L'importante è vincere, non partecipare

È legittima la preoccupazione dei tifosi, non quella dei giocatori

Un campionato di A senza l’ombra di una bagarre per non retrocedere non lo si vedeva da tempo. Già prima di Natale era chiaro come tre squadre non fossero nemmeno lontanamente attrezzate per la massima serie, e di come ad una quarta, l’Empoli, sarebbe bastato fare il minimo indispensabile per ottenere la salvezza. Il Bologna ha raccolto un rassicurante gruzzoletto di punti in più rispetto alle ultime della classe con un avvio di campionato altalenante ma in fin dei conti soddisfacente, e in tanti si erano illusi che le parole pronunciate a inizio anno dell’amministratore delegato Claudio Fenucci fossero semplici dichiarazioni di facciata, quando invece il Bologna avrebbe potuto permettersi di meglio rispetto all’obiettivo di fare anche un solo punto in più rispetto alla stagione precedente.
Purtroppo i risultati dei mesi successivi hanno raffreddato gli animi, e ad oggi il traguardo dei rossoblù sembra essersi ulteriormente ridimensionato: non più arrivare a quota 43, bensì la semplice permanenza in Serie A. E d’altronde, come si può chiedere ad una squadra che ha raccolto solo 2 punti nelle ultime 7 partite di farne 15 nelle prossime 11? Il problema è proprio questo, la preoccupante flessione alla quale è andato incontro il Bologna negli ultimi due mesi. Numeri alla mano, l’8 gennaio i felsinei avevano giocato 17 partite e raccolto 20 punti, un ruolino di marcia esattamente in linea con le ambizioni iniziali. Poi, il crollo. Durante la conferenza stampa post-Lazio, nel tentativo di motivare il lungo momento no del Bologna, mister Donadoni ha spiegato come i suoi ragazzi siano frenati da «un’eccessiva preoccupazione».
Gli interrogativi sorgono spontanei e legittimi: cos’è che li preoccupa tanto? L’unico pericolo dal quale guardarsi si chiamerebbe retrocessione, una questione che però, come detto, quest’anno non ha mai riguardato Gastaldello e compagni. Una situazione di classifica tranquilla e l’orizzonte finalmente sereno, sia in campo che fuori, non dovrebbero essere condizioni che portano ad accelerare anziché a frenare, a fare un allungo in più anziché uno in meno? Ci sono forse questioni da chiarire fra l’allenatore e i suoi ragazzi, di cui nessuno è a conoscenza?
Se la ragione non è questa, perché i giovani rossoblù anziché accontentarsi di vivere di rendita grazie ad alcuni brevi e discontinui sprazzi di qualità, fatti vedere soprattutto ad inizio campionato, non stanno approfittando di quest’ultima parte di stagione per mettersi ulteriormente in mostra? E soprattutto, se reggono talmente poco la pressione da paralizzarsi a causa di una preoccupazione dall’origine non ben identificata (certo, le botte rimediate contro Napoli e Milan hanno minato molte certezze, come sottolineato dallo stesso Fenucci, ma parliamo ormai di un mese fa), quanto affidamento si può fare su di loro in prospettiva? Non solo sul piano tecnico ma in particolare su quello mentale. Perché l’obiettivo di un domani più o meno prossimo si chiama Europa, qualcosa che farà nascere pressioni tali da giustificare un po’ di tremarella. Cosa succederà allora?
Quasi tutti i sostenitori del Bologna hanno ormai accettato l’idea di un progetto a lungo termine o comunque si stanno mettendo il cuore in pace, ma una casa si costruisce su basi che ad oggi, quantomeno sul rettangolo verde, sembrano mancare. E quindi gli unici ad avere il diritto di essere preoccupati, in questo momento, sono proprio i tifosi, non certo i signori giocatori.

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44 Responses

  1. solobfc

    Che la serie A sia un campionato in declino è evidente da tempo, quest’anno è solo più marcato del solito. Delle tre promosse dalla B lo scorso anno se ne salva una (Cagliari) e due tornano in B. L’anno prima siamo saliti noi con Carpi e Frosinone e queste ultime due sono tornate in B. L’anno prima ancora c’era il Parma a sparigliare tutto il campionato. E’ un trend.

    La cosa nuova è che finora almeno non abbiamo passato un campionato intero con l’incubo della salvezza.

