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Nascondere la testa sotto la sabbia

È un Bologna quadrato ma che non vince da più di un mese

Il Bologna non sa più vincere, ma mai come in questo caso c’è anche il rovescio della medaglia. Sì, perché la squadra di Roberto Donadoni pare ormai essersi assestata, e grazie al terzo pareggio consecutivo si allontana anche l’ultima sconfitta, arrivata contro il Genoa il 2 ottobre e per i molteplici motivi che tutti conosciamo. Risale invece al 21 settembre, quindi a più di un mese fa, l’attimo fuggente dei tre punti: quel giorno i rossoblù si imposero per 2-0 sulla Sampdoria con reti di Verdi e Destro.
Dicevamo, Bologna che pare essersi assestato e di fatto divenuto un osso duro per tutti. Tre le trasferte e altrettanti i pareggi: a Milano contro l’Inter (1-1), a Roma contro la Lazio (1-1) e appunto ieri a Verona contro lo scorbutico Chievo di Rolando Maran (ancora 1-1). Mancano però dei punti all’appello. Probabilmente almeno uno con il Genoa, perché se il match fosse proseguito in undici contro undici non sarebbe mai terminato con il successo dei liguri, due contro la Lazio per via di un rigore inesistente concesso ai padroni di casa al 96’ e poi trasformato da Immobile, e per finire il pari interno con il Sassuolo di Eusebio Di Francesco, che fino alla rete di Matri aveva visto i classici sordi verdi.
Con i ‘se’ e con i ‘ma’, però, non si va avanti, adesso per rilanciarsi occorrono tre punti pesanti contro una Fiorentina in evidente difficoltà, non tanto a livello di singoli quanto piuttosto di collettivo. Perché i risultati, come detto, danno ragione a Donadoni, ma continuando di questo passo si potrebbe iniziare a scendere un po’ troppo in classifica, e visto il livello non eccelso di questa Serie A sarebbe davvero un peccato. È ora di dare un senso compiuto a questo campionato finché il tempo lo permette, prima che si crei una forbice di punti troppo ampia da sanare tra i rossoblù e le prime dieci.

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