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Fenucci: “Seguiremo le indicazioni di Inzaghi per capire se tornare sul mercato. Non ci sono alternative al restyling del Dall’Ara”

Questa mattina, nella splendida cornice del Rifugio Pastascoss di Madonna di Campiglio, si è tenuto un pranzo organizzato dall’APT locale, a cui hanno partecipato l’amministratore delegato del Bologna Claudio Fenucci, il direttore sportivo Riccardo Bigon e i giornalisti presenti al seguito della squadra rossoblù. Al termine, l’a.d. rossoblù ha rilasciato alcune dichiarazioni:

Tra ritiro e mercato – «Le cose stanno andando come avevamo immaginato, la squadra lavora sodo e Inzaghi è soddisfatto. Credo che altri interventi per rinforzare la squadra ci potranno essere, ma prima attendiamo il rientro dei nazionali. Quello di laterale destro è un ruolo dove adesso abbiamo Rizzo e Krafth, seguiremo comunque le indicazioni dell’allenatore per capire se sarà necessario tornare sul mercato».

Fiducia e abbonamenti – «Il senso di responsabilità verso i tifosi c’è sempre stato, anche nei momenti più difficili loro ci sono sempre rimasti vicini. Diciamo che si è concluso una sorta di primo ciclo triennale, e l’entusiasmo che si è creato attorno a Inzaghi ci fa molto piacere, adesso sta a noi non deludere le aspettative. Il prossimo campionato sarà più difficile, vista anche la presenza di neopromosse maggiormente strutturate per questi livelli, il nostro obiettivo sono i 40 punti per poi guardare più in alto: le premesse per riuscirci ci sono tutte».

Nuovo Dall’Ara, ci siamo? – «Ne stiamo parlando con l’amministrazione, il 24 luglio avremo il tavolo tecnico in cui manifesteremo la nostra volontà di procedere con la realizzazione del progetto. Ci manca ancora il dato certo sul costo complessivo dell’operazione, che è variato dopo la decisione di avvicinare al campo dopo le tribune e di ristrutturare per fasi restando a giocare a Bologna, ma stiamo rispettando tutte le scadenze e continueremo a farlo. Ritengo sia fondamentale essere informati su come si stanno ristrutturando gli impianti sportivi in giro per il mondo, l’Italia è l’unico Paese dove non ci sono interventi pubblici ma si procede grazie a capitali privati, e in tal senso le operazioni compensative sono fondamentali. Sul percorso politico non posso dire nulla, deciderà l’amministrazione, anche se al momento alternative a questo progetto non ce ne sono».

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