    1. comodicolcusinoo

      lo sbaglio è nel “paracatude” riconosciuto a chi retrocede. Chi sale in A sa che può allestire una squadra impresentabile (vedi Crotone) e sa che l’anno prossimo in B , potrà contare sui soldi del paracadute. L’inghippo è qua. Basterebbe cambiare il regolamento e stabilire, chessò, che hai diritto al paracadute se retrocedi dopo che hai fatto almeno 3 campionati in A. La lotta per la retrocessione sarebbe più equilibrata rispetto ad adesso quando, a novembre, si sapeva già chi sarebbe retrocesso .

  2. eljardinero

    Io non capisco con che testa un calciatore osi essere smaronato come i nostri. E non capisco come Donadoni non si vergogni di comparire davanti a un microfono dopo le partite.

    1. leonardolg93

      basta vedere come parlano i dirigenti in società e ti sei gia risposto…..se riesci a farti motivare da degli invertebrati cosi allora sei un fenomeno

          1. M L

            Ah ah ah, con quel nickname lí é impossibile!
            Basta ricordare il rigore vittorioso segnato a casa Juve, roba irripetibile ed eterna!

  3. adelmoparis

    Ho letto il tuo intervento di ieri, mirabile per contenuto e forma, grazie. Mi pareva giusto che oggi non dovesse andare perso questo tuo ulteriore.
    Non so che lavoro tu faccia, non so se tu sia un padre, ma ti voglio raccontare quello che mi è successo ieri.
    Mentre stavo entrando in casa, in serata, mia figlia di otto anni mi è venuta incontro e senza che potessi neppure salutarla mi ha detto che era andata male nel compito di storia…mia figlia…il compito di storia…che se ci penso ancora adesso mi sembra impossibile.
    Ad ogni buon conto ho cercato di comportarmi in maniera affettuosa e mentre mangiavo le ho rivolto alcune domande per comprendere come potesse essere successo, tergiversava.
    Cosa avrei dovuto fare? Cosa dovrei fare? Va da sé che mia figlia è la cosa a cui tengo di più al mondo.
    Per tornare alla Squadra possiamo dire che giocano complessivamente male, nei singoli ed in gruppo, quindi ci potremmo trovare di fronte alla situazione strana che tutti siano peggiorati simultaneamente. Se lo vogliamo credere. Quindi ci troveremo davanti una sorta di epidemia sportiva.
    Già a cavallo del 1500 un filosofo, astronomo, geografo e medico di nome Girolamo e di cognome Fracastoro ebbe l’ardire di sostenere che la causa di un’epidemia erano minuscoli esseri che colonizzavano prima un uomo poi un altro. Fu ritenuto un eretico, nei migliore dei casi un folle, in un’epoca in cui le malattie, comprese quelle infettive, venivano considerate un disequilibrio tra fuoco, acqua, aria e terra, quando non era scomodata la collera divina.
    Non credo che un virus abbia colonizzato tutti i giocatori del Bologna ed è senso comune che ciascuno dei calciatori renda meno di quello che vale. Certo è che se facciamo affidamento al caso possiamo ammettere che la sfortuna li vuole tutti contemporaneamente brocchi, cosa cui io non credo. Se invece cerchiamo una causa comune a questo depauperamento tecnico lo dobbiamo cercare in chi li gestisce e chi li allena e li mette in campo. Tanto è risaputa questa situazione che lo stesso Fenucci non ha nessuna intenzione di colpire i giocatori come se fosse consapevole che la colpa non è loro.
    A questo punto credo che con una buona probabilità si possa indicare come causa l’allenatore e i suoi collaboratori. Allora perché, se è così palese la causa, l’allenatore non viene rimosso?
    1 – la parola di Saputo. Prima di contravvenire a quello che ha detto il Canadese si farà spezzare entrambe le gambe. Ê fatto così, potrebbe anche rimetterci 50 o 100 milioni di euro ma non si smuove.
    2 – il rischio di retrocessione è per ora remoto.
    Come si esce da ‘sta cosa? Donadoni deve dare le dimissioni, a quel punto Saputo, Fenucci e Di Vaio non possono far altro che avvallarle. Sembrerebbe che nessun altro abbia voce in capitolo.
    Io non so cosa abbia detto il milordino della tribuna, però so che ha colto nel segno.
    Siamo proprio sicuri che bisogna continuare così, a tortellini e pignoletto? E, soprattutto, cosa dovrei fare con mia figlia? 😉

