La solita Juve stronca il sogno del Napoli. L'Inter si prende la Champions, al Crotone non riesce un altro miracolo

La solita Juve stronca il sogno del Napoli. L’Inter si prende la Champions, al Crotone non riesce un altro miracolo

Nell’ultima giornata di campionato il Napoli ha sconfitto 2-1 al San Paolo il Crotone, condannandolo alla Serie B, e ha chiuso il suo esaltante cammino a quota 91. Record assoluto e un mare di rimpianti per il club partenopeo, considerato che per la prima volta una squadra capace di superare i 90 punti non riesce a vincere lo scudetto. Resta il risultato di prestigio, ma soprattutto l’amaro in bocca per un sogno accarezzato dolcemente e svanito in modo brusco, subito dopo aver festeggiato (forse un po’ troppo) la vittoria nello scontro diretto in trasferta.
Sul gradino più alto del podio, manco a dirlo, la solita Juventus, che ha sbaragliato di nuovo la concorrenza. Mai come stavolta, però, la lotta è stata aperta fino alla fine, con le due avversarie che hanno dato vito ad un duello prolungato e avvincente, senza esclusione di colpi dentro e fuori dal campo. A fare la differenza solo i dettagli e la maggiore esperienza dei bianconeri, campioni d’Italia per la settimo anno consecutivo, con la leggenda Buffon al passo d’addio e destinato ad un futuro da dirigente (ma sul tavolo c’è anche un biennale del PSG a cifre astronomiche).
Terzo posto per la Roma, che dopo i passi falsi di metà stagione si è ripresa alla grande e ha dato spettacolo anche in Champions, eliminando addirittura il Barcellona di Messi e sfiorando l’impresa in semifinale contro il Liverpool. Alle spalle dei giallorossi un altro duello che ha incendiato l’intero girone di ritorno, quello tra Inter e Lazio. Quasi sempre davanti gli uomini di Inzaghi, un incanto per gli occhi di tifosi e appassionati ma poco cinici al momento di chiudere i conti, tanto che proprio in prossimità del traguardo sono stati i nerazzurri a prevalere, grazie ad un pirotecnico 3-2 ottenuto all’Olimpico.
I biancocelesti, a cui resta la magra consolazione del titolo di capocannoniere conquistato da Immobile (29 gol come Icardi, ma con una presenza in meno), affronteranno quindi l’Europa League insieme al Milan, rimesso in carreggiata da Gattuso. Bonucci e compagni, tra alti e bassi, si sono presi la sesta piazza, fondamentale visto l’umiliante 4-0 rimediato in finale di Coppa Italia per mano dell’immancabile Juventus. Beffata la splendida Atalanta del maestro Gasperini, che comunque avrà la possibilità di accedere ai gironi passando dai preliminari. Menzione speciale per la Fiorentina, che è riuscita nell’impresa di rialzare la testa e concludere in ottava posizione nonostante la tragica scomparsa del capitano Astori.
Interessante ma troppo sbilanciato il percorso della Sampdoria, formidabile a Marassi e inconsistente fuori casa, troppo altalenante quello del Torino, con la rosa allestita dal presidente Cairo che almeno sulla carta lasciava presagire qualcosa di meglio. A centro classifica, tendente verso il basso, troviamo poi un gruppone di squadre con storie abbastanza diverse tra loro e accomunate da un solo fattore: la mediocrità. In realtà ce ne sarebbe anche un altro, il cambio di allenatore, ma in tal senso il Bologna e Donadoni si distinguono dalle rivali. Si va dai 43 punti del Sassuolo, partito con ben altre ambizioni, ai 39 dei rossoblù e del Cagliari: salvezza serena per i felsinei, in colpevole letargo da marzo a maggio (21 sconfitte totali, mai così male dal 1909 ad oggi), paura e sospiro di sollievo in extremis per i sardi.
Si è sudato freddo anche in casa Chievo e Udinese, con i gialloblù incapaci di allontanarsi dalla zona calda e i friulani affossati da ben 11 k.o. di fila sotto le gestione Oddo, mentre il Genoa ha condotto in porto l’ennesima stagione anonima. La Spal, invece, ha evitato la retrocessione dimostrando grande lucidità nei frangenti più complicati e compensando i limiti tecnici con la grinta, l’intensità e la compattezza. Al Crotone, passato a dicembre nelle mani di Zenga, non è riuscito il secondo miracolo consecutivo, ma i calabresi meritano comunque un plauso per l’impegno profuso sul rettangolo verde fino all’ultimo istante. Lo stesso discorso vale per il fanalino di coda Benevento, che con De Zerbi in panchina ha proposto un calcio piacevole e dato filo da torcere a chiunque, ma non per il Verona, protagonista di un’annata tutta da dimenticare. Adesso spazio al mercato, ai sogni e alle illusioni estive, la Serie A torna il 19 agosto.

© Riproduzione Riservata – Disponibile anche in edicola sul mensile Bologna Rossoblù Magazine di maggio