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Fenucci: “I tempi per la ristrutturazione dello stadio verranno rispettati”

Questa mattina, presso la sala dello Stabat Mater all’interno della biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna, si è tenuta la tavola rotonda ‘La grande illusione della pace: il Bologna FC e la coppa del 1937’. In apertura è intervenuto Claudio Fenucci, che ha sottolineato la necessità di uno sforzo collettivo che renda lo sport un canale attraverso cui diffondere messaggi positivi e inclusivi, argomento di strettissima attualità visti i recenti fatti di discriminazione razziale che hanno visto coinvolta una frangia di ultras laziali. L’a.d. rossoblù è poi passato a commentare quanto avvenuto sul campo, dove i rossoblù hanno perso due partite di fila ma hanno mostrato segni di miglioramento rispetto all’anno scorso, in attesa del match di sabato sera all’Olimpico di Roma. Per finire qualche battuta anche sui singoli, da Palacio a Destro passando per Di Francesco, per cui la sfida contro la Roma di papà Eusebio avrà ovviamente un sapore molto particolare.

L’importanza della memoria – «È importante conservare la memoria di un periodo storico in cui il calcio era ancora romantico e il Bologna era una delle squadre più importanti di quel panorama. Avere avuto Arpad Weisz come allenatore ci consente di mantenere salda la memoria di quell’epocale tragedia che fu l’Olocausto, del quale lo stesso Weisz fu una vittima».

Un Bologna a due facce – «La partita di ieri sera ha avuto due volti. Nel primo tempo non abbiamo fatto una buona prestazione, per larghi tratti si è visto il Bologna timido e impacciato contro le grandi che avevamo conosciuto lo scorso anno. Nel secondo tempo abbiamo fatto meglio, anche se non siamo riusciti a rimettere in piedi la partita. Come ha detto anche Donadoni, credo ci sia da lavorare sulla consapevolezza, la squadra ha talento ma non è convinta dei troppi mezzi, troppo spesso rimane bloccata. Ieri abbiamo affrontato una delle squadre più forti del campionato, e prendere gol dopo pochi minuti ci ha esposto ai loro micidiali contropiedi».

Palacio ma non solo – «Rodrigo ha fatto molto bene sia in campo che fuori, per lo spirito che ha portato e l’aiuto che dà, ma noi dobbiamo essere capaci di andare oltre le assenze. Ieri alcuni giocatori hanno giocato novanta minuti per la prima volta, qualche attenuante alla sconfitta c’è ma dobbiamo crescere come gruppo. Stiamo facendo meglio del’anno scorso, ora non ci resta che buttare il cuore oltre l’ostacolo».

Sabato c’è la Roma – «La Lazio è una squadra di vertice e la Roma non è da meno, è altrettanto forte e affrontarla all’Olimpico non sarà semplice. Sapevamo che avremmo disputato tre partite complicate e purtroppo le prime due sono andate male, speriamo di fare meglio nella terza».

Destro può fare meglio – «Mattia finora ha giocato poco, ha trovato poco spazio a causa di qualche problema fisico e delle scelte di Donadoni, che giustamente finora ha privilegiato Palacio. Ieri per lui la partita non era facile, ci aspettiamo di più da lui ma non solo, anche da altri giocatori che fanno parte della rosa».

Dinastia Di Francesco – «Eusebio lo consigliai al Lecce e alla luce di quanto fatto a Sassuolo direi che lo si può considerare uno dei migliori allenatori italiani. È un ragazzo molto preparato, bravo ad adattarsi ad una realtà complessa come quella di Roma. La speranza, se Federico giocherà, è che possa dargli qualche dispiacere».

Stadio, i tempi saranno rispettati – «Siamo andati a trovare degli investitori che potrebbero essere interessati all’attività complementare, ovvero quello che riguarda la Città della Moda. Le modifiche alla legge sugli stadi avevano portato a qualche difficoltà in merito all’individuazione del percorso ideale, ma il nostro progetto non richiede varianti urbanistiche e ci sono strumenti attualmente in vigore che possono fare al caso nostro. Credo quindi che il percorso amministrativo da seguire per arrivare alla ristrutturazione del nostro stadio oggi sia più chiaro, grazie agli approfondimenti fatti col Comune di Bologna. Stiamo facendo alcune ulteriori valutazioni di carattere strutturale riguardo alle parti dello stadio già esistenti che dovrebbero rimanere in piedi, cioè le due tribune, che sono necessarie per quantificare il costo della ristrutturazione stessa. Un’opera del genere è più complessa rispetto alla costruzione di un nuovo stadio, per cui richiederà alcune valutazioni ulteriori, ma dovremmo essere in grado di rispettare i tempi che ci eravamo prefissati e di partire coi lavori l’anno successivo gli Europei Under 21 del 2019».