    1. Ascasubi

      Non un virus, ma qualcosa di persino più etereo ed impalpabile: la sfiducia in sé stessi. Quella col Napoli – nelle intenzioni dei Nostri – voleva essere una partita giocata alla pari, a viso aperto dico. Non era serata: quei giocatori con la casacca partenopea, ancora acerbi per l’Europa-che-conta, ma purtuttavia dei giganti per noialtri, azzeccarono la giusta contingenza astrale unitamente ad verve agonistica corale. Per i nostri fu come Willie il Coyote che si accorge di camminare nel vuoto per poi precipitare. Pazienza, solo che in questo cartoon elevato ad efficace allegoria, l’eroe pasticcione riparte sempre. Per i Nostri, i nostri giovani inesperti, invece si apriva un nuovo baratro quello del dubbio: “e se succedesse di nuovo?”, del resto le partite in programma non erano delle più abbordabili. Sfiducia, paura, un allenatore che non consola e non sa trovare rimedi, sta di fatto che non si riesce ad uscire dal cortocircuito. E’ un cortocircuito pernicioso che stimola la critica a distillare un giudizio (peraltro ottimamente argomentato) solo sulla scorta di quaranta giorni di cattive avventure.
      Voglio essere ottimista: forse basta solo un poco di fondoschiena, perché quello dell’autostima è un meccanismo strano, che sembra costruire con la cartapesta, ma che, autoalimentandosi, trasforma questa materia poverissima in cemento armato.

      1. adelmoparis

        Caro poeta, dissento dal tuo pensiero perché il tempo zero non è la partita di Napoli, c’erano elementi evidenti prima. Io in Disquis ho il profilo aperto.
        In ogni caso il primum movens di questa situazione è, per tua stessa ammissione, Donadoni (un allenatore che non consola, che non sa trovare rimedi). Alla fine non cambia molto, il problema rimane la soluzione e se noi possiamo fare qualcosa

        1. ale 1969

          Il momento @adelmoparis:disqus è stato l’infortunio a Verdi, quando da un 433, seppur non canonico, siamo passati ad un 451.
          Qualcuno dirà, come Donadoni, “ah ma gli schemi non sono importanti”. Giocate 20 metri più alti o più bassi poi vedete se non sono importanti.

          1. adelmoparis

            Il tuo punto 0, l’assenza di Verdi, è abbastanza vera, ma non riguarda il modulo, riguarda la perdita tecnica dei colpi del giocatore, azioni di fattura superiore che fanno parte del suo bagaglio tecnico e che hanno nascosto problemi già esistenti in precedenza.
            Buona Giornata

    2. festina

      Caro Adelmo, scusa se mi intrometto, ma sono certo che la parola di Saputo sarà anche granitica, ma stai tranquillo che 50 o 100 milioni di euro non li vuol perdere. Non si diventa (stra)ricchi per caso o per ferrea coerenza sui principi. Buona serata.

      1. adelmoparis

        Buona Serata a te Festina, per lui sono i 50 euro di una stecca di sigarette. Per un uomo che ha tutto, per giunta siciliano d’origine, la parola ha il peso dell’oro.

    3. M L

      Non ho figli e quindi se mi lanciassi in un consiglio sarei l’ennesimo consulente matrimoniale scapolo: meglio stia zitto (anche se da figlio ho poi imparato che questi inciampi adolescenziali sono assai utili più avanti).
      Non sono nemmeno un allenatore e quindi sebbene mi diverta a pensare e proporre moduli, formazioni e ruoli ogni domenica che giochiamo quando ci azzecco é quasi sempre per caso.
      Però sono un tifoso e come tale ho pieno titolo – come ciascuno di noi – per prendere una posizione in merito alla “mia” squadra: ritengo sbagliato contestare un team giovane e futuribile anche e soprattutto perché il prossimo anno molti di questi che a rotazione bolliamo come scarsi, indisponenti, rotti e via discorrendo saranno ancora qui e quindi sta a noi creargli le condizioni ambientali giuste per farli evolvere e non deprimere o sperare di essere ceduti.
      Questo era il senso del mio invito a una maggior vicinanza alla squadra in questo momento difficile (come farebbe un padre affettuoso) piuttosto che di critica e allontanamento (come farebbe un amante indispettito).
      Sui tortellini e il pignoletto – inteso, se ho ben capito, come versione nostrana di tarallucci e vino-: personalmente penso che Donadoni abbia le maggiori responsabilità (anche nell’aver avallato/accettato giocatori che magari non voleva) delle pessime prestazioni dell’ultimo periodo e non capisco perché stante la quasi-certa salvezza non usi le prossime partite per sperimentare, far affiatare i giocatori, dargli sicurezza/continuità, ma se non rassegna lui le dimissioni non può essere allontanato a furor di popolo – ricordate, il popolo scelse Barabba! -; e non mi piace Fenucci, che, da fuori, mi pare poco sul pezzo e poco incisivo, ma magari segue alla lettera le disposizioni del Presidente, quindi defenestrato lui magari ci ritroveremmo col suo doppione.
      Insomma, ci vado cauto.
      Sicuramente però penso che non si debba fare pressione su Saputo che ha un suo disegno e un suo piano: il Bologna é di tutti, ma se ci ha messo 100milioni – e altri ne metterá – é lui che deve decidere, condurre e dettare i tempi, perlomeno fintanto che non mette a rischio la nostra storia e il nostro futuro.

