Sincronizzare due battiti

Oggi e sempre, grazie Saputo

Ancora un anno di sacrifici e denti stretti, poi il Bologna potrà decidere cosa fare da grande. Lo ha sottolineato a più riprese l’amministratore delegato Claudio Fenucci, anche pochi giorni or sono: «Esiste una pianificazione triennale e questo è l’ultimo anno. Detto ciò, vedremo di parlare con il presidente per capire obiettivi e strategie della stagione seguente (2018-2019, ndr). Ritengo che investimenti significativi potrebbero essere fatti ma soprattutto che vadano effettuati in concomitanza con un cambiamento delle regole che portano alla distribuzione dei diritti televisivi».
Le cose stanno esattamente così. Finché non ci sarà una ripartizione adeguata, la classifica del massimo campionato italiano sarà sempre già scritta (o quasi), e non occorre un genio per capirlo. È sufficiente guardare ogni anno quali sono le prime cinque-sei della classe, esattamente quelle squadre (exploit dell’Atalanta a parte) che ricevono un aiuto consistente da Sky e affini. Non è una colpa di Joey Saputo, che pur essendo tra gli uomini più ricchi al mondo non sarà mai un imprenditore che getta soldi dalla finestra per il puro gusto di farlo. Occorreranno anni affinché il club rossoblù possa assestarsi a certi livelli, e questo percorso passerà inevitabilmente anche da cessioni illustri.
Un esempio lampante è il Torino, che grazie alla vendita dei vari Immobile, Darmian, Maksimovic, Glik e Bruno Peres è riuscito a tesserare giocatori importanti come Zappacosta, Baselli, Benassi, Iturbe, Iago Falque e soprattutto Belotti. O la stessa Atalanta, che dal settore giovanile ha creato la plusvalenza Gagliardini, ceduto all’Inter per 25 milioni, e presto sacrificherà anche il talento ivoriano Kessie. Non va quindi vista come un dramma la partenza di Dzemaili direzione Montreal, trovare un elemento della sua qualità sarà complicato se non impossibile ma si sa, il calcio e soprattutto il mercato non hanno regole certe, anche un giocatore sulla carta meno forte e reclamizzato potrebbe rendersi utilissimo alla causa e garantire un ottimo contributo alla squadra.
Tutto questo senza dimenticare le infrastrutture. Non giriamoci attorno, in soli due anni le cose sono cambiate radicalmente: ora il Bologna può contare su un suo centro tecnico moderno e su tanti giocatori di proprietà, giovani e futuribili, e presto avrà uno stadio ‘salotto’. Insomma, per farla breve, Joey Saputo merita tutta la gratitudine di questo mondo, ma ancora per un po’ di tempo non chiedetegli esborsi stratosferici o nomi altisonanti (molto più probabile, invece, la ricerca di elementi da rilanciare come è stato per Baggio, Signori, Di Vaio, Gilardino e Giaccherini, e come probabilmente sarà per Cerci). Armiamoci di santa pazienza, per trovare la definitiva quadratura del cerchio serviranno anni, ma almeno abbiamo la serenità di giocare in Serie A. Oggi e sempre, grazie Saputo.

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