Fenucci:

Fenucci: “Su Dzemaili Saputo è stato chiaro. Verdi? Puntiamo a trattenere i nostri talenti”

Intercettato a margine della consegna ufficiale del primo defibrillatore donato dal Bologna al Comune per gli impianti sportivi (in totale saranno venti), questa mattina l’amministratore delegato rossoblù Claudio Fenucci ha risposto ad alcune domande sui temi di stretta attualità. Ecco le sue principali dichiarazioni:

Il futuro di Dzemaili – «Credo che a suo tempo il presidente sia stato chiaro con i tifosi del Montreal, adesso stiamo verificando che spazi ci possono essere per trattenerlo ma penso che la destinazione sarà quella fissata inizialmente, quando è stato stipulato il suo contratto».

Metà Bologna in giro per il mondo – «In questi giorni, con la rosa molto ridotta, il lavoro di Donadoni è più complicato, ma il fatto di fornire tanti giocatori alle Nazionali è una grande soddisfazione per il club».

Di nuovo un rossoblù in azzurro – «Ci auguriamo di fornire anche altri giocatori alla nostra Nazionale oltre a Verdi, speriamo ad esempio che Mattia (Destro, ndr) trovi quella continuità di prestazioni necessaria per tornare nuovamente in azzurro, e insieme a lui anche altri ragazzi che hanno le potenzialità per riuscirci».

Il rinnovo di Verdi e il mercato estivo – «Ora pensiamo solo a finire bene la stagione, a fare il meglio possibile e a fornire una serie di prestazioni che facciano divertire il nostro pubblico. Come ho ripetuto spesso, c’è tempo per parlare di rinnovi e altre tematiche di mercato, non è un discorso urgente. L’obiettivo della società rimane comunque quello di trattenere a Bologna il più possibile i ragazzi di talento per costruire la base del nostro futuro».

La spaccatura in Lega – «In una riunione finita in modo un po’ traumatico, per così dire, sono stati comunque fatti dei passi avanti. Fra le medio-piccole c’è stata convergenza su alcuni temi importanti per l’organizzazione della Lega, come la nomina di un presidente di garanzia e di un amministratore delegato che si occupi della commercializzazione del prodotto, e la possibilità che come consiglieri federali non siano nominati solo i rappresentanti dei club. Quando però si vanno a toccare elementi già presenti, come la ripartizione dei diritti televisivi, nascono conflittualità con le grandi. Sui temi generali il confronto deve essere riaperto, le medio-piccole vogliono avere risorse che rendano il sistema scalabile, oggi invece si guarda solo al bacino d’utenza. La nostra intenzione è quella di distribuire una parte di queste risorse su base meritocratica, per dare l’opportunità ai club di avere un ritorno adeguato se si ottengono risultati sportivi importanti».