Diawara, il figlio ribelle torna a Bologna: come lo accogliera il Dall'Ara?

Diawara, il figlio ribelle torna a Bologna: come lo accogliera il Dall’Ara?

Stadio San Paolo, notturna, 17 settembre 2016. L’estate del tormentato rapporto tra Amadou Diawara e il Bologna non è così lontana. Le polemiche, il centrocampista che non si fa trovare ma invia certificati medici, tutto il ritiro saltato in attesa di lasciare le Due Torri. Arriva il passaggio al Napoli e quel 17 settembre è la prima occasione in cui il ragazzo ritrova il Bologna. Le telecamere immortalano il saluto – ci scappa anche qualche sorriso e una pacca sulla spalla, perché forse è inutile rivangare i veleni – con il tecnico Roberto Donadoni e qualche ex compagno. Da allora, per il giovane guineano, un po’ di panchina nel primo periodo in azzurro, poi qualche chance in più, al punto che i riflettori tornano ad accendersi. Sono le settimane in cui si parla dei 40 milioni offerti dal Tottenham e rispediti al mittente dal club di Aurelio De Laurentiis, e in cui Diawara torna ad essere definito ‘golden boy’, apprezzato all’ombra del Vesuvio per quelle doti sul campo che a Bologna avevamo imparato ad apprezzare lo scorso anno.
Nelle ultime settimane la luce dei riflettori sembra essersi un po’ affievolita, e per il centrocampista c’è stata qualche altra gara passata ad osservare i suoi compagni. Sono 10, sinora, le presenze totalizzate con la maglia dei partenopei. Sabato sera ritornerà al Dall’Ara, e insieme a lui quell’Emanuele Giaccherini che sembrava sul punto di lasciare Napoli in questa sessione di mercato, ma alla fine rimasto alla corte di Maurizio Sarri almeno fino alla prossima estate, quando c’è da attendersi che il discorso sul suo futuro si riaprirà. Appena 9, sinora, i gettoni del fantasista di Talla, costretto ad una spietata concorrenza con i vari Hamsik, Callejon, Mertens e Insigne.
È praticamente certo che Amadou non troverà alcun cartello di bentornato allo stadio, ma per sapere con precisione che tipo di accoglienza riserverà il popolo rossoblù al suo figlio ribelle bisognerà attendere ancora tre giorni. Tra i tifosi c’è chi è dell’idea che qualche fischio comunque non mancherà, e chi invece sostiene che in certi casi la soluzione migliore è sempre l’indifferenza. Nel dubbio, una certezza c’è: in campo, sinora, le occasioni per rimpiangerlo non ci sono state.

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