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Federico, Mattia e Umar, quando il gol è di rapina

Una volta si chiamavano ‘gol di rapina’, oggi siamo soliti usare espressioni come ‘tocco da sottomisura’ o anglicismi come ‘tap-in’. In qualunque modo li si voglia definire, stiamo parlando di quei colpi più o meno fortunosi tipici dei bomber d’area di rigore, di quelle reti segnate con astuzia, opportunismo e tempismo perfetto. Alla Pippo Inzaghi, per intenderci. Ebbene, osservando il reparto offensivo del Bologna 2016-2017 si può notare come questa importante dote sia piuttosto diffusa tra gli attaccanti a disposizione di Roberto Donadoni. Tre nomi su tutti: Mattia Destro, Federico Di Francesco e Umar Sadiq.
Cominciamo dall’ultimo arrivato, il ragazzone nigeriano classe 1997 che tra lo scorso campionato di Serie A con la Roma e la recente Olimpiade di Rio con la sua Nazionale ha già fatto capire di possedere una sorta di calamita per i palloni vaganti a pochi passi dal portiere. Palla al centro e lui c’è, sempre. Anche quando sembra in ritardo, anche quando il suo marcatore sembra avere la situazione sotto controllo, una zampata felina e poi via ad esultare. Vogliamo azzardare un paragone molto forte solo e soltanto per descrivere le sue movenze e le sue caratteristiche? Un David Trezeguet in erba, probabilmente più veloce e più abile in campo aperto.
Discorso simile per il 22enne figlio d’arte ex Lanciano, che centravanti non è ma che la porta la vede, eccome se la vede. B, A, Under 21, la categoria o il tipo di partita non sembrano toccarlo più di tanto, anzi, più l’asticella si alza e gli stimoli aumentano, più lui si esalta. Negli ultimi giorni è stato descritto come una sorta di mostriciattolo con il sangue negli occhi e la bava alla bocca, per mettere in risalto il suo incredibile furore agonistico e la sua straordinaria voglia di gettarsi su ogni pallone e di spaccare la rete, e in effetti il giovane Federico è proprio così. Di punta, di piatto, di tacco, che siano pochi centimetri per girarsi o pochi minuti a sua disposizione, la piccola sentenza abruzzese li sfrutterà al massimo, potete starne certi.
Dulcis in fondo, il goleador principe, il numero 9 col numero 10 sulla maglia. Un po’ piu grande, più maturo, più famoso degli altri due, ma con dei margini di miglioramento ancora notevoli. Se non sei forte, molto forte, a 25 anni non ha già segnato 50 gol in A. Per dirla tutta, sotto le Due Torri il Destro ‘rapinatore’, quello che in giallorosso chiuse la stagione 2013-2014 con la miglior media realizzativa in assoluto (0,65, 1 gol ogni 93 minuti), si è visto poco, nel senso che fin qui è andato a segno soprattutto grazie a giocate pregevoli, preparate, non fortunose, nello stile dei suoi celebri predecessori Marco Di Vaio e Beppe Signori. Al di là dell’infortunio al piede che lo ha indiscutibilmente penalizzato, tenendolo ai box per diversi mesi, forse quel qualcosa in più che ci si aspetta da Mattia è proprio questo, il guizzo di chi sa sempre farsi trovare nel posto giusto al momento giusto e risolvere ogni problema, quei tocchi sporchi che da quota 10 possono portarti a quota 20 senza nemmeno rendertene conto. E farti volare, a braccetto col Bologna.
E allora cari Krejci, Verdi, Mounier, Donsah, Rizzo e chissà, nel prossimo futuro anche Cerci, munitevi dei vostri migliori cambi di passo, dribbling e cross, non smettere mai di buttare quella dannata sfera nel mezzo, perché se i tre giovani ‘lestofanti’ rossoblù decideranno di abbassare il passamontagna per i difensori e i portieri avversari non ci sarà scampo, potranno solo alzare le mani e arrendersi.

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Foto: LaPresse