      1. adelmoparis

        Buongiorno ML, mi sono dimenticato di anteporre a tutto il discorso che ho fatto in precedenza una semplice considerazione che ho dato per scontata: ci va ancora di assistere ad uno spettacolo a pagamento di cui non siamo affatto contenti? E, qualora ci andasse e non fossimo contenti, ci va ancora di sostenere tutto il gruppo come se niente fosse? E, qualora ci andasse di assistere allo spettacolo e di sostenere la squadra, siamo sicuri che le cose miglioreranno?
        Ancora Buona Giornata a te ed a tutti

  4. festina

    Scrivi molto bene ma in quello che dici vedo molto la retorica dei bravissimi oratori sofisti. Quelli che non piacevano a Catone. Ti poni una domanda formulata in modo tale per cui, qualunque sia la risposta, tu potrai confutarne la correttezza atteso che l’una o l’altra conterranno una grave contraddizione. Per cui scegli una non soluzione al problema: é giusto contestare un comportamento pubblico disdicevole?
    Il Liverpool, già, il Liverpool. Mio figlio lavora a Liverpool, perché in Italia non potrebbe fare lo stesso lavoro con le stesse soddisfazioni.
    Magari il nostro glorioso Bologna avesse la società, bada bene non dico i giocatori, del Liverpool.

    1. BaloeJoey

      Io invece dico proprio il contrario. Per me la societa è a livello del liverpool , non abbiamo le loro strtutture, ma presto le avremo, e dopo avremo i giocatori

      1. festina

        Quando succederà mi chiami. Spero non nell’aldilà. Vedi, io e te ci conosciamo da anni su ZO, non voglio più giudicare le persone ma i fatti. Quindi se Guaraldi avesse fatto del buon calcio a Bologna, per me sarebbe stato un buon presidente. Se Saputo farà del buon calcio per me sarà un buon presidente. Di promesse, progetti, trienni, bienni, decenni, non me ne importa nulla. Quelle e quelli possiamo farli tutti. Voglio vedere del buon calcio a Bologna. Tutto qui. Ciao.

    2. M L

      Non capisco perché dici che io scelgo una non soluzione al problema; la mia é: stiamo con la squadra, oggi che é in difficoltà anche più di prima!
      Quello del Liverpool, invece, per me era un esempio (estremo) di dedizione totale ai colori, ben oltre i risultati: la società attuale non é di quel livello, ma almeno ci sono le premesse; la nostra tifoseria potrebbe esserlo già adesso…

      1. festina

        1)Sei sicuro che la contestazione riguardi la squadra? 2) Noi siamo coi giocatori ma i giocatori lo sanno che maglia indossano? Non vorrei che il giallo/evidenziatore li avesse obnubilati.

        1. M L

          Beh, se non segui e non supporti la squadra la domenica durante la partita, il messaggio é per i giocatori; altrimenti dovresti chiedere un incontro in settimana a Fenucci, DiVaio e Bigon e, nel caso, in quel frangente, lamentarti del loro operato.
          Per la coscienza dei nostri colori – e concordo sul fatto che il giallo é terribile: ah quanto mi manca la maglia bianca con la striscia diagonale rossoblu, l’avevo pure nel Subbuteo! – io nei giocatori non vedo scarso attaccamento, ma confusione, timore, spaesamento, conditi da uno schema tattico deficitario e una forma fisica insufficiente. Irriverenza no.

