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Fenucci risponde a Preziosi:

Fenucci risponde a Preziosi: “Nessuno getti ombre sulla storia del Bologna”

L’amministratore delegato del Bologna Claudio Fenucci, attraverso il sito ufficiale del club rossoblù, è intervenuto in merito all’articolo Il Genoa e Preziosi a caccia della stella: “Faremo ricorso per lo scudetto del 1925”, pubblicato oggi dalla Gazzetta dello Sport. Ecco le sue dichiarazioni:

«Di fronte alle richieste, che periodicamente vengono avanzate da più parti, di ridiscutere l’assegnazione di alcuni campionati precedenti all’istituzione del girone unico, il Bologna ha sempre mantenuto un atteggiamento di grande rispetto nei confronti degli organi federali. Nonostante l’assidua e meritoria opera di sensibilizzazione e conservazione della memoria storica svolta negli anni da associazioni di tifosi come Percorso della memoria rossoblù, Centro Bologna Clubs, Comitato per l’Ottavo Scudetto e Futuro Rossoblù, abbiamo sempre evitato di reclamare pubblicamente, in sedi non opportune, l’assegnazione del titolo del 1927 in base all’elementare principio dello sport che vuole premiato il secondo classificato in caso di declassamento del primo: quello scudetto risulta ancora oggi revocato al Torino per illecito (confessato dal dirigente responsabile in sede di giustizia sportiva e riconosciuto anche dalla sentenza di un tribunale penale ordinario nel gennaio 1928) e mai assegnato al Bologna che arrivò secondo. Pur essendo questo un caso che non comporterebbe la riapertura di un procedimento (operazione giuridicamente ardua a distanza di quasi un secolo dai fatti e in assenza della maggior parte dei documenti ufficiali del periodo), ma la semplice applicazione di un principio immutabile di ogni competizione sportiva, abbiamo sempre ritenuto più opportuno e corretto rivolgerci direttamente alle istituzioni competenti, nel rispetto delle priorità della Federazione e senza fare pressioni a mezzo stampa.
Dispiace perciò leggere oggi sulla Gazzetta dello Sport, direttamente dalla voce del presidente del Genoa Preziosi, l’annuncio di un ricorso per la riassegnazione del titolo di campione d’Italia del 1925. Quello scudetto, il primo della nostra storia, fu vinto legittimamente dal Bologna dopo cinque finali di Lega Nord col Genoa e dopo la finale nazionale, in gare di andata e ritorno, con l’Alba Roma, vincitrice della Lega Sud. Il Genoa annuncia di pretendere l’assegnazione del titolo ex aequo citando una serie di episodi assolutamente non acclarati e già in passato oggetto di versioni contrastanti da parte dei diversi testimoni. Ma quel che costituisce una vera e propria aberrazione giuridica è la pretesa di assegnazione di un titolo in base alla contestazione di episodi che si riferiscono non alla finalissima nazionale, ma a quella della Lega Nord, che di fatto era una semifinale. La finale evidentemente viene considerata un dettaglio trascurabile.
Siamo convinti che argomenti così complessi e lontani nel tempo non possano essere affrontati in maniera semplicistica e demagogica. Soprattutto non possiamo accettare che la tentazione, oggi molto diffusa, di riscrivere l’Albo d’Oro del calcio italiano porti a gettare ombre sulla storia del Bologna».