto psicologico che sta complicando il cammino dei rosanero: «La preoccupazione rende le persone più concentrate, ma dispiace che non arrivino punti, facciamo dei piccoli errori che ci costano la partita, non parlo di reparti, ma di tutta la squadra. Quando vinciamo lo facciamo insieme, così come quando perdiamo. Questi piccoli dettagli li stiamo pagando cari. Ho passato altri momenti così in carriera, vedo che quando sbagliamo paghiamo sempre, anche il più piccolo errore: sono cose che succedono. Però non dobbiamo abbassare la testa, senza pensarci troppo, dobbiamo solo lavorare e vedo che lo facciamo molto bene, ma poi la domenica bisogna metterci la stessa felicità ed entusiasmo con cui ci alleniamo ed essere meno preoccupati. Esserlo va bene, però la domenica giochiamo ed è la cosa più bella del mondo. È inutile allenarci al massimo ogni settimana se poi in partita vai in campo con la paura».