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Disillusione e minimalismo

Disillusione e minimalismo

L’ennesima mazzata, di quelle che ti fanno male, tanto male. Più al morale che alla classifica. L’ennesima mazzata, dopo anni di mazzate. La squadra è quella che è, il tecnico ci sta mettendo del suo ma non è il principale colpevole. Sento dire di scelte sbagliate da parte di Donadoni in sede di mercato. Non ci si provi, Donadoni chiedeva altri giocatori, in primis tra tutti un difensore e un attaccante di esperienza. Il mercato non è stato fatto secondo le sue direttive. Si può parlare di Donadoni aziendalista, se l’è fatto andar bene, ma questo organico non è farina del suo sacco.
Con tanta onestà si deve avere il coraggio di analizzare la situazione per quella che è. Si vivacchia. Si vivacchia in Serie A in attesa di poter rimettere in sesto il vecchio Renato Dall’Ara, o perché no, se troppo dispendioso in termini economici, costruire una nuova casa rossoblù. Si vivacchia, non c’è un progetto, o meglio, il progetto comincerà solo allora. Non è disfattismo, è la realtà delle cose. Si cercano giovani di prospettiva, il migliore verrà ceduto perché Saputo ad oggi vive il Bologna come fosse il Montreal Impact. La differenza tra queste due realtà è che in MLS non retrocedi, in Italia se non trovi il Pescara o il Crotone di turno, sì.
Leggo e sento di un campionato già deciso. Non è così, attendiamo di sapere come andranno questi due match. La pochezza delle ultime quattro è sotto gli occhi di tutti, come sotto gli occhi di tutti c’è un Bologna che in questo momento faticherà non poco ad averne ragione. Un pensiero anche per Mattia Destro, che tanto abbiamo caldeggiato, sperato e sognato potesse vestire la maglia rossoblù. È vero che giocare in questa squadra non aiuta, ma è altrettanto vero che l’attaccante di Ascoli Piceno, ad oggi, è una grande delusione. In campo ciondola, spesso sembra insofferente, indolente. Mattia datti una mossa. Perché ora vali questo Bologna.
La sostanziale differenza tra le precedenti proprietà e quella attuale sta nel piccolo particolare che i conti sono a posto. Il tifoso però non è un commercialista. Il tifoso ringrazia, il tifoso ama Joey Saputo, ma il tifoso quanto il magnate canadese è arrivato sotto le Due Torri, non si aspettava di dover lottare anno dopo anno per non retrocedere, non questa volta. Ci sarà sempre qualcuno che troverà il modo di rimproverare la più piccola critica a questa società, ma diventano sempre più coloro che si stanno deprimendo, infervorando, avvilendo. È un fatto che non deve passare inosservato. Ognuno di noi ha una reazione diversa, da tifoso. Chi difenderà sempre a spada tratta società e squadra, chi invece alzerà i toni pretendendo di più.
La squadra non va, è quintultima, i poteri forti del Bologna FC non fanno altro che ricordare come non ci siano soldi e come ci si debba accontentare di un punticino in più, per giunta festeggiandolo e se si festeggia un punto in più, se si sottolinea come sarà dura, è evidente che la squadra messa in pista sia davvero poca cosa. Meno parole, più fatti. Sul campo e fuori dal campo. I tifosi la loro parte la fanno sempre. Ci sono sempre. Incitano sempre. Soffrono sempre. Ma non hanno l’anella al naso. Vedono. Capiscono. Traggono le loro conclusioni.

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