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Bologna in striscia utile con la Samp dal 2003, l'anno scorso al Dall'Ara show di Verdi

Il Bologna si gode il suo Verdi, che crea e cresce

“La mia carriera parla chiaro, non sono mai stato uno che ha segnato tantissimi gol da quando sono arrivato tra i professionisti”. Parole e musica di Verdi, al secolo Simone, professione tuttocampista: dalla trequarti in su, però, of course. E allora vai a vedere il curriculum e ti accorgi che è proprio vero. Zero gol a Torino nel 2011/12 (12 presenze), riga anche l’anno successivo, sempre in granata, ma con appena 4 presenze. A gennaio infatti passa alla Juve Stabia, mette insieme altre 20 apparizioni ma il risultato non cambia, non ci sono reti a referto. L’anno di grazia è a Empoli, stagione 2013/14, quando in 40 presenze Verdi segna 5 gol. L’anno successivo, ancora in Toscana, 26 gettoni e una sola rete. È il periodo sotto la guida di Maurizio Sarri, per stessa ammissione di Verdi importantissimo nella sua crescita. È anche il periodo in cui Massimo Maccarone gli dà qualche consiglio su come calciare le punizioni, che è tutta questione di trovare la tua postura, il tuo stile e la tua tecnica. Poi l’Eibar (9 presenze e nessun sigillo) e il Carpi la scorsa stagione, chiusa con 3 reti in 8 presenze (da gennaio).
Nel Rigoletto di Verdi (in questo caso il più celebre, Giuseppe) si canta che “questa o quella per me pari sono”, e se Simone volesse cantare quell’aria potrebbe riferirsi ai piedi, perché l’interrogativo che lo accompagna è se sia destro o sinistro, visto che calcia bene con entrambi. Resterà forse una domanda senza risposta, intanto nel dubbio le tre reti messe a segno fin qui sono state segnate tutte di destro. Punizione contro il Cagliari, conclusione da fuori contro il Napoli e la prodezza di ieri sera contro la Samp.
Pari sono, ma solo se si parla di piedi, perché per Verdi c’è invece squadra e squadra. In estate, appena arrivato, si disse contento di aver tagliato il cordone ombelicale con il Milan, anche perché arriva il momento in cui si deve camminare con le proprie gambe, semplicemente si deve crescere, essere liberi e dimostrare quanto si vale. Tre reti ne fanno per ora un mini-bomber (Donadoni dixit), ma il bottino promette di essere arricchito. E niente, si ritorna a Verdi, Giuseppe, sempre l’altro, che a quanto pare sosteneva: “Copiare il vero può essere una buona cosa, ma inventare il vero è meglio, molto meglio”. Nel dubbio Simone inventa, crea e cresce.

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