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Niente alibi, solo cronaca: tutti gli errori arbitrali che hanno danneggiato il Bologna

Donadoni sbotta, non va bene stare sempre zitti. Tra sfortuna, errori e torti arbitrali, il Bologna scivola sempre più giù

Siamo ancora qua, a lamentarci dell’ennesimo arbitraggio che penalizza il Bologna, in una partita che sembra il rewind del match con il Genoa. Detto che il fallo da rigore di Gastaldello (ennesima grave disattenzione per un giocatore della sua esperienza) su Kalinic è causato da un leggerissimo tocco sull’attaccante croato, che poi si lascia cadere a terra come tarantolato, siamo amaramente impotenti spettatori di continui torti arbitrali, nel silenzio sempre più assordante del club.
Contro la Fiorentina, due episodi su tutti: il fallo di Borja Valero su Verdi che obbligherà poi il fantasista di Broni ad abbandonare il campo (e per chissà quanto tempo non sarà più disponibile) e la clamorosa entrata con piede a martello sulla caviglia di Mbaye, gentilmente concessa da Badelj. Come si può notare dalla foto che abbiamo volutamente inserito, trattasi di intervento killer, da rosso diretto. Il labiale di Valeri però è eloquente: «Palla». Tanti, inoltre, i cartellini gialli sventolati nel corso della gara sotto il naso dei padroni di casa, il nulla o quasi per una Fiorentina che nella ripresa ha comunque faticato (e picchiato) nonostante la superiorità numerica.
Andando indietro ricordiamo la doppia espulsione con il Genoa (la prima ammonizione a Gastaldello priva di senso), il rigore inesistente concesso alla Lazio al 96’, le botte del Chievo, i penalty negati a Verdi e qualche giornata prima a Destro, per poi giungere alla stretta attualità. La Curva Bulgarelli, compresa subito la situazione, aveva esposto uno striscione che recitava così: «Arbitri vergogna, Fenucci difendi il Bologna». Già, Fenucci. Cosa aspetta l’amministratore delegato prima di farsi sentire? Tra sfortuna, errori e torti arbitrali, la classifica ora dice quindicesimo posto, e alle porte una Roma che difficilmente concederà qualcosa.
Dallla sesta posizione, appunto, alla quindicesima, nonostante San Saputo (sempre sia lodato) la musica non è cambiata: si soffre e ci si arrabbia. In attesa di tempi migliori (occorrerà un decennio, ripete lo stesso chairman), in società si facciano sentire, perché Bologna merita rispetto. Lo stesso Donadoni ha perso la proverbiale calma che lo contraddistingue, perchè a tutto c’è un limite: «Sono davvero stanco, non va bene stare sempre zitti, questa non è la prima volta che veniamo penalizzati. Sto cominciando a pensare che la nostra correttezza nei confronti degli arbitri non paghi, vedo valutazioni sempre molto severe nei nostri confronti, mentre falli analoghi da parte degli avversari non vengono sanzionati con lo stesso metro». Possibile sia costretto ad alzare la voce il tecnico e non chi di dovere?

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