I silenzi di Destro

I silenzi di Destro

Il 18 agosto di un anno e mezzo fa, una marea di tifosi rossoblù in delirio per Mattia Destro, che arriva alle 18:30 alla stazione dei treni di Bologna. In più di cinquecento persone ad accoglierlo con bandiere, fumogeni e soprattutto cori, come «Mattia Destro ce l’abbiamo noi» e «Segna per noi Mattia Destro», e il bomber che viene scortato dal club manager Marco Di Vaio e dalle forze dell’ordine. Da quel momento, dopo tanto clamore ed euforia, il suo percorso nel capoluogo emiliano non è stato per nulla facile. Il primo gol con la maglia rossoblù arriva solo all’undicesima giornata, il 1° novembre 2015 al Dall’Ara contro l’Atalanta, soltanto otto saranno le reti a fine stagione, complice anche un lungo infortunio che terrà l’attaccante di Ascoli ai box per oltre cinque mesi. Un’estate di fatiche per recuperare rapidamente, quattro gol nelle primissime giornate di campionato seguite da una fase di appannamento, ancora una volta.
I silenzi di Destro. Silenzio quando c’è da scendere in campo, perché troppo spesso Mattia sembra come estraniarsi dall’azione di gioco, quasi pigro, come se in lui vincesse l’apatia. Silenzio fuori dal rettangolo di gioco: raramente una dichiarazioni ai taccuini, difficilmente un segnale ad una piazza che ancora oggi lo aspetta, perché non ha ancora visto al 100% quell’attaccante che a Siena e in gran parte a Roma aveva fatto tanto bene. Perché i numeri Destro li ha, eccome se li ha, ma ad oggi sotto le Due Torri è stato incapace di dimostrarli. Ora si apre il girone di ritorno, Bologna ha bisogno dei suoi gol, di poter fare sempre affidamento su di lui, perché passo dopo passo c’è da riportare una società gloriosa agli antichi fasti. Chissà che la trasferta di Crotone, già ‘matato’ dal numero 10 all’andata, non possa rilanciare e restituire al calcio italiano il vero Mattia Destro.

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