Notte magica a Bologna, l'Italia Under 21 debutta all'Europeo piegando 3-1 la Spagna. Decisivo Chiesa, bene Calabresi e Orsolini

Notte magica a Bologna, l’Italia Under 21 debutta all’Europeo piegando 3-1 la Spagna. Decisivo Chiesa, bene Calabresi e Orsolini

L’Europeo Under 21 di Italia e Spagna, due delle principali favorite alla vittoria finale, inizia allo stadio Renato Dall’Ara di Bologna, gremito in ogni ordine di posto e tutto colorato di verde, bianco e rosso. Il c.t. Di Biagio prosegue nel solco dell’ormai collaudato 4-3-3 e manda in campo tutti i big, a cominciare da Barella e Pellegrini in mediana ai lati di capitan Mandragora, Chiesa e Zaniolo sugli esterni e Kean di punta, con Calabresi schierato come terzino destro e l’altro rossoblù Orsolini inizialmente in panchina. De La Fuente risponde con un 4-1-4-1 sorretto da Zubeldia davanti alla difesa, con Dani Ceballos e il ‘partenopeo’ Fabián Ruiz sulla trequarti e Borja Mayoral centravanti. Intanto, nell’altro match del gruppo A disputato a Reggio Emilia, sorprendente vittoria per 3-2 della Polonia sul più quotato Belgio.
Nei primi venti minuti azzurrini molto contratti e ospiti padroni del campo, trascinati da un super Ceballos: al 9’ il fantasista del Real Madrid riceve palla a circa venti metri dalla porta avversaria e con una splendida conclusione a girare fulmina Meret all’incrocio dei pali. Sulle ali dell’entusiasmo per il gol dell’1-0, gli iberici continuano a spingere, e al 13’ serve un super intervento di Calabresi per evitare il raddoppio dopo uno slalom del solito scatenato Ceballos. Col passare del tempo l’Italia inizia a scrollarsi di dosso un po’ di emozione e a rialzare la testa, puntando però quasi esclusivamente sulla potenza e la verve di Kean, che una volta arrivato in area non riesce però a scardinare la cassaforte formata da Vallejo e Meré. Ma al 37’, sfruttando un perfetto lancio di Barella, Chiesa si invola sulla sinistra, supera in velocità Aguirregabiria e col mancino trafigge un non impeccabile Simón per l’1-1. A ridosso dell’intervallo dentro Orsolini, accolto da un’ovazione, al posto di un intontito Zaniolo (forte botta in testa), mentre i ragazzi di casa si scuotono ulteriormente e nel recupero Dimarco impegna Simón con un potente sinistro dalla distanza.
La ripresa si apre con la squadra di Di Biagio all’assalto della porta spagnola, e al 5’ Chiesa sfiora la doppietta con una rasoiata che sibila di poco a lato. Sul versante opposto ci prova invece Soler, ed è un tentativo di spessore, perché per neutralizzare la sua sassata serve un mezzo miracolo di Meret. La partita si fa vibrante, i capovolgimenti di fronte sono continui e su uno di questi gli azzurrini raddoppiano: gran filtrante di Orsolini per il neo entrato Cutrone (fuori Kean, non proprio felice per il cambio), ottima giocata del milanista, rimpallo che favorisce l’inserimento di Chiesa e tap-in del talento viola per il 2-1. La reazione ospite passa al 22’ dai piedi di Oyarzabal, fermato sul più bello dall’ottimo Dimarco, e soprattutto di Ceballos, che al 32’ ubriaca di finte un paio di difensori ma calcia alto. La nostra Nazionale, consapevole di dover chiudere i conti al più presto, non alza il piede dall’acceleratore, e al 35’ cala il tris: cross di Orsolini dalla destra, spinta in area di Soler su Pellegrini, on field review dell’arbitro Gözübüyükyk e rigore che lo stesso centrocampista della Roma trasforma con freddezza.
I minuti che separano l’Italia dai primi tre punti del suo cammino vengono gestiti senza alcuna sbavatura, ulteriore dimostrazione di grande maturità da parte di un gruppo che oggi, specialmente nella sofferenza, ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per arrivare fino in fondo. Non era semplice battere questa Spagna, ancora meno dopo essere partiti male e finiti subito sotto con un gol di rara bellezza come quello segnato da Ceballos. Eppure gli azzurrini, trascinati da un incontenibile Chiesa (eletto MVP della gara) e da un pubblico meraviglioso, sono riusciti a rendere magica questa afosa serata di metà giugno, lasciando nel cuore di tutti i presenti la forte sensazione che il meglio debba ancora venire.

IL TABELLINO

ITALIA (4-3-3): Meret; Calabresi, Mancini, Bonifazi (43’ st Bastoni), Dimarco; Barella, Mandragora, Pellegrini; Zaniolo (42’ st Orsolini), Kean (16’ st Cutrone), Chiesa.
A disp.: Audero, Montipò, Pezzella, Tonali, Adjapong, Bonazzoli, Romagna, Locatelli, Murgia.
C.t.: Di Biagio

SPAGNA (4-1-4-1): Simón; Aguirregabiria, Vallejo, Meré, Martín A.; Zubeldia (21’ st Fornals); Soler, D. Ceballos, F. Ruiz (1’ st Merino), Oyarzabal (40’ st Mir); B. Mayoral.
A disp.: Sivera, Martín D., Nuñez, Vallejo, Lirola, Pedraza, Olmo, Firpo, Roca.
C.t.: De La Fuente

Arbitro: Gözübüyükyk (Olanda)
Ammoniti: 11’ pt Calabresi (I), 24’ pt Vallejo (S), 25’ pt Zaniolo (I), 49’ st D. Ceballos (S), 25’ st Orsolini (I), 37’ st Soler (S)
Espulsi:
Marcatori: 9’ pt Ceballos (S), 37’ pt Chiesa (I), 19’ st Chiesa (I), 37’ rig. Pellegrini (I)
Recupero: 4’ pt, 5’ st
Note: 26.432 spettatori

CLASSIFICA GRUPPO A:
1. ITALIA 3
2. Polonia 3
3. Belgio 0
4. Spagna 0

Polonia-Belgio 3-2 (26’ pt Zurkowski, 7’ st Bielik, 34’ st Zymanski – 16’ pt Iseka, 39’ st Cools)

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