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Masina al Memorial Galli: “Bologna è casa mia. Corvino grande uomo e professionista”

Giornata importante per Adam Masina che a Firenze, dalle mani del tecnico della Roma Luciano Spalletti, ha ricevuto il premio ‘Giovane Emergente’ in occasione della quindicesima edizione del Memorial Niccolò Galli. A margine della cerimonia il terzino sinistro rossoblù, che ancora una volta ha colpito i presenti per la sua disponibilità, ha rilasciato alcune dichiarazioni.

La stagione ‒ «È stato sicuramente un anno positivo. Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo, che era la salvezza tranquilla il prima possibile. Non posso che essere soddisfatto di questa stagione, poi ovviamente bisogna ancora migliorare in ogni preciso aspetto della vita calcistica: cresceremo».

Il futuro ‒ «Il mio contratto dice che fino al 2019 sono un giocatore del Bologna, quindi non posso che parlare del Bologna e di quello che mi aspetta il prossimo anno in rossoblù».

Bologna e Donadoni ‒ «Bologna è una piazza che sa far crescere i giovani e la sento come la mia casa. Con il mister ho avuto un grandissimo rapporto perché vuole da me sempre qualcosa in più e io sono felice di poter lavorare con lui».

La Fiorentina ‒ «Credo che abbia fatto un inizio di campionato veramente da grandissima squadra. Mister Paulo Sousa è riuscito a dare un’impronta precisa alla squadra, e questo fa piacere perché si vede che gli allenatori nel calcio contano e quando vogliono lavorare per bene la differenza la fanno. C’è stato un calo, ma credo ci possa stare perché non si costruisce nulla dall’oggi al domani. Si deve costruire anno per anno e riuscire a raggiungere i traguardi che la società si è prefissata».

Corvino ‒ «Non posso che parlare bene di lui. Mi ha preso un po’ sotto la sua ala e mi ha fatto molto piacere, si è comportato da grandissimo uomo e da grandissimo professionista. Se potrebbe fare bene a Firenze? Dovunque è andato ha fatto bene, quindi credo che sarebbe lo stesso se dovesse tornare qui».

Il premio al Memorial Galli ‒ «La soddisfazione c’è, ma bisogna sempre capire che sono step che bisogna mettersi alle spalle e continuare a lavorare giornalmente».

La Nazionale maggiore ‒ «La speranza c’è, ma so bene che la speranza senza il lavoro non porta nulla».