“Sono tornato Giaccherinho”. E il suo futuro è ancora tutto da scrivere

La domanda a questo punto è la seguente: e adesso? Quanto, quel gol che ha inaugurato l’Europeo dell’Italia e dato il via al successo sul Belgio, inciderà sull’eventuale permanenza di Giaccherini a Bologna, in una trattativa già di per sé non semplice? In attesa delle risposte, oggi Giaccherini si è preso i titoloni dei giornali e gli elogi, fiumi di inchiostro a raccontare di una classe operaia che va in paradiso e di come se sai soffrire puoi anche essere ripagato.
Ritorna d’attualità lo scontro con il portiere del Bibbiena che gli è costato l’asportazione della milza e tre somministrazioni di vaccini all’anno. Gli anni di Cesena, quando ha pensato anche di smettere, quelli alla Juve, stimato e apprezzato da Conte ma non da tanti altri, l’addio ai bianconeri per il Sunderland, il ritorno in Italia, a Bologna, per ritrovare se stesso e la Nazionale. Doppia missione compiuta, ma adesso più che mai del doman non v’è certezza. «L’agente Furio Valcareggi – aveva detto nei giorni scorsi l’a.d. rossoblù Claudio Fenucci – è stato il primo contattato da Riccardo Bigon» anche se ora l’interesse di Torino, Fiorentina, Lazio, Inter, e perché no, del Chelsea di Conte, sta diventando sempre più concreto. A tutto ciò bisognerà aggiungere un Europeo da protagonista che di certo non invoglierà il Sunderland a fare sconti sul cartellino.
Nessun riferimento al suo domani nelle parole di Giaccherini al termine del match: «Il mio stop è stato fantastico – ha detto Giak, al quarto gol azzurro – e così quando mi è arrivata quella palla di Leo ho capito che non potevo fallire, perché il c.t. mi aveva detto che avessi sbagliato ancora un gol come contro la Scozia mi avrebbe fatto tornare a piedi. Dedico questa rete, e la vittoria, a mio nonno, che mi ha sempre seguito fin da quando ero piccolo. È scomparso qualche anno fa, penso che vegli su di me anche adesso. Questa è stata una giornata fantastica, con i miei genitori in tribuna. Ho regalato la maglia a mio padre per ringraziarlo di tutti i sacrifici che ha fatto per me. Sono felice anche per tutta l’Italia. Sapevamo di essere sfavoriti, però Conte ci ha sempre ripetuto che deve essere il campo a parlare, e stavolta il campo ha parlato: abbiamo vinto noi. Adesso posso dire che è tornato Giaccherinho. Spero che prove del genere possano far innamorare gli italiani, quando indossiamo la maglia azzurra portiamo tutto il Paese con noi. Non sappiamo come andrà a finire, se usciremo presto o se arriveremo fino alla fine, ma state sicuri che vedrete sempre una squadra avvelenata nella ricerca del risultato. Non siamo una sorpresa, ce la possiamo giocare con tutti. Il Belgio è una squadra veramente brava, ma noi abbiamo la difesa più forte dell’Europeo. Le vittorie più belle, in fondo, sono le più sofferte. Guai ad abbassare la guardia, proprio adesso. Giocare contro la Svezia sarà dura, forse sarà più difficile trovare spazi, però state tranquilli che l’Italia ancora una volta non vi deluderà».
Tornando sulla rete, stop delizioso e piatto destro di precisione, Giaccherini ha rivelato che «non è un caso, questa è una giocata che proviamo spesso in allenamento». La conferma arriva dall’assistman Bonucci: «Cose che provi sul campo. Quando vengono non si può che essere orgogliosi, è il risultato di tutto ciò che facciamo durante gli allenamenti. Poi Giaccherini è stato meraviglioso con un controllo perfetto, da fenomeno». Da Giaccherinho.

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