          1. festina

            OK! Ma come fai a parlare se non ti invitano, se neppure a inizio campionato dedicano una giornata all’incontro coi tifosi? Ciao!

          2. solobfc

            Va anche detto che per come sta andando quest’anno meglio che ci sia la maglia giallofluo, che poi la maglia storica magari la portiamo in europa

  5. leonardolg93

    sono 20 anni che cantiamo per una squadra che perde tutte le partite o quasi io mi sono un po stufato, sinceramente pensavo che con saputo almeno questo sarebbe cambiato….e sinceramente sono anche stufo di tutte le interviste che mi propinano Donadoni ,Fenucci e compagnia bella che mi sanno solo di prese in giro ai tifosi che come me passano tutte le domeniche in curva…..era romantico quando avevi dei giocatori che davano l’anima anche se erano scarsi e non sapevano se prendevano lo stipendio perchè avevi come presidente un criminale, ora hai un gran signore che ti paga fior fior di quattrini e in campo hai 11 fighe che camminano e dei dirigenti che dicono che va bene cosi; io di sbattermi in trasferta fino al 90 a cantare con una situazione cosi fra squadra e dirigenti non ci trovo nulla di romantico semmai del ridicolo

    1. M L

      Saputo é qui da meno di 3 anni: ci ha riportato in A e ce la sta garantendo; ha risanato conti che assommavano anni di disastri; ha investito nel centro tecnico e, appena gli sarà permesso, nello stadio; vuol fare del Bologna una società modello, autosufficiente, grazie a sponsor, merchandising, indotto e settore giovanile; vuole portarci a una dimensione europea.
      A fronte di tutto questo le sconfitte e le prestazioni desolanti di queste settimane sono poca cosa.
      Poi hai ragione se dici di esserti stufato dello spettacolo: la squadra quest’anno ha delle carenze e delle colpe – oltre ad aver subito dei torti – e la guida tecnica ha forse perso il polso della situazione, ma “abbandonarla” non serve per invertite la situazione, anzi magari finisci per incancrenirla.
      Come scrivo sopra, infine, anche a me non piace il profilo scelto da Fenucci, ma non sappiamo se segue direttive precise o agisca spontaneamente: solo Saputo può giudicarlo.

      1. leonardolg93

        Se si vuole questo saputo deve ammettere di aver sbagliato gli uomini messi da lui in società e sostituirli invece che continuare a dire che vs tutto bene…..con questi dirigenti sembriamo l armata Brancaleone e fidati che non Andremo da nessuna parte a meno che saputo non cacci 50milioni ogni anno…..dopo 3 anni non abbiamo nessuna base in società tolto saputo che però a detta sua non ne capisce di calcio……

      2. leonardolg93

        Poi si saputo ha fatto tantissimo e ha messo molti soldi ma detta in tutta sincerità gli ultimi due anni sono stati quasi disastrosi….primo anno di serie A 40 milioni di euro investiti non male di più, lasciando perdere tutti gl investimenti sbagliati non hai nemmeno portato un giocatore in grado di far innamorare la piazza….per quanto riguarda il secondo anno bhe è sotto gli occhi di tutti….sul serio non potete dire che va tutto bene al Bologna fc serve una rivolizione completa se si vuole ripartire con un progetto

      3. DanyX

        Secondo me quest’anno l’esempio del liverpool lo abbiamo seguito in pieno….. quando mai si è sentito di una squadra applaudita e non contestata dopo aver perso 1-7 in casa e 0-1 in 11 contro 9?
        Pensavo che dopo i vari applausi e dichiarazioni di vicinanza alla squadra, avessi guadagnato un po’ di punti come tifo di squadra; perlomeno abbastanza da poter contestare senza essere tacciati di essere un tifo “con la puzza sotto il naso” o “milordino”.
        A Roma la curva fischia la propria squadra che perde anche quando sono secondi in classifica e in champions

      4. acero rossoblu

        ottimo ragionamento…è tanta roba quella che hà fatto e che farà saputo x il BFC…siamo solo all’inizio,portiamo pazienza, guardiamo avanti,stiamo calmi e uniti,anche se il malumore è comprensibile e la pazienza terminata…forza BFC

  6. BFC1909

    Ci vuole molta pazienza, lo so che è dura ma ci vuole molta ma molta pazienza… i risultati arriveranno