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La carica di Inzaghi, la voglia di Destro, il rientro di Santander... A Pinzolo il Bologna 'fire and desire' cresce bene

La carica di Inzaghi, la voglia di Destro, il rientro di Santander… A Pinzolo il Bologna ‘fire and desire’ cresce bene

Finalmente a Pinzolo, finalmente a contatto con il nuovo Bologna che sta nascendo. L’undicesima giornata di ritiro, in casa rossoblù, si apre con un lavoro defaticante in palestra, per alleggerire le gambe dopo l’amichevole di ieri contro La Fiorita. Il pranzo, per i giornalisti al seguito della squadra, è al Rifugio Patascoss di Madonna di Campiglio, dove le dichiarazioni caute ma cariche di ottimismo dell’a.d. Claudio Fenucci fungono da prologo alla seduta pomeridiana, una scarica di adrenalina targata Filippo Inzaghi. No, non è retorica e non è nemmeno la speranza, o forse l’illusione, che agli albori di ogni stagione ti fa vedere rose e fiori ovunque, ma la realtà dei fatti: gli allenamenti di Super Pippo sono uno spettacolo.
Poli e compagni arrivano sul campo principale del centro sportivo Pineta (davvero di alto livello, non manca nulla) attorno alle 18, dopo una parte tattica eseguita su quello secondario. Non ci sono Petkovic, Rizzo e Svanberg, tutti alle prese con lievi affaticamenti muscolari, e non c’è l’infortunato Nagy, già rientrato a Casteldebole per curarsi all’Isokinetic, ma un po’ a sorpresa c’è Santander, che si separa dal gruppo solo a mezzora dalla fine per portare avanti il proprio percorso atletico personalizzato. A proposito, per chi ancora avesse dei dubbi: il ragazzone paraguaiano è tutto fuorché sovrappeso, e il soprannome ‘El Ropero’ (l’armadio) pare azzeccato.
Dicevamo però di Inzaghi, un fiume in piena che sembra aver già spazzato via la monotonia degli ultimi tre anni. Sarà poi il campionato a raccontarci meglio il suo valore e quello dei suoi uomini, certo, ma intanto è una meraviglia vederlo all’opera con la tuta, il fischietto e un pallone in mano, sempre pronto a ributtarlo nella mischia per far sì che l’intensità degli esercizi non cali mai. Torelli pieni di incitamenti e anche di rimproveri («Giochiamo a due tocchi, senza sbagliare, veloci, veloci, veloci!»), prove di attacco contro difesa con la precisa richiesta di un giro palla rapido da chiudere con un passaggio in verticale, mani nei capelli quando l’azione non viene finalizzata alla sua maniera, con il gol. Parla tanto, Pippo, si fa sentire, prende idealmente per mano la squadra e la conduce dove vuole lui, supportato dai suoi collaboratori Maurizio D’Angelo e Duccio Innocenti, forieri di consigli soprattutto per ragazzi più giovani.
Il cielo sopra Pinzolo è cupo e minaccia altra pioggia, dopo le secchiate scese nel primo pomeriggio, ma nessuno ci fa caso, perché gli occhi dei presenti sono fissi sul rettangolo verde. La partitella conclusiva a metà campo, nonostante i carichi di lavoro, si gioca su buoni ritmi, e al termine i rossoblù tornano negli spogliatoi tra gli applausi dei tifosi. Vivacissimo Orsolini, che nell’inedito ruolo di mezzala potrebbe riservare parecchie soddisfazioni, molto pimpanti Kingsley, Mbaye e Poli, ordinato e sicuro di sé Paz, puntuale e preciso al cross Dijks. Segnali positivi anche da Destro, l’osservato speciale, che corre e rincorre, si propone di continuo, svaria su tutto il fronte offensivo e davanti alla porta non sbaglia. Insomma, nonostante i nuvoloni neri ci sono decisamente più luci che ombre attorno e dentro questo Bologna costruito sul fire and desire. E domani si ricomincia, doppia seduta e presentazione del talentino svedese Svanberg alle 14. Personalmente, non vedo l’ora.

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